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PROGRAMMA DI RICERCA 2006
italiano - english
Unità di Ricerca
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- 7 - Monumenti epigrafici e letterari del medioevo iranico, centrasiatico e indiano: filologia e lessicografia.
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche
Classificazione geografica
- Regione: Lombardia
Bibliografia
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Gli Zibaldoni di Boccaccio. Memoria, scrittura, riscrittura. Atti del Seminario internazionale di Firenze-Certaldo (26-28 aprile 1996), a cura di M. PICONE e C. CAZALÉ BÉRARD, Firenze 1998.
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Le annotazioni e i discorsi sul 'Decameron' del 1573 dei Deputati fiorentini, a c. di G. CHIECCHI, Rome-Padova 2001.
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Parole Chiave
BOCCACCIO, CLASSICI LATINI, RASSETTATURA DEL DECAMERON, INCUNABOLI, CINQUECENTINE, MARZIALEBoccaccio: fonti e fortuna
Università Cattolica del Sacro CuoreAbstract
Le fonti latine delle opere del Boccaccio: la biblioteca del Boccaccio e i testi da lui copiati o letti e postillati. Boccaccio e il mondo greco. Censimento e descrizione analitica delle edizioni a stampa delle opere di Boccaccio dei sec. XV e XVI; gli elementi paratestuali. L'influenza di Boccaccio sulla teorica della poesia e sulle collezioni di biografie dell'umanesimo. Le edizioni cinquecentesche del Decameron e le rassettature: i problemi teorici, filologici, linguistici. L'edizione del Decameron di L. Salviati e la difesa di Salviati del suo lavoro: edizione critica del primo libro degli Avvertimenti sopra la lingua del Decameron.Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Mirella Ferrari Università Cattolica del Sacro CuoreObiettivo del Programma di Ricerca
Le fonti delle opere latine di Boccaccio potranno essere illuminate da uno studio accurato dei libri copiati, letti e postillati dal Boccaccio stesso. Verrà condotta a tappeto una ricerca dei volumi superstiti della sua biblioteca e dei testi, soprattutto dei classici latini, che si sa gli furono noti. Particolare attenzione verrà riservata a Marziale, alla qualità del testo portato dal codice autografo di Boccaccio, all'influenza che Marziale, in seguito alla scoperta di Boccaccio, esercitò sulla poesia epigrammatica umanistica. Anche le nozioni di lingua e letteratura greca del Boccaccio verranno sondate. Si eseguirà un censimento completo e descrizione analitica delle edizioni a stampa di opere di Boccaccio in incunaboli e cinquecentine, con particolare attenzione a rilevarne e studiarne gli elementi paratestuali (titoli, indici, colophon, etc.). Si studierà l'influenza dei libri XIV e XV delle Genealogie deorum gentilium sulla teorica della poesia nel primo umanesimo e del De mulieribus claris sulla trattatistica biografica dell'umanesimo. Si studieranno le edizioni cinquecentesche del Decameron, con attenzione particolare ai problemi ideologici, linguistici e filologici che esse pongono. Per valutare le varianti si forniranno in tavola sinottica a confronto le differenze tra le edizioni di V. Borghini (Firenze 1573), L. Salviati (Firenze 1582), Luigi Groto (Venezia 1588 e 1590). Per meglio comprendere i metodi di correzione impiegati nelle rassettature si >>>Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
Nel Trecento la riscoperta dei tesori letterari del passato costituisce un imprescindibile stimolo per molti autori della letteratura italiana che trovarono nei capolavori antichi abbondante materia da riversare nelle proprie creazioni autonome, in lingua volgare e in latino. In questo ambiente Giovanni Boccaccio riveste un ruolo fondamentale.L’amore per la letteratura classica, latina e greca, si legò in Boccaccio anche con un costante interesse per la produzione del medioevo occidentale.
La biblioteca del Boccaccio si arricchì progressivamente con molti testi, taluni peregrini, reperiti nella nativa Firenze e in Italia meridionale. In particolare l’abbazia di Montecassino fornì a Boccaccio in collaborazione con altri dotti, tra cui emerge la figura di Zanobi da Strada, antichi volumi con i classici del passato.
I suoi libri passarono nella biblioteca degli agostiniani fiorentini e costituirono il nucleo centrale della “parva libraria”, secondo quanto si apprende da un inventario del 1451.
La formazione del Boccaccio fu fortemente influenzata dalla figura e dall'opera di Dante e di Petrarca. Se le sue relazioni con Petrarca sono stati discretamente esplorate, mancano però ancora approfondite ricerche che mettano in luce la rete di rapporti che lo legarono ai circoli culturali italiani animati dall'amore per Dante.
La storia editoriale delle opere del Boccaccio fra Quattro e Cinquecento risulta estremamente frastagliata a causa >>>



