Vai al contenuto| Home page|

   Ti trovi in: HOME »Programmi, progetti e risultati »I progetti »PRIN - Programmi di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale»Programma di ricerca
INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

PROGRAMMA DI RICERCA 2006

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
Ehrlich, H., Die Musikästhetik in Ihrer Entwicklung von Kant bis auf die Gegenwart, Leipzig, 1882;
Moos, P., Die philosophie der Musik, Stuttgart, 1922 (2);
Gatz, F., Die Musikästhetik in ihren Hauptrichtungen, Frankfurt-Stuttgart, 1929;
Schafke, R., Geschichte der Musikästhetik, Berlin, 1934;
Garin, G., (a cura di), La disputa delle Arti nel Quattrocento, Firenze, 1947;
Heydenreich, L. H., La ripresa “critica” di rappresentazioni medievali delle “septem artes liberales” nel Rinascimento, in Il mondo antico nel Rinascimento. Atti del V convegno internazionale di studi sul Rinascimento.Firenze, Palazzo Strozzi, 2-6 settembre 1956, Firenze, 1958, pp.265-273 ;
Besseler, H., Das musikalische Hören der Neuzeit, Berlin, 1959, tr. it. L'ascolto musicale nell'età moderna, Bologna, 1993;
Kristeller, P. O. The Modern System of the Arts, New York, 1965, tr. it. Il moderno sistema delle arti, Firenze, 1980;
Verdier, P., L’iconographie des Arts libéraux dans l’art du Moyen Age jusqu’à la fin du quinzième siècle, in Arts Libéraux et Philosophie au Moyen Âge. Actes du quatrième congrès international de philosophie médiévale.Université de Montréal, 27 août-2 septembre 1967, Paris, 1969, pp.305-355 ;
Tatarkiewicz, W., Storia dell’estetica, (1970), trad. it., Torino, 1979, vol. I, L’estetica antica;
Fubini, E., L'estetica musicale dall'antichità al Settecento, Torino, 1976;
Tatarkiewicz, W., Storia di sei idee: l'arte il bello la forma la creatività l'imitazione l'esperienza estetica, (1976), tr. it., Palermo, 1993;
LeHuray, P. & Day, J. (eds.), Music and Aesthetics in the Eighteenth and Early Nineteenth Centuries, Cambridge, 1981;
Dahlhaus, Ästhetik und Musikästetik, in Dahlhaus, C., De La Motte Haber, H. (Hrsg.), Systematische Musikwissenschaft, Wiesbaden, 1982;
Kintzler, C., Jean-Philippe Rameau. Splendeur et Naufrage de l’Esthétique du plaisir à l’age classique, Paris, Le Sycomore, 1983 ;
Barker, A., Greek Musical Writings, I-II, Cambridge, 1984-1989;
Palisca, C. V., Humanism in Italian Renaissance Musical Thought, New Haven and London, 1985;
Katz, E., & Dahlhaus, C.(eds.), Contemplating Music, 4 voll., New York, 1987-93;
Fubini, E., L'estetica musicale dal Settecento a oggi, Torino, 1987;
Seebass, T., Lady Music and Her Protegés : From Musical Allegory to Musician’s Portraits, „Musica Disciplina“, XLII, 1988, pp.21-43;
Bujic, B. (ed.), Music in European Thought, 1851-1912,Cambridge, 1988;
Sullivan, B., Interpretive Models of Guido of Arezzo's Micrologus, in «Comitatus», XX (1989), pp.20-42;
Mathiesen, Th. J., Music, Aesthetics, and Early Neo-Platonism, in Paradigms in Medieval Thought, ed. Nancy van Deusen, Lewiston, N.Y., Mellen Press, 1990, pp. 37-64;
Bonds, M. E., Wordless Rhetoric. Musical Form and the Metaphor of the Oration, Cambridge, Mass., and London, 1991;
