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PROGRAMMA DI RICERCA 2006

italiano - english
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Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
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Parole Chiave
CENTRALIZZAZIONE ECONOMICA, ORIGINI E SISTEMI PROTOPALAZIALI, STATI MATURI, ARSLANTEPE-MALATYA (ANATOLIA ORIENTALE), MERSIN (CILICIA), MONASTIRAKI (CRETA), IMPERO ITTITA, PALEOETNOBOTANICA-ECONOMIA AGRICOLA, ARCHEOMETRIA-ECONOMIA DEI BENI ARTIGIANALI

Economia e Potere. Studio delle forme di controllo centrale sull'economia, dalle prime comunità gerarchiche alle società palaziali, tra Anatolia ed Egeo (V-II millennio a.C.).

Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
Abstract
La ricerca si propone di esaminare la natura e le caratteristiche delle più antiche economie centralizzate del Vicino Oriente tra IV e II millennio a.C., individuando anche i tratti salienti dell’origine del fenomeno nei comportamenti delle prime élites del V millennio e nelle trasformazioni riscontrabili nelle attività produttive, in concomitanza con la loro comparsa. I risultati delle approfondite ricerche svolte negli ultimi anni sull'amministrazione e sulle sofisticate pratiche di gestione centrale dei beni in contesti protestatali e statali ha aperto nuovi quesiti e nuove prospettive di indagine sulla natura delle “economie di palazzo”, sul loro grado di invadenza nel tessuto economico-produttivo di base della popolazione, sulle loro dinamiche evolutive e sulle differenze strutturali maturate in diversi contesti storici e geografico-ambientali del V.O..
Il tema principale dell'indagine sarà la natura dei beni oggetto di centralizzazione e l’incidenza nell’economia di palazzo della gestione dei beni primari (terra, prodotti alimentari, bestiame) rispetto al controllo sulla produzione artigianale e sul commercio. L’osservazione partirà dalla valutazione del rapporto tra questi due fondamentali settori produttivi in un contesto di iniziale formazione delle gerarchie.
Tematiche cruciali saranno quelle della redistribuzione e delle sue diverse caratteristiche a seconda dei contesti socio-economici che la mettono in atto, e del ruolo dello scambio a >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Marcella Frangipane Università degli Studi di ROMA "La Sapienza"
Obiettivo del Programma di Ricerca
Il progetto scaturisce dagli interrogativi aperti con la continua crescita di dati da siti con evidenze rilevanti di centralizzazione economica, appartenenti sia alle fasi pre-urbane (Mersin Calcolitico) e al momento di formazione dello Stato (Arslantepe nel IV millennio), sia a fasi più evolute del processo (Anatolia ittita e Creta minoica). Inoltre, la nuova comprensione dei meccanismi di gestione amministrativa in ambito centrale acquisita con le recenti indagini sull’amministrazione antica e sull’uso dei sigilli, in ambito nazionale e internazionale, e la scoperta dell’esistenza, già in fase pre-scrittoria (nel complesso palaziale di Arslantepe), di un raffinatissimo sistema di gestione centralizzata dei beni, che costituiva il fulcro delle attività pubbliche del palazzo, ha fatto avanzare la ricerca spostandola su nuove tematiche di natura più economica che amministrativa (quali beni si amministravano e quale economia era alla base della formazione dei primi ‘stati’?). Il recupero di crescenti informazioni dirette sul terreno, che costituiscono potenziali banche-dati rilevantissime, per quantità e qualità, ai fini di una analisi orientata in chiave economica, rende possibile costruire un’ipotesi di ricerca realmente paleo-economica, innovativa negli intenti e nei metodi. Uno dei fulcri metodologici di questo progetto è l’interdisciplinarietà, sia interna alle discipline umanistiche (archeologia con filologia e storia; comparazione diacronica tra contesti formativi pre >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Gli studi di economia antica hanno riguardato finora quasi esclusivamente contesti documentati da fonti storiche, soprattutto relative al mondo greco-romano. Gli strumenti concettuali sono stati sia modelli costruiti sulle economie moderne e adattati o proiettati sulle società arcaiche e pre-mercantili, sia modelli specificamente elaborati con l’intento di riconoscere la ‘diversità’ profonda e strutturale dei sistemi economici antichi, in cui l’ ‘economia’, e quindi le relazioni di produzione e di scambio, potevano assumere una forma non direttamente riconoscibile come tale, ma piuttosto mediata da relazioni di tipo diverso (sociale, ideologico,…). Questo ultimo tipo di approccio, come è noto, è stato sostenuto e affermato principalmente dalla scuola di Karl Polanyi e dei sostantivisti che, ormai mezzo secolo fa, avevano portato l’attenzione di antropologi, economisti e storici dell’antichità, sulla differenza sostanziale del posto assegnato all’economia nelle società pre-capitaliste e pre-mercantili. I loro studi, pur con le ben note obiezioni da parte di economisti tradizionali e di studiosi di ambito neo-marxista, e nonostante le debolezze teoriche presenti in un approccio che teneva poco conto degli aspetti produttivi, privilegiando le forme di circolazione dei beni (che sono solo parte ed esito finale del processo economico nel suo insieme), hanno contribuito grandemente a porre le basi concettuali per un nuovo modo di guardare alle economie e alle società antiche. La >>>