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PROGRAMMA DI RICERCA 2006
italiano - english
Unità di Ricerca
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Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze giuridiche
- Area scientifico disciplinare: Scienze politiche e sociali
- Area scientifico disciplinare: Scienze economiche e statistiche
Classificazione geografica
- Regione: Puglia
Bibliografia
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Parole Chiave
FLESSIBILITÀ DEL LAVORO, ESIGENZE AZIENDALI E STRATEGIE ORGANIZZATIVE, LAVORI DISCONTINUI, CARRIERE PROFESSIONALI, NORMATIVA LEGALE E CONTRATTUALE, SETTORE PRIVATO, SETTORE PUBBLICO, AMMORTIZZATORI SOCIALIOrganizzazione della produzione e lavori flessibili: effettività e funzionalità delle nuove tipologie contrattuali
Università degli Studi di BariAbstract
La politica legislativa della XIVª legislatura in materia di lavoro ha fortemente accentuato la tendenza, invero esistente anche in precedenza, di venire incontro alle esigenze di flessibilità del sistema delle imprese e delle amministrazioni pubbliche accentuando l'articolazione e favorendo presumibilmente l'utilizzo delle fattispecie contrattuali attraverso le quali le organizzazioni produttive si procurano il lavoro di cui hanno bisogno. In particolare, assunta come condizione fisiologica dell’impresa la necessità di adattarsi alla variabilità e alle turbolenze di un mercato globalizzato dei beni e (sempre più) dei servizi, i più recenti interventi legislativi sembrano voler rispondere a questa esigenza di flessibilità attraverso una pluralità di strumenti contrattuali.La presente ricerca, concentrando l’attenzione sulle tipologie contrattuali discontinue, si propone di verificare – o, al contrario, falsificare – la tenuta di un nesso funzionale tra la flessibilità di queste forme di lavoro e la flessibilità dell’attività di impresa e, dunque, la presunta estraneità delle stesse tipologie negoziali rispetto al core business dell’impresa stessa.
Si intende, pertanto, indagare, per un verso, l’effettivo comportamento delle parti sociali, sia in sede di regolazione autonoma delle figure contrattuali discontinue (principalmente, ma non solo, nei contratti nazionali), sia in sede gestionale e, per altro verso, soprattutto sul piano della convenienza >>>
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Mario Giovanni Garofalo Università degli Studi di BARIObiettivo del Programma di Ricerca
La presente ricerca si propone di mettere in relazione i diversi filoni di studio rimasti allo stato poco collegati tra loro (quello giuridico e quello socio-economico), allo scopo di:a) verificare quanto, nel settore privato, il nesso funzionale fra la flessibilità delle forme contrattuali discontinue e la flessibilità dell’attività di impresa - e per converso, la presunta estraneità delle stesse tipologie negoziali rispetto al core business dell’impresa stessa - trovi concreto riscontro nelle politiche sindacali e nella costruzione normativa, legale e contrattuale, dei lavori discontinui e, quindi, nelle scelte aziendali, provando così a indagare se e in che misura vi siano alterazioni - sul piano normativo e/o sul piano del concreto utilizzo - tali da convertire questi lavori alla soddisfazione di bisogni “ordinari” dell’impresa, innescando così processi di traslazione del rischio d’impresa sul fattore lavoro.
b) indagare l’utilizzo delle forme di lavoro discontinuo nelle pubbliche amministrazioni, la loro rispondenza alle esigenze organizzative e gestionali delle stesse, i loro effetti sui mercati interni del lavoro e sulle chance professionali dei lavoratori coinvolti, specie in termini di stabilizzazione del rapporto e di prospettive di carriera e le poltiche sindacali in materia.
c) valutare quanto l'uso delle forme contrattuali flessibili abbia sostituito i tradizionali ammortizzatori sociali, agevolando le imprese nel fronteggiare sia >>>
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
È dato comune della riflessione scientifica più recente (giuridica, ma soprattutto economica e sociologica) l'avvenuta disgregazione di un certo modello `antropologico' di lavoratore dipendente, a lungo egemone, al quale il diritto del lavoro - per lungo tempo - ha fatto riferimento nell'erigere il proprio apparato protettivo: un soggetto assunto a tempo pieno ed indeterminato alle dipendenze di un'impresa di dimensioni medio-grandi (magari la stessa, fino alla pensione), stabilmente incardinato nel luogo e nell'orario di lavoro. Nel settore privato, in particolare, la crescente internazionalizzazione dei mercati, l'intensificazione della concorrenza, la variabilità e differenziazione della domanda di beni e servizi hanno imposto alle strutture produttive la ricerca di modalità organizzative in grado di assicurare rapida adattabilità alle incertezze ambientali, superando le rigidità tipiche del modello fordista.Anche nel settore dei servizi pubblici e della pubblica amministrazione, pur in un contesto certamente di minore esposizione all'incertezza ambientale, non mancano pressioni analoghe in direzione di una maggiore flessibilità delle strutture organizzative. Pressioni connesse sia a ragioni di efficacia che di efficienza, con implicazioni in entrambi i casi sull'utilizzo del fattore lavoro. Sul versante dell'efficacia, le esigenze di una domanda assai diversificata, e quasi personalizzata, di servizi di crescente >>>



