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PROGRAMMA DI RICERCA 2006
italiano - english
Unità di Ricerca
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Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze mediche
Classificazione brevettuale
- CHEMISTRY; METALLURGY
- BIOCHEMISTRY; BEER; SPIRITS; WINE; VINEGAR; MICROBIOLOGY; ENZYMOLOGY; MUTATION OR GENETIC ENGINEERING
- MEASURING OR TESTING PROCESSES INVOLVING ENZYMES OR MICRO-ORGANISMS (immunoassay G01N33/53); COMPOSITIONS OR TEST PAPERS THEREFOR; PROCESSES OF PREPARING SUCH COMPOSITIONS; CONDITION RESPONSIVE CONTROL IN MICROBIOLOGICAL OR ENZYMOLOGICAL PROCESSES
- BIOCHEMISTRY; BEER; SPIRITS; WINE; VINEGAR; MICROBIOLOGY; ENZYMOLOGY; MUTATION OR GENETIC ENGINEERING
Classificazione geografica
- Regione: Friuli Venezia Giulia
Bibliografia
1. Kelsell DP, Dunlop J, Stevens HP, Lench NJ, Liang JN, Parry G. Connexin 26 mutations in hereditary non-syndromic sensorineural deafness. Nature 387, 80-3, 19972. Zelante L, Gasparini P, Estivill X, Melchionda S, D'Agruma L, Govea N, Mila M, Monica MD, Lutfi J, Shohat M, Mansfield E, Delgrosso K, Rappaport E, Surrey S and Fortina P. Connexin26 mutations associated with the most common form of non-syndromic neurosensory autosomal recessive deafness (DFNB1) in Mediterraneans. Hum Mol Genet 6, 1605-9, 1997
3. Denoyelle F, Weil D, Maw MA, Wilcox SA, Lench NJ, Allen-Powell DR, Osborn AH, Dahl HH, Middleton A, Houseman MJ, Dode C, Marlin S, Boulila-ElGaied A, Grati M, Ayadi H, BenArab S, Bitoun P, Lina-Granade G, Godet J, Mustapha M, Loiselet J, El-Zir E, Aubois A, Joannard A, Petit C. Prelingual deafness: high prevalence of a 30delG mutation in the connexin 26 gene. Hum Mol Genet 6, 2173-7, 1997
4. del Castillo FJ, Rodriguez-Ballesteros M, Alvarez A, Hutchin T, Leonardi E, et al. A novel deletion involving the connexin-30 gene, del(GJB6-d13s1854), found in trans with mutations in the GJB2 gene (connexin-26) in subjects with DFNB1 non-syndromic hearing impairment. J Med Genet. 2005 Jul;42(7):588-94.
5. Gates GA. Couropmitree NN, Myers RH. Genetic associations in age-related hearing thresholds. Arch Otolaryngol Head Neck Surg125:654-9, 1999
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7. Abe S, Kelley PM, Kimberling WJ, Usami SI. Connexin 26 gene (GJB2) mutation modulates the severity of hearing loss associated with the 1555A-->G mitochondrial mutation. Am J Med Genet. 2001. 103(4):334.
