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PROGRAMMA DI RICERCA 2006

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione brevettuale
Classificazione geografica
Bibliografia
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• Decreto Legislativo (DL) n. 192 del 19 Agosto 2005, “Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell’edilizia”.
Parole Chiave
CERTIFICAZIONE ENERGETICA EDIFICI, EDIFICI ESISTENTI, RIQUALIFICAZIONE EDIFICI, PRESTAZIONI INDOOR, IMPATTO AMBIENTALE, STANDARD EUROPEI SU EPB, REGIME FUNZIONAMENTO ESTIVO, CRITERI DI ETICHETTATURA, COSTI DI ESERCIZIO E GESTIONE

CONTRIBUTI SCIENTIFICI PER L’APPLICAZIONE DELLE PROCEDURE DI CERTIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI ESISTENTI: COMFORT ED IMPATTI AMBIENTALI

Università degli Studi di Palermo
Abstract
Come è noto, la Direttiva Europea 2002/92/CE inerente la Certificazione Energetica degli edifici traccia le linee guida che gli Stati Membri devono adottare per garantire la definizione dei requisiti di minima prestazione energetica per gli edifici (di nuova
costruzione ed esistenti) e per rendere trasparenti all'esterno i consumi effettivi di ciascun edificio.
Questa novità normativa ha innescato una intensa attività da parte delle amministrazioni locali e degli organismi di standardizzazione tecnica.
Ma nonostante siano ormai numerosi i metodi e le procedure proposti in questo ambito, sussistono ancora molti punti oscuri e molte incertezze che, nei fatti, non facilitano l'opera dei tecnici. In sintesi, a fronte di un cospicuo corpus normativo (particolarmente a scala europea), non si dispone ancora di una consolidata esperienza sul campo che consenta di utilizzare gli standard tecnici con sufficiente sicurezza.
Inoltre, la certificazione degli edifici é ancora quasi del tutto slegata dalle loro prestazioni indoor in termini di comfort
termoigrometrico, illuminotecnico e di qualità dell'aria. Ciò rappresenta un grave limite, dal momento che la comparazione
dell'efficienza dei manufatti edilizi andrebbe valutata solo "a parità di servizio reso" all'utenza.
Ancora, nonostante le ferme dichiarazioni di principio contenute nella direttiva europea, non sono nei fatti disponibili semplici >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Gianfranco Rizzo Università degli Studi di PALERMO
Obiettivo del Programma di Ricerca
Nonostante siano ormai numerosi i metodi e le procedure per la certificazione energetica degli edifici, in virtù dell'attività di normazione e standardizzazione messa in atto particolarmente dagli enti locali, sussistono ancora molti punti oscuri e molte incertezze che, nei fatti, impediscono di condurre in maniera chiara ed universalmente accettata una certificazione di edifici sia residenziali che del terziario. Sia dal punto di vista delle procedure, infatti, che dei metodi di valutazione delle prestazioni del sistema edificio-impianto, rimangono aperti molti problemi che non facilitano l'opera dei tecnici.
Inoltre, la certificazione degli edifici é a tutt'oggi quasi del tutto slegata dalle loro prestazioni indoor in termini di comfort termoigrometrico, illuminotecnica e di qualità dell'aria. Questo rappresenta un grave limite della situazione attuale, dal momento che la comparazione dell'efficienza dei manufatti edilizi andrebbe valutata solo "a parità di servizio reso" all'utenza.
Ancora, nonostante le decise dichiarazioni di principio contenute nella direttiva europea che impone agli stati membri la valutazione energetica delle prestazioni degli edifici e che impongono di riferire le analisi alla compatibilità ambientale degli impianti e degli involucri, non sono nei fatti disponibili delle metodologie di analisi della pressione esercitata in ambiente dalle diverse soluzioni progettuali.
Infine, non sono >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Fra le misure che il protocollo di Kyoto, recentemente entrato in vigore, indica per la riduzione delle emissioni di CO2 (entro il 2012, rispetto ai livelli del 1990), una particolare enfasi è posta verso le politiche di promozione dell’efficienza energetica in ogni settore e sullo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili e delle cosiddette tecnologie innovative per la riduzione delle emissioni inquinanti in atmosfera.
Ciò coinvolge direttamente uno dei settori cardine della vita sociale, costituito dalle attività connesse con l’abitare. Nell’edilizia, infatti, si concentra una forte aliquota dei consumi energetici e dell'utilizzo delle risorse naturali, specialmente nei paesi industrializzati: è noto che in tali paesi circa il 30% dei consumi energetici finali è assorbito dalla climatizzazione (estiva ed invernale) degli edifici e che, d’altra parte, alla climatizzazione degli edifici è imputabile l’emissione di circa il 30% dei gas di serra. Non a caso, il settore dell’edilizia è ivi definito come “il settore del 30%”.
E’ pertanto naturale che in tale ambito si registri una vivace attività normativa che mira a regolamentare la materia concernente l'utilizzo dell'energia nella climatizzazione degli edifici, anche per mezzo di misure di incentivazione delle fonti rinnovabili.
La recente Direttiva 2000/91CE del Parlamento Europeo (16 dicembre 2002) sul "rendimento energetico in edilizia" è un esempio estremamente significativo >>>