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INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

PROGRAMMA DI RICERCA 2006

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione brevettuale
  • HUMAN NECESSITIES
    • MEDICAL OR VETERINARY SCIENCE; HYGIENE
      • DIAGNOSIS; SURGERY; IDENTIFICATION (analysing biological material G01N, e.g. G01N33/48; obtaining records using waves other than optical waves, in general G03B42/00)
      • ELECTROTHERAPY; MAGNETOTHERAPY; RADIATION THERAPY (measurement of bio-electric currents A61B; electrosurgical apparatus or circuits therefor A61B17/36; physical therapy arrangements in general A61H; anaesthetic apparatus in general A61M; incandescent lamps H01K; infra-red radiators for heating H05B)
Classificazione geografica
Bibliografia
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22. CRUCCU G., IANNETTI GD, MARX JJ, THOEMKE F, TRUINI A, FITZEK S, GALEOTTI F, URBAN PP, ROMANIELLO A, STOETER P, MANFREDI M, HOPF HC. (2005). Brainstem reflex circuits revisited. BRAIN. vol. 128 pp. 386-394 ISSN: 0006-8950 [IF: 8.20].

23. CRUCCU G., PENNISI E, TRUINI A, IANNETTI GD, ROMANIELLO A, LE PERA D, DE ARMAS L, LEANDRI M, MANFREDI M, VALERIANI M (2003). Unmyelinated trigeminal pathways as assessed by laser stimuli in humans. BRAIN. vol. 126 pp. 2246-2256 ISSN: 0006-8950 [IF 8.20].

24. CRUCCU G., GALEOTTI F, IANNETTI GD, ROMANIELLO A, TRUINI A, MANFREDI M (2002). Trigeminal neuralgia: Update on reflex and evoked potential studies. MOVEMENT DISORDERS. vol. 17 pp. S37-S40 ISSN: 0885-3185 [IF 3.66].
Parole Chiave
MALFORMAZIONI CRANIO-FACCIALI, CRANIOSINOSTOSI, MICROSOMIA EMIFACCIALE, SINDROME DI GOLDENHAR, FIBRE NERVOSE, MUSCOLI

Malformazioni cranio-facciali. Dalla morfologia alla clinica.

Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
Abstract
Le malformazioni cranio-facciali abbracciano un ampio spettro di sindromi che interessano sia la volta cranica che il massiccio-facciale.
Lo sviluppo e la crescita del cranio e del massiccio facciale sono il risultato di un preciso programma che si articola nel tempo e nello spazio; la prematura ossificazione dei centri suturali e/o la degenerazione dei centri cartilaginei alterano questo programma di crescita e generano anomalie cranio-facciali.
Le craniostenosi derivano da una chiusura prematura delle suture craniche, che impediscono il normale sviluppo della scatola cranica con l’espansione dell’encefalo che viene ostacolata in corrispondenza della sinostosi.
Il primo autore a coniare il termine craniosinostosi fu Virchow (1851) che formulò anche la prima teoria classificativa di tali malformazioni.
Si possono dividere in due grossi gruppi: craniosinostosi sindromiche e non sindromiche
L’inicdenza delle craniosinostosi non sindromiche oggette del nostro studio è di circa 1 su 2500 nati vivi.
La patogenesi di tali malformazioni fino a qualche decennio fa era in gran parte sconosciuta, solo negli ultimi anni si è avuto un incremento degli studi di genetica molecolare che hanno permesso di mappare delle mutazioni geniche responsabili di tali malformazioni. Dagli ultimi studi condotti e riportati in letteratura internazionale si è visto che le famiglie di molecole derivate dal fattore FGF, e MSX sono responsabili nel regolare il tempo >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Giorgio Iannetti Università degli Studi di ROMA "La Sapienza"
Obiettivo del Programma di Ricerca
Gli obiettivi del programma di ricerca da conseguire in due anni sono:
1. Effettuare una raccolta più completa possibile di dati statici su base nazionale di soggetti affetti da malformazioni cranio-facciali. Valutare e comparare questi dati raccolti e compararli con altri autori stranieri, per valutare se l’eventuale aumento o diminuzione di tali patologie.
2. L’approfondimento dello studio genetico e vascolare delle malformazioni cranio-facciali in collaborazione con l’istituto di Anatomia Normale e Comparata dell’Università di Roma “La Sapienza”. E’ indicativo ricordare come si è passati da una teoria patogenetica di tipo meccanicistico ad un’interpretazione, che sembra essere più adeguata di tipo genetico.
3. valutare neurofisiologicamente la funzione dei nervi cranici nei pazienti con malformazioni cranio-facciali che saranno operati presso il Policlinico Umberto I di Roma, con valutazione pre- e postoperatoria e follow-up.
4. L’applicazione clinica e la sperimentazione delle più moderne tecniche chirurgiche e ricostruttive mediante sia l’applicazione di nuovi modelli di distrattori ossei per eseguire la distrazione cranio-facciale nella cura di tali malformazioni, in quanto l’uso di tale tecnica presenta diversi vantaggi quali la diminuzione dell’infezioni nel post operatorio sia per il limatato spazio morto frontale che si viene a creare e sia per il mancato uso dell’innesti ossei, un minor tempo operatorio e limitata perdita di sangue >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Le malformazioni cranio-facciali abbracciano un ampio spettro di sindromi che interessano sia la volta cranica che il massiccio-facciale.
Lo sviluppo e la crescita del cranio e del massiccio facciale sono il risultato di un preciso programma che si articola nel tempo e nello spazio; la prematura ossificazione dei centri suturali e/o la degenerazione dei centri cartilaginei alterano questo programma di crescita e generano anomalie cranio-facciali. Nel progetto di ricerca prenderemo in considerazione le: craniostenosi non sindromiche e alterazioni di sviluppo del I e II arco branchiale
Le malformazioni congenite cranio-facciali sono la conseguenza di un anomalo sviluppo del processo embriogenetico; tali difetti possono essere strutturali, funzionali, metabolici, o ereditari.
La frequenza delle malformzioni congenite a carico dei diversi apparati ed organi è varia: arti 26%; SNC. 17%; sistema urogenitale, 14%; faccia, 9%; sistema gastrointestinale, 8%; sistema cardiovascolare, 4%. Le più frequenti malformazioni craniali sono le malformazioni artero-venose (AVM). Esse sono costituite da masse di vasi ematici abnormi che crescono nel cervello.
Consistono di un vaso arterioso centrale o nido o glomerulo vascoloso attraverso il quale le arterie si connettono direttamente alle vene, invece di passare in reti molto elaborate che prendono il nome di capillari.
Il primo autore a coniare il termine craniosinostosi fu Virchow (1851) che formulò anche la >>>