Gallo, F. A., Musica nel castello. Trovatori, libri, oratori nelle corti italiane dal XIII al XV secolo, Bologna, 1992;
Starr, P. F., Rome as the Center of the Universe: Papal Grace and Musical Patronage, “Early Music History” 11(1992), pp.223-262;
Lippman, E., A History of western Musical Aesthetics, Lincoln, 1992;
Moyer, A. E., Musica Scientia. Musical Scholarship in the Italian Renaissance, Ithaca and London, 1992;
Christensen, Th., Rameau and Musical Thought in the Enlightenment, Cambridge, 1993;
Gallo, F.A., Musica e storia del medioevo. Appunti da tre letture, «Musica e Storia», I, 1993, 23-28;
Traub, A., Zur Kompositionslehre im Mittelalter, in «Beiträge zur Gregorianik», XVII (1994), pp. 57-90;
Fubini, E., Estetica della musica, Bologna, 1995;
Ciliberti, G., Giovanni Andrea Angelini Bontempi e la diffusione dell’opera italiana nei paesi di lingua tedesca, in Deutschland noch ganz ohnbekandt: Monteverdi-Rezeption und Frühes Musiktheater im deutschsprachingen Raum, Frankfurt, 1996, pp. 77-104;
Grey, T., Wagner's Musical Prose. Texts and Contexts, Cambridge, 1995;
Nattiez, J.-J., Wagner androgino, Torino, 1997;
Kelly, M. (ed.), Encyclopedia of Aesthetics, 4 voll., New York-Oxford, 1998;
Carchia, G., L’estetica antica, Roma-Bari, 1999;
Kovaleff Baker, N., Christensen, Th., Aesthetics and the Art of musical Composition in the German Enlightenment, Cambridge, 1995;
Alperson, Ph. (ed.), Musical Worlds. New Directions in the Philosophy of Music, University Park, Pennsylvania, 1998;
Gouk, P., Music, Science and Natural Magic in Seventeenth-Century England, New Haven and London, 1999;
Giani, M., Un tessuto di motivi. Le origini del pensiero estetico di Richard Wagner, Torino, 1999
Guanti, G., Estetica musicale. La storia e le fonti, Milano, 1999;
Hirschmann, W., Das Kompositionskapitel als Modell poietischer Reflexion: Zur pragmatischen Transformation der “ars musica” in der Musiktheorie des Hoch- und Spätmittelalter, in “Artes” im Mittelalter, a cura di U. Schaefer, Berlin 1999, pp. 174-186;
Kristeller, P. O., Renaissance Thought and the Arts. Collectd Essays, Princeton, 1999;
Judd, C. C., Reading Renaissance Music Theory, Cambridge 2000;
Kassler, J. C., Music, Science, Philosophy: Models in the Universe of Thought, Aldershot, 2001;
Ruini, C., Eredità di Guido nei teorici dei secoli XIII e XIV, in Guido d’Arezzo monaco pomposiano, a cura di A. Rusconi, Firenze, , 2000, pp. 171-177;
Perniola, M., La svolta culturale dell'estetica, "Agalma", II, 2001;
Barker, A., Euterpe. Ricerche sulla musica greca e romana, Pisa, 2002;
Perrey, E. J., Schumann's Dichterliebe and Early Romantic Poetics, Cambridge, 2002;
Settis, S., La musica perduta dei Greci, «Dioniso», I, 2002, 102-107;
Aubert, L., Le culture musicali del mondo: tradizioni e trasformazioni, “Enciclopedia della musica”, III, Torino, 2003, 5-68;
Giani, M., Reconsidering Liszt’s “Lyon”, in Franz Liszt and the Birth of Modern Europe, New York;
Salizzoni, R., Cultural Studies, estetica, scienze umane, Torino, 2003;
Kassler, J. C., The Beginnings of the Modern Philosophy of Music in England, London, 2004;
Gozza, P., Serravezza, A., Estetica e musica. L'origine di un incontro, Bologna, 2004.
Parole Chiave
MUSICA, ESTETICA, FONTI, STORIA

