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PROGRAMMA DI RICERCA 2006

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
Le dinamiche di normazione hanno costituito oggetto di studio da tempo, specie per l’aspetto sistematico. Tra i contributi di sintesi della dottrina italiana, v., part., A. PIZZORUSSO, Fonti del diritto, Bologna-Roma 1977; V. CRISAFULLI, Lezioni di diritto costituzionale, Le fonti normative, ed agg. a cura di F. Crisafulli, Padova 1993; L. PALADIN, Le fonti del diritto italiano, Bologna 1996; R. GUASTINI, Teoria e dogmatica delle fonti, in Trattato di diritto civile e commerciale, già diretto da A. Cicu e F. Messineo e continuato da L. Mengoni, Milano 1998; G.U. RESCIGNO, L’atto normativo, Bologna 1998; A. PIZZORUSSO-S. FERRERI, Le fonti del diritto italiano, 1, Le fonti scritte, con collaborazioni di A. Gambaro e R. Sacco, in Trattato di diritto civile, diretto da R. Sacco, Torino 1998; S.M. CICCONETTI, Le fonti del diritto italiano, Torino 2001; F. MODUGNO, Appunti dalle lezioni sulle Fonti del Diritto, Torino 2002; F. SORRENTINO, Le fonti del diritto amministrativo, in Trattato di diritto amministrativo, diretto da G. Santaniello, Padova 2004; M. PEDRAZZA GORLERO, Breviario delle fonti del diritto, Milano 2005; A. RUGGERI, Fonti, norme, criteri ordinatori. Lezioni, Torino 2005. In prospettiva comparata ed europea, per alcune tra le più significative esperienze di normazione, si segnala A. PIZZORUSSO (cur.), Law in the making, Berlin-Heidelberg-New York-London-Paris-Tokio 1988 e P. CRAIG-C. HARLOW, Law making in the European Union, The Hague 2002.
Un’analisi del linguaggio costituzionale, nella prospettiva della riforma, è in A. RUGGERI, La Costituzione allo specchio: linguaggio e “materia” costituzionale nella prospettiva della riforma, Torino 1999.
In materia di drafting, utili indicazioni possono aversi da AA.VV., Applicazione e tecnica legislativa, a cura di E. Pattaro-F. Zannotti, Milano 1997; A. VEDASCHI, Istituzioni europee e tecnica legislativa, Milano 2001; AA.VV., L’analisi di impatto della regolamentazione (AIR) e l’analisi tecnic-noramtiva (ATN) nell’attività normativa del Governo, a cura di E. Catelani-E. Rossi, Milano 2003; AA.VV., Qualità normativa e tecnica legislativa. Europa, Stati, enti territoriali, a cura di J.O. Frosini-L. Pegoraro-T. Waller, Bologna 2003; R. PAGANO, Introduzione alla legistica. L’arte di preparare le leggi, Milano 2004.
Quanto, poi, alla tutela dei diritti fondamentali, con specifico riguardo ai rapporti tra Corte di Giustizia e Corte costituzionale, nella ormai incontenibile lett. e limitando i riferimenti alle sole opere collettive, v. AA.VV., I diritti fondamentali dopo la Carta di Nizza. Il costituzionalismo dei diritti, a cura di G.F. Ferrari, Milano 2001; R. BIFULCO-M. CARTARIA-A. CELOTTO, L’Europea dei diritti. Commento alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, Bologna 2001; AA.VV., Il diritto costituzionale comune europeo. Principi e diritti fondamentali, a cura di M. Scudiero, Napoli 2002; AA.VV., Riflessi della Carta europea dei diritti sulla giustizia e la giurisprudenza costituzionale: Italia e Spagna a confronto, a cura di A. Pizzorusso-R. Romboli-A. Ruggeri-A. Saitta-G. Silvestri, Milano-Madrid 2003; AA.VV., La Corte costituzionale e le Corti d’Europa, a cura di P. Falzea-A. Spadaro-L. Ventura, Torino 2003; AA.VV., La tutela multilivello dei diritti. Punti di crisi, problemi aperti, momenti di stabilizzazione, a cura di P. Bilancia-E. De Marco, Milano 2004; AA.VV., Tutela dei diritti fondamentali e costituzionalismo multilivello. Tra Europea e Stati nazionali, a cura di A. D’Atena-P. Grossi, Milano 2004; AA.VV., Trattato che adotta una Costituzione per l’Europa, Costituzioni nazionali, diritti fondamentali, a cura di S. Gambino, Milano 2006. Utili indicazioni possono inoltre aversi da P. BILANCIA-F.G. PIZZETTI, Aspetti e problemi del costituzionalismo multilivello, Milano 2004 e C. CARLETTI, I diritti fondamentali e l’Unione Europea tra Carta di Nizza e Trattato-Costituzione, Milano 2005.
Parole Chiave
TECNICHE, NORMAZIONE, DIRITTI, FONDAMENTALI, INTEGRAZIONE, EUROPEA

