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PROGRAMMA DI RICERCA 2006
italiano - english
Unità di Ricerca
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Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze giuridiche
Classificazione geografica
- Regione: Lombardia
Bibliografia
L. KOVACS (2005), "The contribution of a sustainable EU tax policy to the Lisbon agenda", in EC Tax Review, n. 4/2005, 172 ss.;JAUMOTTE F. - PAIN N. (2005), "An Overview of Public Policies to Support Innovation", OECD, ECO/WKP (2005)43;
EUROPEAN COMMISSION (2005), "Implementing the Community Lisbon Programme - More Research and Innovation - Investing for Growth and Employment: A Common Approach", [COM (2005) 488 final];
EUROPEAN COMMISSION (2005), "State Aid Action Plan: Less and better targeted State Aid: A Roadmap for State Aid Reform 2005-2009", http://europa.eu.int/comm/competition/state_aid/others/action_plan/saap_en.pdf;
EUROPEAN COUNCIL (2005), "Working together for Growth and Jobs. A New Start for the Lisbon Strategy", [COM (2005) 24 final];
EUROPEAN COMMISSION (2003), EUR 20714 — Raising EU R&D Intensity – Improving the Effectiveness of Public Support Mechanisms for Private Sector Research and Development: Fiscal Measures, Luxembourg: Office for Official Publications of the European Communities;
EUROPEAN COMMISSION (2002), "Corporation tax and Innovation: Issues at Stake and Review of European Union Experiences in the Nineties", Innovation Papers No 19, Luxembourg;
OECD (2002), "Tax Incentives for Research and Development: Trends and Issues", DST/IND/STP (2002)1;
WARDA J. (2001), "Measuring the Value of R&D Tax Treatment in OECD Countries", OECD, STI Review n. 27
Parole Chiave
FISCALITA', INNOVAZIONE, INCENTIVI FISCALI, AIUTI DI STATO, AGENDA DI LISBONA, COMPETIZIONE GLOBALE SOSTENIBILE, ECONOMIA DELLA CONOSCENZA, OSTACOLI FISCALI, COSTI DI ADEGUAMENTOLa fiscalità dell'innovazione in Europa: profili di diritto tributario comunitario e comparato
Università degli Studi di PaviaAbstract
“To achieve sustainable global competitiveness, the EU has no choice but to become a vibrant knowledge economy. That is why, in launching the new Lisbon partnership for growth and jobs, the European Council singled out knowledge and innovation for growth as one of three main areas for action. (...) Coordination between the Member State, regional and European levels is needed and European action should support and complement the efforts of national authorities and the private sector”. Così la Commissione europea [COM (2005) 488 final], muovendo dalla constatazione della insufficiente crescita della spesa per R&S nei Paesi UE.In questo settore, una performance inadeguata ha costi altissimi per l’Europa, perché accresce il gap con i Paesi che tradizionalmente attraggono i maggiori investimenti in ricerca e sviluppo, come gli Stati Uniti e il Giappone, ma anche con nuovi competitori come la Cina, l’India e il Brasile.
La fiscalità può avere un ruolo chiave nell’attuazione dell’Agenda di Lisbona, contribuendo in modo determinante a creare un ambiente favorevole allo sviluppo delle attività di ricerca e di innovazione.
La ricerca delinea innanzitutto la cornice europea della fiscalità dell’innovazione, perché una politica fiscale di dimensione europea è indispensabile per raccogliere una sfida competitiva di scala mondiale; quindi si sofferma sulle fiscalità di alcuni Paesi dell’Unione europea, compresa l’Italia.
Le direttrici della ricerca, di >>>
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Silvia Cipollina Università degli Studi di PAVIAObiettivo del Programma di Ricerca
La ricerca si prefigge l’obiettivo di analizzare lo “stato dell’arte” della fiscalità dell’innovazione in Europa, da un punto di vista strettamente giuridico.Per favorire lo sviluppo della ricerca e dell’innovazione europee, è senza dubbio necessario che vengano promosse politiche fiscali sostenibili, sia a livello europeo, che a livello nazionale.
La fiscalità è, infatti, uno dei fattori strategici per le decisioni di investimento in attività di R&S.
Tuttavia, esulano dalle finalità di questa ricerca il profilo economico dell’analisi e la formulazione di proposte per ridisegnare la fiscalità in senso innovation-friendly.
La ricerca ha, piuttosto, un fine strumentale, prodromico, rispetto ai contenuti di eventuali interventi riformatori: il fine di ricostruire, de iure condito, i lineamenti dell’attuale fiscalità dell’innovazione.
Non esiste, evidentemente, un'unica fiscalità dell’innovazione in Europa.
Da un lato, vi è il modello delineato dalle istituzioni comunitarie per promuovere – soprattutto dal punto di vista della fiscalità generale – la convergenza e la semplificazione dei sistemi, sia nel settore dell’imposizione diretta, sia nel settore dell’imposizione indiretta.
Dall’altro lato, vi sono le politiche fiscali nazionali a sostegno delle attività di ricerca e innovazione: politiche che possono tradursi, in modo differente, nella predisposizione di un “ambiente” fiscale generale favorevole ed anche in >>>
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
L’art. 3, comma 1, lett. n) del Trattato CE indica espressamente, tra le azioni della Comunità: “la promozione della ricerca e dello sviluppo tecnologico”.Per assicurare l’effettivo perseguimento di questa finalità, è stata attuata la revisione intermedia della cosiddetta “agenda di Lisbona”, l’ampio programma di riforme avviato dal Consiglio europeo nel marzo del 2000.
Si è constatato infatti che, rispetto agli obiettivi di Lisbona, i progressi compiuti sono diseguali, sia per la difficile congiuntura economica, sia per la carenza di coordinamento delle azioni intraprese.
Nella Comunicazione del 2 febbraio 2005 al Consiglio europeo di primavera “Lavorare insieme per la crescita e l’occupazione. Il rilancio della strategia di Lisbona” (Comunicazione del presidente Barroso d’intesa con il vicepresidente Verheugen, COM (2005) 24), la Commissione europea ha ribadito la necessità di un rinnovato impegno, anche perché: “Le sfide da superare appaiono ancora più urgenti di fronte al fenomeno dell’invecchiamento della popolazione e alla concorrenza su scala mondiale”. E il “costo della non Europa”, cioè il costo della mancanza di iniziative, è elevato e quantificabile.
La Commissione non trascura di osservare come gli obiettivi indicati nell’originaria agenda di Lisbona e nella strategia per il suo rilancio presuppongano un’azione di partenariato, che coinvolge le istituzioni europee, i governi e le amministrazioni a livello nazionale, regionale e >>>



