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PROGRAMMA DI RICERCA 2006

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione brevettuale
Classificazione geografica
Bibliografia
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20) De Vita S, Sacco C, Sansonno D, Gloghini A, Dammacco F, Crovatto M,Santini G, Dolcetti R, Boiocchi M, Carbone A., Zagonel V. Characterization of overt B-cell lymphomas in patients with hepatitis C virus infection. Blood 1997; 90: 776-782. I.F. 8.372
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Parole Chiave
VIRUS C DELL'EPATITE, CRIOGLOBULINEMIA MISTA, LINFOPROLIFERAZIONE B CELLULARE, LINFOMA NON HODGKIN, FRAMMENTI ANTICORPALI FUNZIONALI, LIBRERIE GENOMICHE

ANALISI MOLECOLARE DEI CLONI B-CELLULARI DOMINANTI NELL'INFEZIONE CRONICA DA HCV PER LA COSTRUZIONE DI FRAMMENTI Fab FUNZIONALI NEI PAZIENTI CON LINFOPROLIFERAZIONE BENIGNA E MALIGNA

Università degli Studi di Bari
Abstract
Circa 1,5 milioni di persone sono infettate dal virus C dell'epatite (HCV) in Italia. L'infezione tende a cronicizzare nella maggior parte dei casi (70-80%). I portatori cronici di HCV sviluppano un ampio spettro di malattie epatiche incluso il carcinoma epatocellulare (HCC) e, meno frequentemente, disordini linfoproliferativi benigni e maligni come il linfoma non-Hodgkin a cellule B (B-NHL). Le strategie correnti per la prevenzione della progressione tumorale sono in realtà poco efficaci. Le recidive e la produzione di metastasi rappresentano gli ostacoli più importanti per migliorare la prognosi di queste malattie. D'altra parte, la persistenza del virus e la riattivazione della replica limitano fortemente i presidi terapeutici indirizzati verso la prevenzione della trasformazione maligna e ostacolano il trattamento del B-LNH. In questo contesto il piano di ricerca che proponiamo è indirizzato ad analizzare e caratterizzare la risposta B cellulare al fine di identificare i meccanismi coinvolti nell'indurre e nel mantenere la proliferazione B cellulare in corso di infezione cronica da HCV. Il progetto di ricerca si propone di: a) caratterizzare e quantizzare le differenti popolazioni B cellulari presenti; b) definire il potenziale proliferativo e la capacità differenziativa nei confronti delle proteine virali; c) identificare marcatori genetici di trasformazione maligna.
Il progetto si propone di definire da un punto di vista molecolare i geni >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Domenico Ettore Sansonno Università degli Studi di BARI
Obiettivo del Programma di Ricerca
Le complicanze più importanti dell'infezione cronica da HCV sono rappresentate dalla cirrosi, dall'insufficienza epatica grave, dal carcinoma epatocellulare (HCC) e dal linfoma non-Hodgkin a cellule B (LNH). Il meccanismo attraverso cui l'HCV conduce all'HCC ed al LNH non è ancora noto, né sono note le condizioni favorenti correlate al virus ed all'ospite. L'HCC si sviluppa su un terreno favorente che è sicuramente rappresentato dalla cirrosi. L'LNH a cellule B si sviluppa in pazienti con una lunga storia di infezione da HCV e, in parte, in presenza di crioglobulinemia mista (CM). In accordo ai nostri recenti dati, la caratterizzazione mediante peptide mass fingerprint della regione variabile delle molecole IgM crioprecipitabili si dimostra che le sequenze aminoacidiche sono uguali a quelle del B-cell receptor (BCR) dei cloni B cellulari espansi. Le stesse molecole hanno inoltre una reattività nei confronti della proteina NS3, suggerendo un diretto rapporto con l'HCV nel sostenere il processo linfoproliferativo. Abbiamo dimostrato, inoltre, una marcata restrizione della regione CDRH3 nel fegato di un'ampia proporzione di pazienti con infezione cronica da HCV. Poiché la regione CDRH3 svolge un ruolo preminente nel legame con l'antigene, la sua modulazione è normalmente interpretata come un'espansione clonale antigene-indotta. Nel valutare differenti siti biologici quali il fegato, il midollo osseo ed il sangue periferico >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
L'HCV contiene un RNA genomico che si replica nel citoplasma cellulare. Questo virus non contiene sequenze riferibili ad oncogeni e non si integra nel genoma dell'ospite. Pertanto, i meccanismi oncogenetici rimangono poco chiari. Si è dimostrato che alcuni HCC presentano delle mutazione nel gene oncosoppressore p53, nel proto-oncogene p-catenina, nel bcl-6 ed in altri ancora. La lunga latenza che separa l'infezione dell'HCV e l'insorgenza del tumore sta a dimostrare che la causa tra i due eventi non sembra essere diretta, piuttosto sembra necessitare di cofattori favorenti. Una frequente forma patologica che si associa ad infezione cronica da HCV è la crioglobulinemia mista (CM) che è caratterizzata dalla presenza di complessi crioprecipitabili formati da molecole monoclonali IgMk con attività di fattore reumatoide (FR), capaci di legare molecole IgG sia oligo che policlonali e da espansioni B-cellulari non neoplastiche capaci di produrre queste molecole IgM. La CM si associa a LNH generalmente di basso grado oppure a localizzazione midollare esclusiva. Essa stessa può progredire in una quota stimata dal 10% al 15% in linfoma franco. I pazienti con LNH hanno in realtà una prevalenza dell'infezione da HCV significativamente superiore alla popolazione controllo (15% vs 1-2%. La caratteristica di queste forme linfomatose è quella di possedere una ipermutazione somatica della regione VDJ delle immunoglobuline che verosimilmente sembra essere >>>