Tecniche di normazione e tutela dei diritti fondamentali, nella prospettiva dell'integrazione europea

Università degli Studi di Messina
Abstract
La ricerca si prefigge di far oggetto di studio le tecniche di normazione, con riguardo a taluni campi di esperienza, al fine di verificare quale incidenza possa aversi dal loro uso nei riguardi dei diritti fondamentali. Si guarderà, pertanto, alle tecniche di normazione costituzionale, con specifica attenzione alla riforma del titolo V nonché alla “riforma della riforma” (ma anche a taluni precedenti, non privi d’interesse culturale, quale il documento costituzionale approvato dalla Commissione bicamerale per le riforme istituzionali, presieduta dall’on. D’Alema) e si tenterà di stabilire in che misura il linguaggio costituzionale, a motivo della sua strutturale apertura semantica, possa riflettersi sul piano della tutela dei diritti fondamentali, ancorché le modifiche costituzionali suddette abbiano per specifico (ed apparentemente esclusivo) oggetto la parte organizzativa della Carta costituzionale. Inoltre, si guarderà alle tecniche di normazione adottate in ambito europeo, il cui immediato rilievo in ambito nazionale è di tutta evidenza, nonché a quelle caratterizzanti talune esperienze di diritto interno di notevole spessore e significato, in relazione alle quali i diritti fondamentali possono trovarsi immediatamente, in consistente misura, toccati, e segnatamente a quelle riguardanti l’ordinamento giudiziario, il mondo del lavoro, l’ambiente. Per ciascuno degli ambiti materiali sopra indicati, si farà luogo alla osservazione sia delle esperienze maturate in altri >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Antonio Ruggeri Università degli Studi di MESSINA
Obiettivo del Programma di Ricerca
Obiettivo della ricerca è verificare quale sia l’incidenza complessivamente esercitata dalle tecniche di normazione più diffusamente adottate nei riguardi dei diritti fondamentali. A Questo fine, la ricerca si dedicherà, per un verso, all’analisi del linguaggio degli enunciati normativi, anche attraverso la comparazione degli stessi in ragione della fonte che li esprime, con particolare riferimento al linguaggio della Costituzione e delle leggi costituzionali e di revisione costituzionale, ed al linguaggio di leggi ordinarie riguardanti alcuni ambiti materiali di speciale interesse, nonché al linguaggio delle fonti della Comunità/Unione Europea (da quello proprio dei Trattati a quelli delle fonti derivate). Per un altro verso, poi, si guarderà alle tecniche di drafting più diffusamente adottate (con specifico riguardo ai casi in cui si fa carico al legislatore futuro di modificare solo in modo espresso una disciplina normativa anteriore o ai casi in cui uno stesso atto normativo contiene disposizioni disomogenee ed incoerenti rispetto al titolo o, ancora fa un uso improprio di termini tecnici, ecc.), tentando di stabilire quale ricaduta tutto ciò abbia, specie nel corso delle esperienze processuali (e, segnatamente, di quelle davanti ai giudici costituzionali e comunitari), a carico dei diritti fondamentali.

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
La dottrina ha da tempo fatto oggetto di approfondita attenzione le dinamiche della normazione, specie al fine di stabilire quale sia il “posto” giusto riconoscibile alle singole fonti in seno al sistema dalle stesse composto, perlopiù adottando al riguardo criteri di natura formale-astratta, che riconducono cioè il “posto” stesso ai procedimenti adottati in occasione della formazione delle fonti stesse. Allo stesso tempo, numerosi ed ugualmente approfonditi sono altresì gli studi riguardanti i diritti fondamentali, tanto per il modo con cui sono fatti oggetto di disciplina nelle Carte costituzionali ed in Carte internazionali (o in altri documenti), quanto per il modo con cui vi si dà specificazione-attuazione da parte delle leggi ordinarie e di altri atti ancora. Ad oggi, tuttavia, la dottrina si è fatta maggiormente (e quasi esclusivamente) attrarre dai contenuti delle discipline positive e dai rapporti che si intrattengono tra le fonti che le contengono, variamente inquadrati (in termini di gerarchia, di separazione, di integrazione delle competenze). È invece mancato o, comunque, non sembra che sia complessivamente adeguato l’approfondimento dello studio in prospettiva strutturale o analitica, quale è invece quella adottata dai cultori di altre discipline (e, specialmente, dai filosofi), avuto cioè riguardo al linguaggio degli atti normativi (peraltro, vario a seconda degli atti stessi e, talora, anche per uno stesso atto, in ragione dell’oggetto specificamente >>>