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PROGRAMMA DI RICERCA 2006

italiano - english
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Parole Chiave
DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA, PARTECIPAZIONE, DEMOCRAZIA, STATO, REGIONI, ENTI LOCALI, UNIONE EUROPEA, SOCIETÀ DELL'INFORMAZIONE, PIANIFICAZIONE URBANISTICA

Fondamenti, strumenti e procedure della democrazia partecipativa tra Stato, regioni, enti locali e Unione europea.

Università degli Studi di Firenze
Abstract
La ricerca intende esaminare le principali problematiche relative ai fondamenti, agli strumenti e alle procedure propri delle esperienze e dei progetti di Democrazia Partecipativa (DP), fenomeno di origine alquanto recente e che non trova la sua matrice originaria nel nostro ordinamento giuridico. Si terrà dunque conto delle principali esperienze straniere e si farà riferimento, oltre che, primariamente, alle basi normative e agli elementi costitutivi di carattere giuridico, alle implicazioni di carattere politico e amministrativo e alle applicazioni in campo urbanistico. Si tratta infatti di una questione che si colloca all’incrocio di diversi settori disciplinari e, inoltre, dei diversi livelli istituzionali -statale, regionale e locale- dell’ordinamento nazionale e anche dell’ordinamento dell’Unione europea.
Nel corso della ricerca, si indagheranno l’impianto e le componenti che accomunano o differenziano la DP sia rispetto alla democrazia rappresentativa (DR) che alla democrazia diretta (DD) e che la contrassegnano nell’ambito del concetto più antico e più generale di partecipazione (P), costituendola, anche rispetto alla sussidiarietà orizzontale, come nuova forma di integrazione e collaborazione tra società e pubblici poteri, tra base popolare delle comunità e vertici politici e amministrativi. Si prenderanno quindi in esame le basi costituzionali, il rapporto che intrattiene con l’ordinamento europeo; le basi politico-giuridiche apprestate dalle leggi statali >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Umberto Allegretti Università degli Studi di FIRENZE
Obiettivo del Programma di Ricerca
La ricerca ha i seguenti obiettivi:
1) esaminare le principali esperienze straniere di DP e gli esperimenti italiani ad essa riconducibili, per configurare gli elementi caratterizzanti il concetto e la strumentazione relativi, mirando a conseguire una chiarezza analitico-conoscitiva di questa nuova fenomenologia e una sua costruzione teorica, differenziandola dalle forme più semplici e tradizionali di P;
2) ricostruire i fondamenti costituzionali che danno legittimazione alla DP e reggono la sua attuazione nel nostro ordinamento, tenendo conto della ripartizione di poteri tra i vari livelli di governo e dell’incidenza dell’ordinamento europeo;
3) registrare il livello e i modi della attuazione della DP nel nostro Paese, con riferimento particolare alle ricadute dell’innovazione sulla concezione e le modalità dell’amministrazione regionale e locale, e alla sua applicazione alla pianificazione urbanistica;
4) mettere a punto alcune prospettive in merito allo sviluppo di forme partecipative del potere pubblico, soprattutto ma non unicamente di incidenza locale - incluse in particolare quelle nel campo della pianificazione urbanistica - tenendo conto dei punti di forza e di quelli di debolezza ravvisabili nelle forme di DP. Ciò al fine di migliorarne lo svolgimento, sia dal punto di vista della rispondenza democratica sia da quello dell’efficacia e dell’efficienza dell’azione.

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
La base di ricerca più nutrita sulla Democrazia Partecipativa (DP) che si offre a un primo sguardo è di carattere comparato. Le esperienze consolidate in questo campo si hanno infatti all’estero, segnatamente in Brasile e in altri paesi latinoamericani. Più di recente esperimenti sono in corso in vari Stati europei e in particolare in Italia, soprattutto a livello comunale. E’ pertanto la letteratura su quei paesi, oltre quella che comincia ad essere disponibile sull’Italia - una letteratura prima di tutto espositiva ma ormai anche un corpo di riflessioni di carattere sociologico e di scienza politica, come pure di scienza urbanistica, di valore analitico e teorico - la prima fonte da cui la presente ricerca non può prescindere. Al tempo stesso, tutto ciò rende il progetto particolarmente giustificato se, a fronte di un tema che si va ormai imponendo a livello politico, sociologico e urbanistico, si condivide la convinzione che è necessario affiancare a quelle fonti un esame giuridicamente approfondito, oggi mancante, volto a valutare giuridicamente e a dare prospettiva ulteriore alle esperienze di DP.
E invero non si può trascurare che, malgrado le carenze dottrinarie, esistono nell’ordinamento giuridico le basi formali per dare rilevanza giuridica alla DP. Intanto, queste basi non sono mancate nella legislazione e nella elaborazione dottrinaria degli anni sessanta e settanta, quando l’idea e le forme della Partecipazione (P) - che della DP costituisce la prima >>>