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PROGRAMMA DI RICERCA 2006
italiano - english
Unità di Ricerca
- Università degli Studi di NAPOLI "Federico II"
DIRITTO COSTITUZIONALE ITALIANO E COMPARATO
- Università degli Studi di CAGLIARI
DIRITTO PUBBLICO E DI STUDI SOCIALI
- Università della CALABRIA
SCIENZE GIURIDICHE
- Università degli Studi di GENOVA
RICERCHE EUROPEE
- Università degli Studi di MILANO
Diritto pubblico
Programmi di ricerca simili:
- 1 - Le autonomie territoriali al centro nella prospettiva della riforma federale dello Stato e nel processo di integrazione europea
- 2 - L'elaborazione dei nuovi statuti regionali nel quadro del sistema delle fonti
- 3 - Strumenti di governance dell'economia e integrazione europea.
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- 5 - La collegialità del Governo, la promozione ed il coordinamento del Presidente del Consiglio nell'attuale ordinamento e nelle prospettive di riforma costituzionale
- 6 - Political Economics: Teoria ed Evidenza Empirica
- 7 - Una Costituzione per l'Europa: problemi e prospettive
- 8 - Comuni, interessi locali e pianificazione strategica in Italia
- 9 - Quale ruolo per le assemblee rappresentative? Parlamenti nazionali e consigli regionali fra processo legislativo ed esigenze di controllo.
- 10 - Fondamenti, strumenti e procedure della democrazia partecipativa tra Stato, regioni, enti locali e Unione europea.
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze giuridiche
Classificazione geografica
- Regione: Campania
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Parole Chiave
STABILITÀ DELL' ESECUTIVO, DEMOCRAZIA, RAPPRESENTANZA, FORME DI GOVERNO, GOVERNANCE MULTILIVELLO, UNIONE EUROPEAStabilità dell'esecutivo e democrazia rappresentativa
Università degli Studi di Napoli "Federico II"Abstract
Il programma di ricerca ricostruisce gli sviluppi e la fase attuale del rapporto tra tendenze a rendere stabile l’Esecutivo nelle dinamiche delle forme di governo e grado di legittimazione democratica su base rappresentativa. Il tema assume oggi particolare attualità, in ragione di tendenze alla semplificazione delle decisioni e di stabilizzazione dell’Esecutivo, che si spingono fino a concepire una democrazia di mera investitura, a discapito della democrazia “di operazione” – connotata da forme di perdurante controllo dei rappresentanti e da verifiche permanenti della legittimazione fondata sul consenso dei governati – che ha rappresentato a lungo il nucleo forte, culturale e ideologico, del costituzionalismo.Per conseguire lo scopo della ricerca, saranno svolte una ricognizione ed una riflessione critica sulle diverse forme di razionalizzazione del sistema di governo che, nell’attuale panorama costituzionale europeo, mirano a rafforzare la stabilità e l’efficacia dell’Esecutivo, al fine di valutare se tali forme riescano effettivamente a realizzare le finalità perseguite, quale ne sia il concreto impatto sugli equilibri istituzionali e quali, eventualmente, i costi in termini di depotenziamento delle Assemblee rappresentative.
Quanto al caso italiano, il quadro degli Esecutivi sembra essere sensibilmente mutato dopo la crisi e trasformazione del sistema dei partiti fin dai primi anni novanta. Tale mutamento è particolarmente evidente in ordine a due distinti >>>
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Michele Scudiero Università degli Studi di NAPOLI "Federico II"Obiettivo del Programma di Ricerca
Obiettivo della ricerca è ricostruire gli sviluppi e la fase attuale del rapporto tra tendenze a rendere stabile l’Esecutivo nelle dinamiche delle forme di governo e ruolo ed efficienza delle rappresentanze elettive. Il tema assume oggi particolare attualità, in ragione di tendenze alla semplificazione delle decisioni e di stabilizzazione dell’Esecutivo, che si spingono fino a concepire una democrazia di mera investitura, a discapito della democrazia “di operazione” – connotata da forme di perdurante controllo dei rappresentanti e da verifiche permanenti della legittimazione fondata sul consenso dei governati – che ha rappresentato a lungo il nucleo forte, culturale e ideologico, del costituzionalismo.Per conseguire lo scopo della ricerca, saranno svolte una ricognizione ed una riflessione critica sulle diverse forme di razionalizzazione del sistema di governo che, nell’attuale panorama costituzionale europeo, mirano a rafforzare la stabilità e l’efficacia dell’Esecutivo, al fine di valutare se tali forme riescano effettivamente a realizzare le finalità perseguite, quale ne sia il concreto impatto sugli equilibri istituzionali e quali, eventualmente, i costi in termini di depotenziamento delle Assemblee rappresentative.
Quanto al caso italiano, il quadro degli Esecutivi sembra essere sensibilmente mutato dopo la crisi e trasformazione del sistema dei partiti fin dai primi anni novanta. Tale mutamento è particolarmente evidente in ordine a due distinti profili >>>
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
La ricerca proposta trae ragione dai mutamenti – a tratti tumultuosi – che si sono venuti producendo nei rapporti tra le forme della rappresentanza democratica e le dinamiche delle forme di governo, il loro strutturarsi, la loro efficienza, in un processo storico molto stratificato e ricco di sviluppi e di eventi.La diffusione del suffragio universale (almeno maschile) nell’elezione dei Parlamenti ha denotato, fin dai primi decenni del XX secolo, il passaggio dallo Stato liberale monoclasse a quello democratico pluriclasse, mutando radicalmente i presupposti teorici e le modalità di funzionamento delle istituzioni rappresentative, in precedenza contrassegnate, almeno nelle forme di governo parlamentari, dalla centralità delle assemblee e – con la fondamentale eccezione britannica – da una certa instabilità degli Esecutivi, da ascriversi principalmente all’assenza di una disciplina di voto da parte dei cangianti e provvisori raggruppamenti parlamentari.
L’ingresso in Parlamento dei partiti di massa, organizzati sul territorio e disciplinati nel voto comportò il passaggio dalle logiche del government by discussion che avevano caratterizzato le Assemblee dell’epoca liberale a quelle del venturo Parteienstaat, fornendo potenzialmente un più solido appoggio politico ai Governi, laddove si fosse sviluppata una dinamica bipolare del confronto politico suscettibile di dar vita a coese maggioranze parlamentari.
Il problema della stabilità dell’Esecutivo tornava >>>



