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PROGRAMMA DI RICERCA 2006

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione brevettuale
Classificazione geografica
Bibliografia
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Parole Chiave
CELLULE STAMINALI, SCOMPENSO CARDIACO, CARDIOMIOCITI, INGEGNERIZZAZIONE TISSUTALE

Utilizzo di cellule staminali per la terapia dello scompenso cardiaco

Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
Abstract
La presente proposta è un progetto multifasico che si propone di valutare il ruolo potenziale delle cellule staminali come fonte per la generazione di un miocardio funzionale allo scopo di individuare nuove strategie teraputiche per la cura dello scompenso cardiaco.
L'Unita' Condorelli si occupera’ della messa a punto e della caratterizzazione del differenziamento cardiomiocitico da cellule staminali embrionali (CSE) sia di topo che di uomo. La metodologia messa a punto nel suo laboratorio riguardo la generazione di vettori virali per la traduzione di geni in cellule staminali verra’ utilizzata da entrambe le Unità Operative. Inoltre, i cardiomiociti differenziati ottenuti da CSE verranno sperimentati nella loro capacita’ di migliorare la funzione contrattile in modelli animali di piccola taglia con l’unita’ Esposito e, successivamente anche di grossa taglia. Obiettivi specifici dello studio saranno:
1) Valutare se l’efficacia della terapia con cellule staminali nello scompenso cardiaco dipende dall’ezipatogenesi alla base della disfunzione cardiaca.
2) Valutare se la terapia con cellule staminali è in grado di ristabilire una normale funzione del signaling beta-adrenergico.
3) Studiare gli effetti a lungo termine della terapia con cellule staminali sulla sopravvivenza nei modelli animali inclusi nello studio.

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Gianluigi Condorelli Università degli Studi di ROMA "La Sapienza"
Obiettivo del Programma di Ricerca
La presente proposta è un progetto multifasico che si propone di valutare il ruolo potenziale delle cellule staminali come fonte per la generazione di miocardio funzionale per la terapia dello scompenso cardiaco di diversa eziologia.

L’unita Condorelli si occupera’ della messa a punto e della caratterizzazione del differenziamento cardiomiocitico da cellule staminali embrionali (CSE) sia di topo che di uomo. La metodologia messa a punto nel suo laboratorio riguardo la generazione di vettori virali per la traduzione di geni in cellule staminali verra’ utilizzata anche dall'Unita’ Esposito. Inoltre, i cardiomiociti differenziati ottenuti da CSE verranno sperimentati nella loro capacita’ di migliorare la funzione contrattile in modelli animali di piccola taglia e, potenzialmente, anche di grossa taglia con l’unita’ Esposito.

Oltre ad obiettivi comuni, le due unita’ avranno anche obiettivi specifici.

Obiettivi specifici unita’ Condorelli:
Obiettivo 1: Caratterizzazione e selezione di cardiomiociti derivati da CSE umane e murine.
Obiettivo 1a: Generare un sistema di differenziazione di cardiomiociti riproducibile e ben controllato e mettere a punto tecniche per caratterizzare le proprietà molecolari, strutturali e funzionali delle cellule cardiache generate. Obiettivo 1b: Produrre cloni stabili di CSE transgeniche che contengono un gene reporter e un marker di selezione sotto il controllo trascrizionale di differenti >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Il cuore adulto non possiede efficaci meccanismi di riparo e per questo motivo ogni significativa perdita cellulare o disfunzione tissutale, come avviene nell’infarto miocardio, è quasi completamente irreversibile e può portare a una progressiva insufficienza cardiaca (1). Lo scompenso cardiaco può attualmente essere considerato come un’epidemia in aumento, poichè colpisce più di 5 milioni di Americani con 400.000 nuovi casi l'anno (2). Esso pone un grosso aggravio sul sistema sanitario nazionale. Malgrado i progressi compiuti nelle terapie farmacologiche e nelle procedure chirurgiche, la prognosi per i pazienti con questa malattia rimane grave. I recenti progressi in biologia cellulare e molecolare come pure nelle tecnologie di bioingegneria tissutale hanno aperto la via allo sviluppo di un nuovo campo della biomedicina: la medicina rigenerativa. Questo approccio cerca di aggirare il problema della scarsità di organi per trapianti combinando le tecnologie sopramenzionate con lo scopo di rimpiazzare tessuti malati o assenti. Il cuore rappresenta certamente un candidato per questi nuovi paradigmi.
L’approccio basato sulla terapia cellulare e sull’ingegneria tissutale sta emergendo come un nuovo interessante paradigma per il riparo del tessuto miocardio. Questa promettente strategia presenta tuttavia il problema della scarsa disponibilità di cellule in grado di dare origine a cardiomiociti umani, della notevole mortalità delle cellule donatrici dopo l’attecchimento >>>