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PROGRAMMA DI RICERCA 2006

italiano - english
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Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
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Parole Chiave
PSICOPATOLOGIA, PSICOTERAPIA, FAMIGLIA, CRIMINALITÀ ORGANIZZATA, MAFIA, CAMORRA, 'NDRANGHETA

La mafia dentro: la mente, le autonomie e le dipendenze degli uomini di Cosa Nostra, Camorra, 'Ndrangheta e nel mondo relazionale di soggetti e gruppi che vivono esperienze contigue alla malavita organizzata.

Università degli Studi di Palermo
Abstract
La ricerca psicologico-clinica (Lo Cascio, 1986; Fiore, 1997; Di Maria, 1998; Lo Verso et al., 1998, 1999, 2003), da circa un ventennio, tenta di studiare e comprendere il fenomeno delle criminalità organizzate utilizzando un modello di osservazione che si integra con i contributi socio-antropologici, etnico-psicoanalitici, sistemico-familiare, relazionale ma anche con gli studi sullo sviluppo dell’identità, della trasmissione transgenerazionale dello psichico. Le numerose ricerche ormai effettuate sul fenomeno delle criminalità organizzate hanno chiarito, infatti, che la forza di Cosa Nostra (PRIN, 2004), Camorra e ‘Ndrangheta sta nella capacità di produrre rapporti di collaborazione con i poteri economici e politici, nel controllo del territorio creando collusioni con la paura, la corruzione, la risoluzione di interessi privati, e nella sua organizzazione “aziendale” militarmente supportata. La capacità di affermarsi di queste criminalità organizzate nel meridione sta, inoltre, nella capacità di imporre la propria cultura del silenzio e dell’omertà, della negazione della propria esistenza, della sostituzione dei valori ‘mafiosi’ a quelli sociali, della deformazione dei tradizionali valori della cultura siciliana ai propri fini, dei rapporti nazionali ed internazionali con altri poteri e con le delinquenze organizzate a più livelli etc. (PRIN, 2004). I tre principali gruppi operanti più direttamente in una vasta area del nostro Paese (Cosa Nostra, Camorra e ‘Ndrangheta >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Girolamo Lo Verso Università degli Studi di PALERMO
Obiettivo del Programma di Ricerca
Obiettivo generale
A partire dalle considerazioni sopra esposte, il seguente programma di ricerca, attraverso un osservatorio pluridisciplinare fondato su contributi provenienti dall'area delle scienze psicologiche socio-antropologiche e politologiche, si propone come obiettivo generale la comprensione e l’analisi delle caratteristiche strutturali e psicologiche del pensiero criminale, attraverso uno studio trasversale tra mafia, camorra e ‘ndrangheta, considerate come frutto, anche, dell'interiorizzazione di modelli psichici trasmessi attraverso la famiglia (intesa sia in senso ristretto che allargato) e sostenuti spesso da un ambiente sociale e culturale che coesiste nello stesso territorio con l'organizzazione criminale. Obiettivo della ricerca, inoltre, è anche quello di verificare e comprendere se, parallelamente a questi processi di mutazione delle reti relazionali fra le tre grandi mafie del mezzogiorno, siano intervenuti anche processi di interazione con altri gruppi malavitosi presenti sul mercato criminale, operanti su reti nazionali e/o internazionali.
A tal fine la ricerca si propone di studiare la cultura locale (attraverso la somministrazione di una gamma di strumenti adeguati allo fenomeno indagato ed insieme utili per la formazione di operatori sociali, insegnanti, personale di amministrazioni locali, pubbliche o private) di realtà territoriali della Sicilia (Palma di Montechiaro, Marsala, Gibellina), Campania, Calabria e >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
In continuità con le ampie e approfondite conoscenze sullo psichismo mafioso acquisite in diversi anni di ricerca psicologico-clinica in Sicilia (Lo Verso, 1998, Lo Verso, Lo Coco, 1999; Lo Verso, 2003; PRIN, 2004), appare oggi opportuno estendere lo studio alle diverse organizzazioni mafiose del meridione (mafia, camorra, ‘ndrangheta), per coglierne analogie e differenze sia a livello strutturale ma anche e soprattutto a livello psicologico.
La "fenomenologia del pensiero mafioso" è stata descritta come "la manifestazione dei processi mentali i quali si rendono visibili sotto forma di comportamenti che hanno conseguenze sociali, politiche, economiche, psicologiche, ecc." (Fiore I., 1997). A partire da questa definizione la base scientifica con la quale si affronta questa nuova ricerca su Cosa Nostra si compone di contributi teorici che provengono dagli studi delle scienze psicodinamiche, fenomenologiche, cognitive e costruttiviste (Salvini, 1998; Smorti, 1997; Bruner, 1975; Gergen, 2004; Lo Verso, 2004; Licari, 2004) ed evolve da teorie classiche sull'identità e sulla rappresentazione di sé che hanno prodotto vari modelli. Ricordiamo solo i più importanti studiosi che hanno ispirato l'attuale assetto teorico: James (1890), Freud (1932), Foulkes (1948), Bateson (1979), Menarini (1986), Napolitani (1987) Smorti (1994, 1997), Gergen (1998, 2004). Questo elenco di autori non rappresenta un'omogenea corrente di pensiero, ma un quadro >>>