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PROGRAMMA DI RICERCA 2005

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
Albrecht, H.-J. e Kilchling, M. (2002), "Crime Risk Assessment, Legislation, and the Prevention of Serious Crime – Comparative Perspectives", in European Journal of Crime, Criminal Law and Criminal Justice, Vol. 10/1, pp. 23-38, Paesi Bassi.
Commissione europea (2000), Communication from the Commission to the European Parliament. The Prevention of Crime in the European Union. Reflection on Common Guidelines and Proposals for Community Financial Support, COM (2000) 786 final, Doc. 2000/0304 (CNS), Bruxelles, 29 novembre.
Commissione europea (2001), Joint Report from Commission Services and EUROPOL. Towards a European Strategy to Prevent Organised Crime, SEC (2001) 433, Bruxelles, 13 marzo.
Commissione europea (2001a), Communication of the Commission to the Council and the European Parliament, COM (2001) 628, final, 30 ottobre.
Commissione europea (2001b), Communication concerning the Fraud Proofing of Legislation and Contract Management, SEC (2001) 2029 final, Bruxelles, 7 novembre.
Commissione europea (2001c), Manual Project Cycle Management, Bruxelles.
Consiglio dell’Unione europea (1998a), Azione comune del 21 dicembre 1998 relativa alla punibilità della partecipazione ad un'organizzazione criminale negli Stati membri dell'Unione europea, Bruxelles.
Consiglio dell’Unione europea (1998b), Azione comune del 3 dicembre 1998 sul riciclaggio di denaro e sull'individuazione, il rintracciamento, il congelamento o sequestro e la confisca degli strumenti e dei proventi di reato, Bruxelles.
European Crime Prevention Network (2001), First Programme: Setting Priorities and Objectives for the Period July 2001 - December 2002, Stoccolma, 25 giugno.
Transcrime (2000), Euroshore. Protecting the EU financial system from the exploitation of financial centres and offshore facilities by organised crime, Transcrime, Trento.
Transcrime (2001), The seizure and confiscation of the proceeds from crime in the European Union Member States: what works, what does not and what is promising, Transcrime, Trento.
Transcrime (2002), Assessing the Risk of Organised Crimes: a User-Friendly Methodology for Law Enforcement Agencies and Policy Makers, documento presentato al “European Forum on the Prevention of Organised Crime: Workshop on a European Strategy on Crime and Terrorism Proofing and the Assessment of the Threat from Organised Crime”, Bruxelles, 30 ottobre.
Parole Chiave
CRIMINALITÀ ORGANIZZATA; POLITICHE ANTIMAFIA PENALI ED EXTRAPENALI; VALUTAZIONE COMPARATA DELL'IMPATTO DELLE POLITICHE ANTIMAFIA NELL'UNIONE EUROPEA; TRADE-OFF TRA RISPETTO DEI DIRITTI CIVILI ED EFFICACIA DELLE POLITICHE ANTIMAFIA; CRIME PROOFING

Politiche penali ed extrapenali di contrasto alla criminalità organizzata: una valutazione di impatto nella prospettiva dell'armonizzazione europea

Università Cattolica del Sacro Cuore
Abstract
Nel nostro come in altri paesi dell'Unione europea, lo sviluppo di politiche contro la criminalità organizzata ha trascurato i gruppi criminali emergenti, l'evoluzione della criminalità organizzata in senso transnazionale e le connessioni tra criminalità organizzata ed economica. Gli interventi si sono susseguiti secondo una logica emergenziale e simbolica piuttosto che di efficacia. Ma in mancanza di una valutazione dei risultati è complicato capire cosa ha funzionato, cosa non funziona e cosa potrebbe funzionare nella lotta alla mafia. È grave perché le politiche anti-mafia comportano un sacrificio di diritti costituzionali giustificabile solo alla luce di una reale tutela dell'ordine pubblico.
Appare anche insufficiente la riflessione su modelli extrapenali di prevenzione della criminalità organizzata. In particolare, scarsa è stata l'attenzione al ‘crime proofing' della legislazione, forma di gestione del rischio che valuta le opportunità criminali inavvertitamente create dalle norme e suggerisce interventi volti a 'sigillare' le leggi là dove queste presentano fessure costituenti condizioni favorevoli per i criminali.
Partendo da questi bisogni, il programma di ricerca ha l'obiettivo di valutare l'impatto delle attuali politiche (penali ed extrapenali) di contrasto alla criminalità organizzata in Italia ed in altri paesi dell'Unione europea, e di elaborare, sulla base di questa valutazione comparata, proposte volte a migliorare l'efficacia ed efficienza di >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Ernesto Ugo SAVONA Università Cattolica del Sacro Cuore
Obiettivo del Programma di Ricerca
Il programma di ricerca ha l'obiettivo di valutare l'impatto delle attuali politiche (penali ed extrapenali) di contrasto alla criminalità organizzata in Italia ed in altri paesi dell'Unione europea, e di elaborare, sulla base di questa valutazione comparata, proposte volte a migliorare l'efficacia ed efficienza di tali politiche nel nostro paese.

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
A partire dagli anni '80, la consapevolezza del coinvolgimento della criminalità organizzata in attività criminali fortemente redditizie (in particolare, il traffico di droga) e delle sue pericolose connessioni/connivenze con il sistema politico ed economico legale ha determinato una crescente attenzione al fenomeno a livello internazionale, europeo e nazionale.
A livello internazionale, si è assistito all'emanazione di numerose convenzioni volte a stimolare gli stati di tutto il mondo a sviluppare un linguaggio ed uno strumentario comune ed efficace nella lotta a gruppi criminali operanti ormai su scala transnazionale; tra questi si possono ricordare, a titolo esemplificativo, la Convenzione delle Nazioni Unite contro il Traffico Illecito di Stupefacenti e Sostanze Psicotrope, conclusa a Vienna il 20 dicembre 1988, e la Convenzione del Consiglio d'Europa sul Riciclaggio, la Ricerca, il Sequestro e la Confisca dei Proventi di Reato, firmata a Strasburgo l'8 novembre 1990.
Nella stessa direzione si è mossa, a partire dal Trattato di Maastricht del 1992, l'Unione europea, che, nell'ambito dei poteri in materia di giustizia ed affari interni che le sono attribuiti dal cosiddetto terzo pilastro, ha emanato una serie di atti volti ad armonizzare le politiche degli stati membri contro la criminalità organizzata. Atti che da un lato invitano gli stati membri ad armonizzare la definizione stessa del fenomeno [Consiglio dell'Unione europea, 1998a] e dall'altro mirano a >>>