Vai al contenuto| Home page|

   Ti trovi in: HOME »Programmi, progetti e risultati »I progetti »PRIN - Programmi di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale»Programma di ricerca
INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

PROGRAMMA DI RICERCA 2006

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione brevettuale
Classificazione geografica
Bibliografia
1. S. Latour et al., J Immunol 167, 2547 (Sep 1, 2001).
2. I. Suzuki, P. J. Fink, J Exp Med 187, 123 (Jan 5, 1998).
3. E. B. Finger, J. A. Bluestone, Nat Immunol 3, 1056 (Nov, 2002).
4. U. Grohmann et al., Nat Immunol 3, 1097 (Nov, 2002).
5. R. M. Locksley, N. Killeen, M. J. Lenardo, Cell 104, 487 (Feb 23, 2001).
6. F. Mackay, S. L. Kalled, Curr Opin Immunol 14, 783 (Dec, 2002).
7. G. Nocentini et al., Proc Natl Acad Sci U S A 94, 6216 (Jun 10, 1997).
8. S. Ronchetti, G. Nocentini, C. Riccardi, P. P. Pandolfi, Blood 100, 350 (Jul 1, 2002).
9. J. Shimizu, S. Yamazaki, T. Takahashi, Y. Ishida, S. Sakaguchi, Nat Immunol 3, 135 (Feb, 2002).
10. G. L. Stephens et al., J Immunol 173, 5008 (Oct 15, 2004).
11. H. S. Lee, H. H. Shin, B. S. Kwon, H. S. Choi, J Cell Biochem 88, 1048 (Apr 1, 2003).
12. S. Cuzzocrea et al., J Leukoc Biol 76, 933 (Nov, 2004).
13. S. Cuzzocrea et al., Faseb J 19, 1253 (Aug, 2005).
14. M. Agostini et al., Infect Immun 73, 7502 (Nov, 2005).
15. J. L. Roberts, S. O. Sharrow, A. Singer, J Exp Med 171, 935 (Mar 1, 1990).
16. E. M. Shevach, Annu Rev Immunol 18, 423 (2000).
17. A. D. Watts et al., Embo J 18, 2119 (Apr 15, 1999).
18. A. L. Gurney et al., Curr Biol 9, 215 (Feb 25, 1999).
19. B. Kwon et al., J Biol Chem 274, 6056 (Mar 5, 1999).
20. M. Tone et al., Proc Natl Acad Sci U S A 100, 15059 (Dec 9, 2003).
21. G. Nocentini, C. Riccardi, Eur J Immunol 35, 1016 (Apr, 2005).
22. H. B. Ji et al., J Immunol 172, 5823 (May 15, 2004).
23. S. Ronchetti et al., Eur J Immunol 34, 613 (Mar, 2004).
24. I. Gramaglia, A. D. Weinberg, M. Lemon, M. Croft, J Immunol 161, 6510 (Dec 15, 1998).
25. L. A. Gravestein, J. D. Nieland, A. M. Kruisbeek, J. Borst, Int Immunol 7, 551 (Apr, 1995).
26. J. C. Hurtado, Y. J. Kim, B. S. Kwon, J Immunol 158, 2600 (Mar 15, 1997).
27. M. K. Kennedy et al., Eur J Immunol 24, 116 (Jan, 1994).
28. R. S. McHugh et al., Immunity 16, 311 (Feb, 2002).
29. K. Uraushihara et al., J Immunol 171, 708 (Jul 15, 2003).
30. M. Ono, J. Shimizu, Y. Miyachi, S. Sakaguchi, J Immunol 176, 4748 (Apr 15, 2006).
31. A. La Cava, F. M. Ebling, B. H. Hahn, J Immunol 173, 3542 (Sep 1, 2004).
32. M. Itoh et al., J Immunol 162, 5317 (May 1, 1999).
33. T. Takahashi et al., Int Immunol 10, 1969 (Dec, 1998).
34. S. Spinicelli et al., Cell Death Differ 9, 1382 (Dec, 2002).
35. K. V. Prasad et al., Proc Natl Acad Sci U S A 94, 6346 (Jun 10, 1997).
36. S. J. Muriglan et al., J Exp Med 200, 149 (Jul 19, 2004).
37. B. S. Kwon et al., J Immunol 168, 5483 (Jun 1, 2002).
38. C. Bossen et al., J Biol Chem (Mar 17, 2006).
39. F. Kanamaru et al., J Immunol 172, 7306 (Jun 15, 2004).
40. A. Suri et al., Eur J Immunol 34, 447 (Feb, 2004).
41. A. P. Kohm, J. S. Williams, S. D. Miller, J Immunol 172, 4686 (Apr 15, 2004).
42. B. Calmels et al., Cancer Gene Ther 12, 198 (Feb, 2005).
43. U. Dittmer et al., Immunity 20, 293 (Mar, 2004).
44. W. Kolch, Biochem J 351 Pt 2, 289 (Oct 15, 2000).
45. L. W. Kwak, D. L. Longo, Cancer Chemother Biol Response Modif 16, 376 (1996).
46. Y. M. Go et al., J Appl Physiol 91, 1574 (Oct, 2001).
47. R. H. Schwartz, Annu Rev Immunol 21, 305 (2003).
48. Z. P. Xia, Z. J. Chen, Sci STKE 2005, pe7 (Feb 22, 2005).
49. F. Tirone, J Cell Physiol 187, 155 (May, 2001).
50. C. Berthet et al., Genes Cells 7, 29 (Jan, 2002).
51. W. An, J. Kim, R. G. Roeder, Cell 117, 735 (Jun 11, 2004). <br />52. J. Madrenas et al., J Immunol 172, 5948 (May 15, 2004).
53. G. Nocentini et al., DNA Cell Biol 19, 205 (Apr, 2000).
54. S. Read, V. Malmstrom, F. Powrie, J Exp Med 192, 295 (Jul 17, 2000).
55. J. Vane, R. Botting, Faseb J 1, 89 (Aug, 1987).
56. E. Faist, A. E. Baue, H. Dittmer, G. Heberer, J Trauma 23, 775 (Sep, 1983).
57. R. J. Goris, I. P. van Bebber, R. M. Mollen, J. P. Koopman, Arch Surg 126, 561 (May, 1991).
58. F. Granucci, S. Feau, V. Angeli, F. Trottein, P. Ricciardi-Castagnoli, J Immunol 170, 5075 (May 15, 2003).
59. F. H. Green, Chest 122, 334S (Dec, 2002).
Parole Chiave
GITR, LIGANDO DI GITR, TRATTAMENTO FARMACOLOGICO, PATOLOGIE AUTOIMMUNITARIE/INFIAMMATORIE, RISPOSTA IMMUNE, LINFOCITI T, CELLULE DENDRITICHE, MODELLI IN VIVO, TNFRSF (TUMOR NECROSIS FACTOR RECEPTOR SUPERFAMILY)

