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INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

PROGRAMMA DI RICERCA 2005

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
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Levy P., L’intelligenza collettiva, Feltrinelli, Milano, 1996
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Kanzian Nuria “ Comunicare nel non profit”, Trieste, Battello Stampatore, 1999
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Nora Rizza, Costruire palinsesti : modalita logiche e stili della programmazione televisiva tra pubblico e privato, RAI-Nuova ERI, Torino 1989.
Claudio Dematté, Fabrizio Perretti, L'impresa televisiva : principi economici e variabili strategiche, Etas, Milano 2002
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Fondazione Rosselli, Istituto di economica dei media, Mercati locali, mercati globali, Guerini e Associati, Milano 1998
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Antonio Pilati (a cura di), Mind : l'industria della comunicazione in Europa, SIPI, Roma1993.
Parole Chiave
MEDIATTIVISMO; PARTECIPAZIONE POLITICA; COMMUNITY MEDIA; ETNOGRAFIA DEI PUBBLICI; INFORMAZIONE E CONTROINFORMAZIONE; COMUNICAZIONE SOCIALE; ORGANIZZAZIONI NON PROFIT; MOVIMENTI SOCIALI

StreetMonitor: osservatorio sul mediattivismo, sulle televisioni di quartiere e sulle nuove emittenti.

Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
Abstract
L'osservatorio STREETMONITOR si propone di indagare il movimento mediattivista italiano analizzando il panorama - piuttosto recente nel nostro contesto nazionale - delle radio e delle tv di quartiere e più in generale il quadro delle nuove emittenti. L'interesse è rivolto principalmente alle prospettive offerte dalle nuove tecnologie ai nuovi soggetti sociali, che sempre più spesso utilizzano tali strumenti di comunicazione non solo come mezzo di diffusione di contenuti, ma anche come prospettiva culturale di riferimento.
La ricerca tratta argomenti che possono essere collocati all'interno di un duplice contesto: da un lato, le più generali modificazioni che hanno interessato il sistema economico-produttivo (lungo l'asse fordismo-post-fordismo e società del lavoro versus società dei saperi e del loisir) e, dall'altro, il mutamento in atto nella struttura tecnologica e negli usi sociali delle tecnologie di comunicazione (lungo l'asse mezzi broadcasting versus mezzi interattivi e di rete).
L'indagine intende compiere un triplice livello di analisi:
1) l'analisi della RAPPRESENTAZIONE MEDIALE del fenomeno;
2) una mappatura delle sperimentazioni attive sul territorio italiano;
3) l'analisi di caso di alcune emittenti considerate più significative o esemplari.
La ricerca intende indagare tutte le dimensioni significative delle emittenti per comprendere intenzione politico-comunicativa, comunicazione (interna ed esterna), programmazione >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Giovambattista FATELLI Università degli Studi di ROMA "La Sapienza"
Obiettivo del Programma di Ricerca
In Italia i community media sono un fenomeno piuttosto recente ispirato ai principi della comunicazione partecipata, che parte dal "basso" dando spazio a quelle voci della società civile trascurate dai grandi gruppi televisivi: un processo di appropriazione della comunicazione televisiva, la più potente e incisiva, che punta a sostituire il concento di "servizio pubblico di stato" con quello di "dominio pubblico". Negli Stati Uniti e in molti Paesi europei esistono da decenni esperienze di televisione ad accesso pubblico o di comunità . Si tratta di un uso diverso delle tecnologie video, messe a disposizione di piccole comunità che contribuiscono alla creazione dei contenuti trasmessi. Il ruolo svolto dagli Open Channel è ritenuto "decisivo" per la diffusione di informazioni che non trovano spazio sulle emittenti nazionali, favorendo una più ampia partecipazione dei cittadini alla gestione della "cosa pubblica" al punto da ricevere in alcuni casi finanziamenti dalle municipalità locali.
I community media si stanno imponendo anche nel nostro contesto nazionale, segnalando un certo fermento nel processo di crescita culturale e democratica del paese. L'osservatorio STREETMONITOR si propone di indagare il fenomeno - piuttosto recente nel nostro contesto nazionale - di radio e tv di quartiere e più in generale del panorama delle nuove emittenti. L'interesse è rivolto principalmente alle prospettive offerte dalle nuove tecnologie ai nuovi soggetti sociali, che sempre pi >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
L'ambito di ricerca si colloca in un panorama piuttosto vasto, essendo numerose le sperimentazioni in corso e le possibili nuove emittenti del mediascape italiano. Il G8 di Genova, già nel 2001, metteva in evidenza come i new media, con le possibilità di connessione fornite dalla rete internet a quei movimenti sociali raggruppabili sotto l'etichetta anglosassone di mediattivismo , dessero vita ad una concreta forma di mobilitazione politica, non più e non solo legata alla necessità di sviluppare rapporti con i mezzi di informazione generalisti, ma soprattutto all'esigenza di fornirsi direttamente di conoscenze e strumenti mediali alternativi. Questo processo, nato negli anni settanta e sviluppatosi nel corso degli anni novanta, ha conosciuto negli ultimi mesi un'indubbia evoluzione.
La nascita delle «televisioni di quartiere» si inserisce perfettamente in questo percorso spingendosi verso i territori dell'audiovisivo da tempo chiusi alle innovazioni e schiacciati, almeno in Italia, su un paradigma generalista ormai logoro. Ma le innovazioni possibili non si fermano qui: la seconda guerra del Golfo e il forte movimento di protesta che si è contrapposto alle scelte belliche angloamericane, ha permesso e fornito l'occasione per lo sviluppo di altri canali di comunicazione (una per tutte l'esperienza di "NoWar Tv"). In questo caso gli strumenti utilizzati non sono stati quelli "poveri" della trasmissione para-legale e poco costosa delle telestreet, quanto le tecnologie >>>