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PROGRAMMA DI RICERCA 2006

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione brevettuale
Classificazione geografica
Bibliografia
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Parole Chiave
SISTEMA MIRROR, RICONOSCIMENTO DI AZIONI, AREE PREMOTORIE, FMRI, ECCITABILITÀ CORTICALE, AUTISMO

Sistema motorio e funzioni cognitive

Università degli Studi di Parma
Abstract
Una delle più interessanti scoperte di questi ultimi anni nel campo delle neuroscienze dei sistemi è stata quella del sistema “mirror”, di un sistema cioè che accoppia direttamente la rappresentazione visiva di un’azione, fatta da un altro, con la rappresentazione motoria nell’osservatore della stessa azione. Mediante questo meccanismo le azioni degli altri possono essere riconosciute direttamente senza la necessità di una complessa mediazione cognitiva (per una recente rassegna vedi Rizzolatti and Craighero, Ann. Rev Neurosci. 27:169-92, 2004).

Nel presente progetto ci proponiamo di approfondire alcuni aspetti dell’organizzazione del sistema mirror nell’uomo e dei meccanismi neurofisiologici che ne stanno alla base, e di studiarne alcuni applicazioni pratiche e conseguenze teoriche. Al progetto partecipano 5 unità di ricerca (Unità 1-5) con competenze complementari. Le tecniche usate saranno tecniche elettrofisiologiche, psicofisiche, computazionali e di “brain imaging”.

La Unità 1 (congiuntamente con l’Unità 4) affronterà il problema se il sistema mirror (aree premotorie ventrali e parietali) codifichi gli atti motori in termini di effettori come l’area motoria primaria (organizzazione somatotopica) o in termini di scopo dell’azione (organizzazione actotopica). La soluzione di questo problema è di fondamentale importanza per capire il ruolo del sistema mirror nel linguaggio e nell’imitazione. Le stesse Unità, in un ulteriore esperimento fMRI >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Giacomo Rizzolatti Università degli Studi di PARMA
Obiettivo del Programma di Ricerca
Il presente progetto ha due obiettivi principali. Da una parte si prefigge di acquisire nuove conoscenze sulle proprietà funzionali del sistema mirror nell’uomo, dall’altra di studiarne, alcuni applicazioni pratiche e conseguenze teoriche. Gli obiettivi specifici del progetto nell’ambito di questi due obiettivi maggiori sono elencati qui di seguito.

1) Proprietà funzionali del sistema mirror

a) Organizzazione visuo-motoria del sistema mirror. Obiettivo di questo sottoprogetto è quello di stabilire se il sistema mirror è organizzato in maniera “somatopica” sul modello dei classici “omuncoli” delle aree motorie primarie o in maniera “actotopica”. Con questo termine indichiamo un’organizzazione motoria che si basa sullo scopo dell’azione (per esempio spingere) indipendentemente da quale sia l’effettore che esegue l’azione (per esempio mano o piede). Tecniche usate: fMRI.

b) Specificità spazio-temporale del sistema mirror. Obiettivo: stabilire se la risonanza mirror interessa solo le vie motorie che controllano i gli effettori di cui si osserva il movimento o si estenda anche a vie dirette verso altri segmenti corporei, in particolare verso quelli interessati negli aggiustamenti posturali anticipatori. Tecniche usate: TMS, stimolazione nervi periferici, riflesso H.

c) Sistema mirror ed imitazione. Obiettivi: i) definire le aree corticali e/o i centri sottocorticali alla base della capacità di imitare atti motori con >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Tradizionalmente il sistema motorio era considerato come quel settore del sistema nervoso che programma ed esegue i movimenti. Le scoperte dell’ultimo decennio hanno cambiato radicalmente tale concezione. Centrale, nella nuova concezione, è il concetto che esiste una stretta unità funzionale tra i sistemi sensoriali ed il sistema motorio con un conseguente fondamentale ruolo del sistema motorio in varie funzioni cognitive, come la percezione dello spazio e la comprensione delle azioni degli altri (1).
Classicamente, la comprensione delle azioni altrui era vista come un processo basato sulla descrizione degli aspetti visivi dell’azione osservata ed una successiva inferenza logica su cosa questi aspetti potessero significare. E’ verosimile che questo tipo di riconoscimento delle azioni degli altri possa effettivamente avvenire in particolari circostanze, come, ad esempio, in situazioni in cui il comportamento di una persona è strano e difficile da decifrare. Tuttavia la facilità e la mancanza di sforzo con cui generalmente noi comprendiamo le azioni altrui suggerisce un altro modo attraverso cui noi possiamo comprenderle. Secondo questo nuovo punto di vista le azioni degli altri, dopo essere state registrate nel sistema visivo dell’osservatore, sarebbero direttamente “riversate” (“mapped”) sulle corrispondenti rappresentazioni motorie dell’osservatore. L’azione è capita perché evoca nell’osservatore un’esperienza motoria che egli conosce.
La prova più convincente >>>