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PROGRAMMA DI RICERCA 2006

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione brevettuale
Classificazione geografica
Bibliografia
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Parole Chiave
ALLERGIE ALIMENTARI, PROTEOMICA, SINTESI ORGANICA SOLIDA, LEGANTI COMBINATORIALI, ELETTROFORESI BIDIMENSIONALE, EQUALIZZAZIONE PROTEICA, BIOINFORMATICA, HPLC ESI-MS/MS, POMODORO-LATTE-LUPIN

Metodiche innovative per la ricerca di allergeni vegetali ed animali,anche in tracce, negli alimenti

Università degli Studi della Tuscia
Abstract
Le reazioni avverse agli alimenti sono un problema di notevole impatto sociale e crescente diffusione e chi si occupa di sicurezza alimentare non può trascurare questo problema anche per gli obblighi di etichettatura. Il 90% delle allergie alimentari è ascrivibile a 8 alimenti: latte vaccino, uova, soia, frumento, arachidi, frutta secca con guscio, pesce, crostacei. Poichè gli individui sensibili reagiscono a quantità minime di allergene, è impossibile definire precise soglie di rischio. La presenza “nascosta” degli allergeni, anche in prodotti destinati alla prima infanzia, può derivare da errori di formulazione, utilizzo di residui di semilavorati, insufficiente pulizia degli impianti e delle attrezzature, utilizzo di prodotti importati da Paesi con normative meno rigorose. Non può inoltre essere escluso l’impiego fraudolento di ingredienti potenzialmente allergenici al posto di altri più costosi. Di conseguenza l’individuazione e la quantificazione delle proteine allergeniche hanno un ruolo chiave per la sicurezza alimentare.
Oggi per rivelare la presenza di allergeni nei prodotti alimentari, sono usati prevalentemente metodi immunoenzimatici (ELISA). Tali metodi, nonostante siano un fondamentale strumento di screening, non sono sufficientemente accurati e precisi per dosare quantitativamente ogni singolo allergene e perdono validità quando, per la produzione o la conservazione, l’alimento subisce trattamenti che alterino la struttura chimica dell’epitopo >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Lello Zolla Università degli Studi della TUSCIA
Obiettivo del Programma di Ricerca
Il presente progetto di ricerca si pone l’obiettivo di ricercare proteine allergeniche note o “nascoste” in prodotti vegetali od animali di largo consumo o in alimenti finiti, facendo uso di sistemi innovativi che permettano la cattura di tutte le proteine presenti ed equalizzazione della loro concentrazione. È opinione del presente gruppo di ricerca che l'analisi del proteoma (ovvero l’insieme di proteine espresse dal genoma di un organismo) in sistemi complessi sia giunta ad un punto di saturazione e che necessiti di metodi innovativi per risolvere alcune limitazioni dovute all’elevato numero di proteine che ci si trova ad analizzare. A questo proposito, alcuni problemi riguardano la sensibilità nella rivelazione delle zone polipeptidiche nel campo delle mappe 2-D che con le tecniche di colorazione, quali quelle all'argento, hanno raggiunto un plateau già 5 anni fa e non è previsto alcun progresso nel settore. Anche le metodiche di frazionamento nella prima e seconda dimensione hanno subito una battuta d'arresto: nella prima dimensione, i gradienti di pH immobilizzati, che pure hanno portato un incredibile aumento di potere di risoluzione e di riproducibilità delle corse elettroforetiche, offrono già tutta la risoluzione possibile inerente a metodiche di isoelettrofocalizzazione. Nella seconda dimensione, la metodica SDS-PAGE (sodio dodecil solfato, elettroforesi su gel di poliacrilamide) pure offre il massimo di risoluzione, tramite l'accoppiamento di >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Le allergie alimentari rappresentano un importante problema per la salute. I rischi maggiori per individui sensibili, derivano da allergeni provenienti da contaminanti alimentari soprattutto quelli non dichiarati. L’industria alimentare tende sempre più ad usare numerosi ingredienti nella preparazione degli alimenti per motivazioni sia economiche sia tecnologiche. Tra gli ingredienti praticamente sconosciuti 20-30 anni fa, e oggi usati molto frequentemente, possiamo elencare soia, arachide e lupino, questo ultimo è di recente introduzione ed è l’unico legume che per la sua composizione proteica può competere con la soia inoltre non ci sono cultivar geneticamente modificate commerciali. Rispetto agli altri semi, i legumi contengono quantità molto maggiori di proteine di deposito (storage proteins). Si tratta di proteine piuttosto eterogenee anche all’interno di una stessa famiglia e con livelli variabili di modifiche covalenti post-traslazionali, inclusa la glicosilazione, oltre ad un grado variabile di idrolisi, scarsa nella soia, media nell’arachide, molto rilevante nel lupino (1). I casi di allergia al lupino sono decisamente più rari (2-6), ma un recente lavoro ha descritto un caso di shock anafilattico apparentemente inspiegabile in una donna allergica ad arachide (7). Accurate indagini hanno dimostrato che si trattava di una risposta incrociata a tracce di lupino presenti in una pizza. Recentemente uno studio, basato sul modello della tossina del colera (81), ha >>>