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INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

PROGRAMMA DI RICERCA 2006

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione brevettuale
Classificazione geografica
Bibliografia
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Parole Chiave
ALDOSTERONE, DANNO D'ORGANO, GENOMICA, MICROARRAY, IPERTENSIONE ARTERIOSA

Studio degli effetti genomici dell'aldosterone in modelli cellulari ed in vivo.

Università degli Studi di Torino
Abstract
Recenti evidenze indicano l'aldosterone come effettore principale del danno multiorgano, agendo in modo indipendente dagli effetti
sulla pressione arteriosa. Inoltre, vi sono evidenze nell'animale e nell'uomo che l'effetto dell'aldosterone sia quello di elevare i livelli di glucosio inducendo uno stato di insulino-resistenza nell'uomo, contribuendo all'incremento del rischio
cardiovascolare.
Scopo del presente progetto è studiare la biologia cellulare del danno da aldosterone, ovvero gli effetti genomici
dell'aldosterone, in modelli cellulari ed in vivo, rappresentativi di alcuni dei principali target del danno d'organo (endotelio, rene e
cervello) e nel tessuto adiposo viscerale che regola il grado di insulino-resistenza. Per tale fine sarà utilizzato il microarray per
l'individuazione dei geni up- e down-regolati.Questi studi saranno completati da conferme funzionali, con lo scopo di approfondire i
meccanismi cellulari e molecolari del danno da aldosterone nelle diverse situazioni sperimentali. Gli obiettivi del progetto
sperimentale prevedono pertanto quattro aree di ricerca:
1.A livello endoteliale:
a) Studio di espressione genica su cellule endoteliali umane per la valutazione dei geni up- e down-regolati dall'aldosterone.
I risultati ottenuti dagli esperimenti di gene-expression saranno seguiti da una serie di studi per confermare in >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Franco Veglio Università degli Studi di TORINO
Obiettivo del Programma di Ricerca
Recenti evidenze indicano l'aldosterone come effettore principale del danno multiorgano, agendo anche in modo indipendente dagli
effetti sulla pressione arteriosa. Inoltre, vi sono evidenze in vivo nell'animale e nell'uomo che l'effetto dell'aldosterone sia quello di
elevare i livelli di glucosio inducendo uno stato di insulino-resistenza nell'uomo, che può contribuire all'incremento del rischio
cardiovascolare.
Scopo del presente progetto è studiare la biologia cellulare del danno da aldosterone, ovvero gli effetti genomici
dell'aldosterone, in modelli cellulari ed in vivo, rappresentativi di alcuni importanti target del danno d'organo (endotelio, rene e
cervello) e nel tessuto adiposo viscerale che regola il grado di insulino-resistenza.
Il nostro progetto sarà articolato in quattro aree principali, utilizzando studi di espressione genica pangenomica con microarray,
con lo scopo individuare i geni up e down regolati dal trattamento con aldosterone a livello di:
1. Endotelio
2. Sistema nervoso centrale
3. Rene
4. Tessuto adiposo viscerale
Questi studi saranno completati da conferme funzionali, con lo scopo di approfondire i meccanismi cellulari e molecolari del danno
da aldosterone nelle diverse situazioni sperimentali.
1)Endotelio
- a livello endoteliale, cellule endoteliali e progenitori endoteliali umani trattati con >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Nell'ultimo decennio numerosi studi hanno chiarito il ruolo dell'aldosterone nella patogenesi del danno cardiovascolare(1-3).
L'aldosterone, oltre al classico ruolo nel riassorbimento sodico a livello renale, esplica altri effetti a livello non-epiteliale, come
l'induzione di infiammazione, fibrosi e necrosi in vari organi(1-9). Recenti lavori sull'animale hanno confermato il ruolo patologico
dell'aldosterone nell'induzione di danno d'organo che può essere prevenuto dal trattamento con antagonisti del recettore
mineralcorticoide (MR) ed è almeno in parte indipendente dai suoi effetti sui valori pressori(1-11). Due trials clinici hanno
dimostrato l'effetto protettivo degli antagonisti dell'MR sulla sopravvivenza in pazienti con scompenso cardiaco (studio RALES)(12)
o con disfunzione sistolica successiva ad infarto del miocardio (studio EPHESUS)(13). Un altro punto rilevante è stata la
dimostrazione che l'iperaldosteronismo primitivo (IAP) è molto più frequente di quanto stimato in precedenza, con una prevalenza
nel paziente iperteso intorno al 4-7%(14,15).
Tra i principali organi target dell'azione patologica dell'aldosterone vi sono il cervello, il rene e l'endotelio vascolare. Inoltre l'aldosterone giocherebbe un ruolo patologico anche a livello del tessuto adiposo viscerale, inducendo uno stato di insulino-resistenza, responsabile a sua >>>