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PROGRAMMA DI RICERCA 2006

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione brevettuale
Classificazione geografica
Bibliografia
1. Fearon DT and Locksley RM: Science 272, 50, 1996
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6. Ferlazzo G, Tsang ML, Moretta L, Melioli G, Steinman RM, Munz C: J Exp Med 195, 343, 2002
7. Piccioli D, Sbrana S, Melandri E, Valiante NM: J Exp Med 195, 335, 2002
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26. Bottino C, Falco M, Parolini S, Marcenaro E, Augugliaro R, Sivori S, Landi E, Biassoni R, Notarangelo LD, Moretta L, Moretta A: J Exp Med 194, 235, 2001
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28. Menasche G, Feldmann J, Fischer A, and de Saint BG: Immunol. Rev. 203, 165, 2005
29. Farag SS, Fehniger TA, Ruggeri L, Velardi A, Caligiuri MA: Blood 100, 1935, 2002.
Parole Chiave
CELLULE NK, RECETTORI NK, TRASDUZIONE DEL SEGNALE, CITOTOSSICITÀ, CELLULE DENDRITICHE, IMMUNITÀ INNATA, IMMUNODEFICIENZE PRIMITIVE, TRAPIANTO DI MIDOLLO OSSEO, IMMUNOTERAPIA ADOTTIVA

Meccanismi di riconoscimento e funzioni delle cellule Natural Killer: dalle basi biologiche alla clinica

Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
Abstract
Le cellule Natural Killer (NK) costituiscono una piccola sottopopolazione di linfociti dotati di attivita' citotossica costitutiva, e della capacità di secernere una vasta gamma di citochine e chemochine. Grazie a tale capacità, le cellule NK esercitano un ruolo importante nell'induzione e nell'amplificazione della risposta immunitaria adattativa contribuendo al reclutamento, maturazione e potenziamento funzionale di monociti/macrofagi, cellule dendritiche e linfociti T. Studi recenti dimostrano come le cellule dendritiche sono in grado di attivare le funzioni delle cellule NK. Le cellule NK a loro volta possono sia indurre la maturazione delle cellule dendritiche, sia uccidere le cellule dendritiche immature. Inoltre, stanno emergendo nuove evidenze sulla capacità delle cellule NK di interagire con i linfociti T e di regolare le loro funzioni, ma le basi molecolari e la rilevanza funzionale di queste interazioni sono poco note.
La discriminazione self/nonself da parte delle cellule NK si basa sul riconoscimento dell'assenza del self ("missing self") e della presenza di un self anormale. Il riconoscimento del "missing self " è associato all'attivazione di vie di segnalazione inibitorie che bloccano l'induzione di una risposta nei confronti del self; il riconoscimento del self anormale su cellule infettate o trasformate stimola invece i recettori di attivazione. Negli ultimi anni sono stati caratterizzati numerosi >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Angela Santoni Università degli Studi di ROMA "La Sapienza"
Obiettivo del Programma di Ricerca
L'immunità innata fornisce da un lato la prima linea di difesa contro i microbi, dall'altro promuove ed influenza il tipo di risposta immunitaria specifica, generando vari segnali regolatori. Tra le cellule dell'immunità innata, le cellule NK svolgono un ruolo importante come prima linea di difesa nei confronti di alcune infezioni virali, patogeni intracellulari o cellule tumorali in quanto dotate di attività citotossica spontanea e della capacità di secernere numerose citochine.
Le cellule dendritiche rappresentano l'anello di congiunzione cruciale tra immunità innata ed immunità acquisita, in quanto funzionano come "sentinelle" in grado di captare segnali di pericolo e di trasmetterli ai linfociti T vergini. Questa funzione richiede la maturazione delle cellule dendritiche che viene indotta da numerosi prodotti microbici e da citochine infiammatorie. Nonostante inizialmente si ritenesse che le cellule dell'immunità innata quali i macrofagi e le cellule dendritiche, non fossero dotate di specificità, oggi è chiaro che esprimono numerosi recettori codificati in linea germinativa, tra i quali le lectine di tipo C ed i recettori Toll-like (TLR), capaci di riconoscere profili molecolari propri di classi di microrganismi e di funzionare quali recettori di molecole "adiuvanti ".
Le cellule NK riconoscono sia antigeni self normali quali le molecole MHC di classe I che interagiscono con recettori inibitori, sia antigeni >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
La difesa nei confronti di microrganismi patogeni si basa su risposte precoci mediate dall'immunità innata e da risposte più tardive mediate dall'immunità adattativa o specifica. Localizzate a livello delle barriere epiteliali, le cellule dell'immunità innata riconoscono antigeni non processati utilizzando una vasta gamma di recettori codificati nella linea germinativa. L'immunità innata fornisce da un lato la prima linea di difesa contro i microbi, dall'altro promuove ed influenza il tipo di risposta immunitaria specifica, generando vari segnali regolatori (1).
Le cellule principali dell'immunità innata con funzioni di "sentinelle" in grado di percepire segnali di allarme e funzioni effettrici sono le cellule dendritiche (DC), i fagociti, e le cellule natural killer (NK).
Le cellule NK sono una sottopopolazione distinta di linfociti che svolge un ruolo importante come prima linea di difesa nei confronti di alcune infezioni virali, patogeni intracellulari o cellule tumorali (2). Esse sono dotate di attività citotossica spontanea non ristretta agli antigeni del complesso maggiore di istocompatibilità (MHC) di classe I e secernono numerose citochine. La proliferazione e le funzioni delle cellule NK sono stimolate da citochine dell'immunità innata quali gli IFN alfa e beta, IL-12, IL-18, e IL-15, e dell'immunità adattativa quali l'IL-2. L'IFN-gamma prodotto dalle cellule NK attiva i macrofagi ad uccidere >>>