Il sistema GITR/GITRL nelle malattie a patogenesi autoimmunitaria/infiammatoria: un bersaglio per la terapia farmacologica

Università degli Studi di Perugia
Abstract
Il sistema GITR/GITRL è composto da GITR, un recettore appartenente alla superfamiglia del Tumor Necrosis Factor Receptor (TNFRSF), e dal suo ligando (GITRL). GITR è espresso a livelli diversi in tutti i linfociti T, inclusi i T effettori ed le cellule T regolatorie (Treg), ed è up-regolato nelle cellule T attivate. GITRL è espresso sulle cellule endoteliali e sulle cellule che presentano l’antigene (APC). La regione citoplasmatica di GITR ha un’alta omologia con altri membri della famiglia del TNFR (4-1BB, CD27, OX40) e lega le proteine TRAFs e Siva attivando segnali intracellulari. Anche GITRL possiede un dominio intracellulare potenzialmente in grado di trasdurre segnali.
Negli ultimi anni molti gruppi hanno indagato il ruolo di GITR nello sviluppo e nella pato/fisiologia del sistema immunitario. In particolare, lo stimolo di GITR modula l’apoptosi dei linfociti, inibisce l’attività soppressiva delle Treg e costimola le cellule T effettrici CD4+ e CD8+, iperstimolando così il sistema immunitario.
L’attivazione di GITR in vivo modula la risposta delle cellule T e può essere coinvolta nello sviluppo dei processi autoimmuni/infiammatori.