8. DeStefano AL, Gates, GA, Heard-Costa N, Meyers RH, Baldwin CT. Genomewide linkage analysis to presbyacusis in the Framingham Heart Study. Arch Otolaryngol Head Neck Surg 29:285-9, 2003
Parole Chiave
PERDITE UDITIVE, PRESBIACUSIA, IDENTIFICAZIONE DI GENI, MAPPATURA DI LOCI, ISOLATI GENETICI, SCREENING DI MUTAZIONI, CORRELAZIONE GENOTIPO FENOTIPOStudio della componente genetica delle perdite uditive: identificazione di nuovi loci e geni mediante un approccio genetico di tipo integrato (studi di linkage in famiglie, studi di associazione e di linkage in popolazioni isolate, screening mutazionale di geni candidati in casistiche ampie di pazienti) e correlazioni genotipo-fenotipo
Università degli Studi di TriesteAbstract
La sordità è una patologia frequente che interessa 1 bambino su 1000 e la cui prevalenza aumenta con l’età. Alcuni dati recenti indicano che entro il 2015 il numero di soggetti affetti da perdita uditiva supererà i 700 milioni, di cui almeno 90 milioni in Europa. Si possono distinguere due forme di perdita uditiva, una neurosensoriale caratterizzata da lesione cocleare o da interessamento del nervo acustico, ed una conduttiva nella quale il suono non viene trasmesso all’orecchio interno. Nella maggior parte dei casi la perdita uditiva si manifesta prima dello sviluppo del linguaggio (prelinguale), raramente dopo (postlinguale). Almeno il 60% dei casi è dovuto a cause genetiche e può manifestarsi sia in forma sindromica (20%) che non-sindromica (80%). La prima è trasmessa come tratto autosomico recessivo nel 75-80% dei casi, dominante nel 10-20%, e X-linked (1-5% dei casi). La sordità postlinguale non sindromica solitamente segue una modalità di trasmissione autosomica dominante.Le perdite auditive sono caratterizzate da elevata eterogeneità genetica. Sono stati già descritti più di 110 loci sordità ma individuati finora solo 42 geni. La maggior parte di essi presentano un elevato numero di mutazioni alcune delle quali predominanti in determinati gruppi etnici. Sebbene siano stati descritti più di 60 loci per le forme recessive, un solo gene - GJB2 – determina da solo, una volta mutato, la maggior parte dei casi. GJB2 codifica per una connessina (proteina delle >>>
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Paolo Gasparini Università degli Studi di TRIESTEObiettivo del Programma di Ricerca
La genomica è il tema centrale di questo progetto. L’identificazione dei fattori genetici di rischio per la sordità, ora largamente sconosciuti, avrà un notevole impatto sulla comprensione dell’eziologia di questi disordini, con importanti implicazioni per i trattamenti clinici. Proponiamo un’importante iniziativa genetica quale parte integrante di un progetto mirato all’identificazione di geni coinvolti nelle perdite uditive di grave entità. Pertanto, il progetto mirerà al raggiungimento dei seguenti obiettivi:OBIETTIVO 1) Identificazione di nuovi loci sordità in famiglie ed in popolazioni geneticamente isolate
OBIETTIVO 2) Identificazione e clonaggio funzionale di nuovi geni mediante screening mutazionale di geni candidati in un'ampia casistica di pazienti provenienti da diversi centri europei
OBIETTIVO 3) Studi funzionali dei mutanti eventualmente identificati come risultato delle attività di ricerca sopra descritte negli obiettivi 1 e 2.
OBIETTIVO 4) Studio del rapporto fra genotipo e fenotipo dell’ipoacusia neurosensoriale
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
La perdita uditiva è una patologia frequente che interessa 1 bambino su 1000 e la cui prevalenza aumenta con l’età. Dati recenti indicano chiaramente che entro il 2015 il numero totale di soggetti affetti da questa patologia (con deficit superiore a 25 dB) supererà i 700 milioni, di cui almeno 90 milioni saranno cittadini Europei. Classicamente si distinguono forme neurosensoriali dovute ad una lesione cocleare o ad un interessamento del nervo acustico, e forme trasmissive in cui il suono non viene trasmesso nell’orecchio interno (spesso per problemi dell'orecchio medio). In aggiunta si possono distinguere tra forme prelinguali, in cui la perdita uditiva avviene prima dello sviluppo del linguaggio, e forme postlinguali, in cui, come dice la parola, il danno uditivo insorge successivamente allo sviluppo del linguaggio. Almeno il 60% dei casi è legato a cause genetiche che possono manifestarsi sia in forma sindromica (il 20% dei casi) o non-sindromica (il rimanente 80%). La maggior parte delle forme non sindromiche prelinguali sono trasmesse come carattere autosomico recessivo (75-80% dei casi, acronimo inglese NSRHL), autosomico dominante (10-20% dei casi, acronimo inglese NSDHL), e legato al cromosoma X (1-5% dei casi). Infine vi è una quota di casi di origine mitocondriale e pertanto a trasmissione materna (0-2% dei casi). Le forme postlinguali, sempre non sindromiche, solitamente seguono una modalità di trasmissione di tipo autosomico dominante.Le perdite >>>