Nuove prospettive storiche per l'estetica musicale

Università degli Studi di Bologna
Abstract
1.3 Abstract del Programma di Ricerca

Testo italiano

Il progetto si propone di contribuire al rinnovamento degli studi sulla storia dell'estetica musicale attraverso la ricerca e l'esplorazione di nuove fonti. I partecipanti ritengono infatti che l’ampliamento del campo delle fonti di riferimento possa dare impulso ad un aggiornamento dei contenuti e dell'impianto metodologico della disciplina. Fino ad oggi la storiografia estetico-musicale ha posto al centro del suo interesse testi prevalentemente filosofici, con l'aggiunta di qualche scritto di compositori e teorici, ed ha concentrato la propria attenzione sulle idee sviluppatesi a partire dal Settecento. I proponenti sono persuasi che si debba procedere oltre questi limiti, e che dunque si debba prendere in considerazione una gamma più ampia di testi e documenti, diversi per tipologia, contenuto e ambito cronologico. Ad esempio, scritti del mondo antico (diversi dai più noti testi teorici e filosofici), varie presenze della musica nell’“enciclopedia” scientifica del quadrivio, letteratura musicale di epoca umanistica, documenti, anche iconografici, relativi alle rappresentazioni del musicale nel Rinascimento, testi e documenti della tradizione mitografica, studi secenteschi sulla “fonurgia”, testi riferibili a generi letterari come la letteratura di viaggio, il Künstlerroman, l’“elogio” delle arti, letteratura tecnica e didattica, pubblicistica, lessicografia, vari generi >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Antonio Serravezza Università degli Studi di BOLOGNA
Obiettivo del Programma di Ricerca
Il progetto ha come principale obiettivo un ripensamento della rappresentazione storica dell’estetica musicale, delle forme in cui questa tradizione si è espressa, dei contenuti in cui si è radicata, delle fonti alle quali ha attinto i suoi modelli interpretativi e le sue categorie. Il progetto parte dalla constatazione che la storia dell’estetica musicale si è finora limitata ad indagare il pensiero dei maggiori filosofi sulla musica, le idee di alcuni grandi compositori dotati di capacità teoretica e pochi aspetti della trattatistica musicale, e per lo più in riferimento a singoli autori dal Settecento in avanti. Nella tradizione della disciplina hanno dunque assunto valore paradigmatico imprese intellettuali di livello “alto” ed è stato riconosciuto un ruolo propulsivo a singole personalità, indipendentemente dai contesti in cui hanno maturato le loro proposte, come più ampiamente illustrato al punto 2.2 (base di partenza scientifica nazionale e internazionale). La necessità di superare tale stato di cose e di aggiornare i quadri, i contenuti e i metodi della storiografia estetico-musicale ha fatto maturare nei proponenti il progetto di raccogliere le energie in un piano di lavoro comune. In particolare ha preso forma il disegno di dare impulso al rinnovamento degli studi attraverso la ricerca e l'esplorazione di una gamma più ampia di fonti, diverse per tipologia, contenuto e ambito cronologico, nella convinzione che da tale allargamento del campo possa venire anche >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
La storiografia estetico-musicale costituisce una tradizione recente, rappresentata da un numero limitato di testi. Nondimeno ha manifestato una precoce tendenza alla stabilizzazione “canonica” dei contenuti. Ripercorrendone il cammino dai primi prodotti (Ehrlich, 1882, Moos, 1901) agli ultimi (Lippman, 1992, Guanti, 1999), si coglie una notevole omogeneità dell’impianto. Le storie dell’estetica musicale disegnano sostanzialmente un unico percorso, scandito (salvo l’ovvio aggiornamento alle posizioni più recenti) da nomi e riferimenti pressoché identici. Tale percorso è per la maggior parte in debito con la storiografia estetica generale e con la storiografia filosofica (che impongono nomi come Rousseau, Kant, Hegel, Schopenhauer, Nietzsche, ecc.); per la parte minore si modella accogliendo elaborazioni poetiche dei compositori (ad es. Schumann, Wagner, Stravinskij) o qualche presenza mutuata dalla teoria e dalla trattatistica (ad es. Zarlino, Galilei, Rameau).

E’ comunque evidente la tendenza ad identificare il contenuto dell’estetica musicale con imprese intellettuali di alto livello (nel caso dei compositori la rilevanza delle idee è proporzionale a quella della produzione musicale). Inoltre il focalizzarsi della ricostruzione su prodotti di rango, nel momento in cui tende a far emergere personalità di rilievo, tende anche a privilegiare l’originalità e il carattere innovativo delle posizioni rispetto alla loro incidenza, al loro radicamento e alla loro >>>