Alla base dello sviluppo di patologie a componente autoimmunitaria/infiammatoria ci sono cause genetiche, ambientali ma anche una disregolazione del sistema immunitario. Le interazioni molecolari tra APC, linfociti T effettori e cellule Treg giocano un ruolo importante nello sviluppo della risposta immunitaria >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Carlo Riccardi Università degli Studi di PERUGIA
Obiettivo del Programma di Ricerca
L’interazione antigene/TCR (Ag/TCR) può indurre una risposta T mediata o tolleranza mediante anergia e/o delezione apoptotica. La qualità/quantità della risposta dei linfociti T dipende dalla capacità dei diversi componenti della risposta immune di modulare ciascuna funzione mediante una complessa rete di segnali in cui le cellule che presentano l’antigene (APC), incluse le cellule dentritiche (DC), le cellule T regolatorie (Treg) e le cellule T effettrici rilasciano segnali e regolano l’attività e la funzione di tutti i componenti del network.

Alcuni dei sistemi ligando-recettore trasduce l’informazione in modo bidirezionale, così che sia il ligando che il recettore trasducono. In questo modo i recettori possono funzionare anche da ligandi ed i ligandi, da recettori. Il segnale bidirezionale è particolarmente diffuso nel sistema immunitario. È stato dimostrato che FasL può agire anche come recettore, portando le cellule T CD4+ all’arresto del ciclo cellulare ed alla morte, mentre è stato dimostrato che l’interazione tra il CD47 espresso sulle cellule T e SIRP-alfa espresso sulle cellule DC manda un segnale bidirezionale negativo sui due tipi cellulari, modulando in tal modo sia la cellula T effettrice che le funzioni delle APC (1, 2). Inoltre, il segnale del ligando B7, espresso sulle cellule DC e attivato da CTLA-4 è responsabile della tolleranza (3, 4).

Che l’interazione APC-T (sia T effettrici che Treg) sia fondamentale nella risposta immune >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
La risposta immune è regolata da una grande varietà di segnali che modulano l’attività di linfociti T effettori e linfociti T regolatori (Treg) e di cellule presentanti l’antigene (APC). L’interazione tra i linfociti T e l’antigene presentato nel contesto di MHCII dalle APC genera segnali responsabili dell’attivazione, crescita cellulare, differenziazione, sopravvivenza o morte (apoptosi). Il risultato finale di questi eventi decide per l’inibizione o la stimolazione della risposta immune, compresi anche lo sviluppo ed il mantenimento delle cellule della memoria. I linfociti T autoreattivi sono responsabili, anche per mezzo dell’interazione con i componenti dell’immunità naturale, dello sviluppo e persistenza delle malattie autoimmunitarie/infiammatorie. Le terapie farmacologiche, basate soprattutto su trattamenti immunosoppressivi e antinfiammatori, difficilmente riescono ad eliminare la malattia, per cui sono necessari nuovi approcci terapeutici.

Le interazioni molecolari che si verificano tra APC e linfociti T svolgono un ruolo importante nella sorveglianza immunitaria contro gli agenti infettivi ed i tumori, così come nella risposta autoimmune/infiammatoria. Il ruolo costimolatorio delle APC è stato ampiamente studiato. Un’attivazione ottimale delle cellule T necessita della stimolazione del TCR da parte dell’antigene e segnali costimolatori provenienti da recettori di superficie delle cellule T stimolati dai propri ligandi sulle APC. Sappiamo che le APC >>>