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PROGRAMMA DI RICERCA 2006
italiano - english
Unità di Ricerca
- Università degli Studi di ROMA "La Sapienza"
SCIENZE STORICHE, ARCHEOLOGICHE E ANTROPOLOGICHE DELL'ANTICHITA'
- Università degli Studi di SIENA
ARCHEOLOGIA E STORIA DELLE ARTI
- Università degli Studi ROMA TRE
STUDI STORICO ARTISTICI, ARCHEOLOGICI E SULLA CONSERVAZIONE
- Università degli Studi di PISA
SCIENZE ARCHEOLOGICHE
- Università degli Studi di PISA
SCIENZE ARCHEOLOGICHE
Programmi di ricerca simili:
- 1 - Profilo archeologico di una città antica:Populonia.
- 2 - Lungo le rotte degli aromi e delle spezie. Il porto di Sumhuram e i traffici internazionali tra Mediterraneo, Arabia e India in epoca preislamica nella nuova prospettiva offerta dai dati archeologici, storico-letterari, paleoambientali e archeometrici.
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- 4 - Rileggere Pompei. Sviluppo e trasformazioni della città dalle origini alla sua scomparsa.
- 5 - Produzioni figurative e contesti monumentali nella Cisalpina romana
- 6 - Economia e Potere. Studio delle forme di controllo centrale sull'economia, dalle prime comunità gerarchiche alle società palaziali, tra Anatolia ed Egeo (V-II millennio a.C.).
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- 8 - Fabbricanti di anfore, produttori di vino: archeologia ed economia del vino tra l'Etruria romana e il mondo gallico (II sec. a.C.- I sec. d.C.).
- 9 - ARCHITETTURA E SOCIETA': PROCESSI DI SVILUPPO E TRASFORMAZIONE DELLE STRUTTURE ABITATIVE E COMMERCIALI NEL MEDITERRANEO ORIENTALE (GRECIA, TURCHIA, LIBANO) FRA L'ETA' CLASSICA E IL TARDO ANTICO
- 10 - Scavi e ricerche sull'architettura, la cronologia, la cultura artistica e materiale della Siria nelle età del Bronzo e del Ferro
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche
Classificazione geografica
- Regione: Lazio
Bibliografia
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Parole Chiave
POPULONIA, PRODUZIONE, COMMERCIO, CONSUMO, METALLI, CERAMICA, LATERIZIPopulonia etrusca e romana: produzione, commerci e consumi
Università degli Studi di Roma "La Sapienza"Abstract
Gli scavi condotti a Populonia a partire dai primi anni ’80 dalla Soprintendenza archeologica della Toscana e, dal 1998, anche dalle Università di Pisa, Siena, Roma Sapienza e Roma Tre hanno riportato in luce un’ingente quantità di reperti databili a partire dall’epoca villanoviana fino al medioevo. I materiali provengono da zone molto diverse: dalle necropoli, dal cosiddetto quartiere artigianale, alle spalle dell’insediamento portuale di Baratti, dall’acropoli, dove sorgeva prima l’abitato antico e poi un’area santuariale.Dopo aver cercato di mettere a fuoco lo sviluppo di formazione urbana di questa strategica città etrusca (COFIN 2004), i componenti la ricerca hanno reputato necessario focalizzare il loro studio sui materiali venuti in luce. Le varie unità di ricerca articolate per lo più cronologicamente intendono analizzare le varie produzioni e botteghe (metallurgiche, ceramiche, laterizia), l’uso e la circolazione di questi manufatti. Populonia appare infatti un osservatorio privilegiato per studiare i flussi commerciali – marittimi e terrestri, diretti da nord a sud e da ovest a est e viceversa – in un arco cronologico di straordinaria ampiezza, che la cultura materiale consentono di precisare e articolare nel tempo.
Il rinvenimento negli scavi dell’abitato protostorico di un frammento di forma aperta (cratere?) di argilla depurata dipinta con cerchi concentrici, attribuibile al LGI greco (Eubea?), inserisce Populonia nei traffici che coinvolsero il >>>
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Gilda Bartoloni Università degli Studi di ROMA "La Sapienza"Obiettivo del Programma di Ricerca
Gli scavi condotti a Populonia a partire dai primi anni ’80 dalla Soprintendenza archeologica della Toscana e, dal 1998, anche dalle Università di Pisa, Siena, Roma Sapienza e Roma Tre hanno riportato in luce un’ingente quantità di reperti databili a partire dall’epoca villanoviana fino al medioevo. I reperti provengono da zone molto diverse del sito di Populonia: dalle necropoli, dal cosiddetto quartiere artigianale, alle spalle dell’insediamento portuale di Baratti, dall’acropoli, dove sorgeva l’abitato antico. Il panorama che le ceramiche consentono di delineare fin d’ora è di estremo interesse per l’estrema varietà dei materiali rappresentati. La posizione geografica della città, al centro delle rotte marittime del Mediterraneo occidentale, e soprattutto il suo ruolo di luogo di lavorazione e commercializzazione del ferro dell’isola d’Elba e delle altre materie prime del distretto minerario del Campigliese, fin da età arcaica inserirono infatti Populonia all’interno di una rete complessa di traffici marittimi che avevano i loro terminali tanto nel Mediterraneo orientale quanto in quello occidentale, facendone al contempo anche il centro di smistamento delle merci e delle derrate che arrivavano via mare verso le regioni interne dell’Etruria. Lo sfruttamento delle cospicue risorse minerarie la coltivazione del sale, la coltura del vino e le produzioni manifatturiere dovrebbero garantire lo sviluppo di un’economia vivace e ben inserita nell’ambito delle rotte tirreniche. >>>Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
Le caratteristiche principali di Populonia sono la particolare posizione dominante la baia di Baratti, la sola grande metropoli etrusca situata quasi a diretto contatto con il mare e la vicinanza alle Colline metallifere. Dapprima fu un importante mercato per il rame e il bronzo, che giungevano qui dall’Elba e specialmente dal Campigliese. Gli Etruschi prendevano la materia prima dall'Elba e la lavoravano a Populonia probabilmente perché in quella zona c'era un'argilla ottima per i forni e comunque perche' l'ubicazione facilitava la successiva commercializzazione del semilavorato. In ferro e talora in rame.Il ruolo di questo attivo porto del Mediterraneo è dimostrato dall’esigenza di coniare delle monete, sia d’oro, che d’argento e di bronzo, uno dei primi esempi di uso di moneta in tutta la penisola italica.
Grande città etrusca e importante approdo della costa tirrenica in età romana, Populonia costituisce oggi uno dei più affascinanti comprensori archeologici dell’Italia peninsulare, oggetto in questi ultimi anni di un rinnovato interesse che per la prima volta accentra la sua attenzione sulle fasi romane della città, dall'età repubblicana a quella tardo-antica. Le fonti letterarie sono infatti avare di informazioni: Strabone, visitando il sito in età augustea, afferma che la città è quasi totalmente abbandonata; sull'acropoli restano soltanto i santuari e poche case, mentre nel golfo è ancora attivo uno scalo. Nel 416 >>>



