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PROGRAMMA DI RICERCA 2006
italiano - english
Unità di Ricerca
Programmi di ricerca simili:
- 1 - Il Progetto di Costituzione per l'Europa, i diritti fondamentali e l'autonomia privata nell'Unione Europea
- 2 - L'evoluzione del diritto penale nei settori d'interesse europeo alla luce del nuovo progetto di riforma dei Trattati
- 3 - I principi del diritto amministrativo dell’ambiente
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- 6 - GARANZIE E TUTELE EUROPEE DEL CONTRIBUENTE NELL’APPLICAZIONE DELLE IMPOSTE
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- 8 - Magistrature, giurisdizioni ed equilibrio istituzionale (MaGIE)
- 9 - Cultura giuridica, democrazia, e costituzionalismo in Europa
- 10 - Istituzioni nazionali e Costituzione europea. Analisi comparata delle istituzioni dei Paesi membri nel quadro costituzionale europeo: potenzialità operative e problemi di adeguatezza e di adattamento reciproco.
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze giuridiche
Classificazione geografica
- Regione: Lombardia
Bibliografia
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Parole Chiave
PRIMATO DIRITTO COMUNITARIO, ADATTAMENTO-EFFETTO DIRETTO, ATTI DEL SECONDO E TERZO PILASTRO, CONTROLIMITI, RIPARTO COMPETENZE STATO-REGIONI, DELIMITAZIONE “ORIZZONTALE” COMPETENZE UE, SANZIONI PECUNIARIE-FRODE- RICICLAGGIO, INTERPRETAZIONE CONFORME, CONTROLLO GIURISDIZIONALEAdattamento al diritto comunitario e dell'Unione europea. Nuovi aspetti problematici e verifica delle soluzioni acquisite.
Università degli Studi di MilanoAbstract
Come noto,nel 2008,secondo anno dell’attività di ricerca qualora il progetto fosse approvato,saranno trascorsi cinquanta anni dall’entrata in vigore del trattato istitutivo della Comunità (economica)europea e quasi dieci da quella del trattato sull’Unione europea,nella versione “ristrutturata” ad Amsterdam.Alla luce del continuo sviluppo del processo di integrazione europea (peraltro non sempre realizzatosi in modo lineare e costante),la ricerca si propone di(I)studiare i meccanismi attraverso cui l’ordinamento italiano si conforma alle norme comunitarie e dell’Unione europea,ovvero di quelle elaborate in attuazione delle disposizioni del secondo e terzo pilastro,al fine di(II)verificare l’attualità delle soluzioni acquisite,con particolare riguardo all’adattamento al diritto comunitario in senso proprio,adottato cioè nel primo pilastro(si pensi,per tutte,all’attualità della giurisprudenza Granital, recentemente “incrinata” da alcune pronunce che sembrano estendere,valorizzandola,la c.d. teoria dei “controlimiti” alla prevalenza del diritto comunitario sul diritto nazionale)ed alle competenze delle Regioni in tale contesto,e di(III)analizzare le difficoltà e problematiche che ancora si pongono nell’attuazione del diritto comunitario derivato,nonché di quelle nuove che si incontrano nel recepimento degli atti del secondo e terzo pilastro.
L’attività di ricerca svolta dalle singole Unità,pur rispettando la ripartizione di competenze tra le stesse,si coordiner >>>
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Massimo Condinanzi Università degli Studi di MILANOObiettivo del Programma di Ricerca
Obiettivo della presente ricerca è,come può desumersi dal suo titolo,(i)lo studio dei meccanismi attraverso cui l’ordinamento italiano si conforma alle norme comunitarie e dell’Unione europea,ovvero di quelle elaborate in attuazione delle disposizioni del secondo e terzo pilastro,al fine di (ii) verificare l’attualità delle soluzioni acquisite,con particolare riguardo all’adattamento al diritto comunitario in senso proprio (primo pilastro) e alle competenze delle Regioni in tale contesto,e di (iii) analizzare le difficoltà e problematiche che ancora si pongono nell’attuazione del diritto comunitario derivato,nonché di quelle nuove che si incontrano nel recepimento degli atti del secondo e terzo pilastro.Pur nel rispetto della ripartizione di competenze delle singole Unità,l’attività di ricerca svolta dalle stesse si delineerà in modo coordinato,nell’ambito di una logica comune sottesa al progetto nel suo complesso.
Trascorsi cinquanta anni (nel 2008,secondo anno dell’attività di ricerca nel caso di approvazione del progetto) dall’entrata in vigore del trattato istitutivo della Comunità (economica) europea e quasi dieci da quella del trattato sull’Unione europea,nella versione profondamente “ristrutturata” ad Amsterdam,sembra infatti particolarmente utile affrontare le suddette tematiche in una visione “globale”,che consenta di:
a)evidenziare le notevoli differenze che ancora sussistono tra i tre pilastri,poiché infatti,come noto,l’Unione europea,bench >>>
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
La base di partenza scientifica della ricerca in oggetto si fonda:a) sulla natura e l’efficacia giuridica propria sia degli atti di diritto comunitario derivato (ovvero degli atti del primo pilastro, o pilastro “comunitario” in senso proprio) sia di quelli (di più recente creazione ed impiego) adottati in attuazione delle disposizioni del secondo e del terzo pilastro dell’Unione europea (rispettivamente titolo V e titolo VI TUE);
b) sulle differenti scelte operate dal legislatore nazionale per recepire nell’ordinamento interno il diritto comunitario e quello dell’Unione europea, prestando particolare attenzione al ruolo svolto dalle Regioni dopo la riforma del titolo V, Parte II, della Costituzione (ed evidenziando analogie e differenze con l’attività precedentemente posta in essere dalle stesse in sede di trasposizione del diritto comunitario nell’ordinamento interno) e distinguendo in particolare, in seno all’Unione, le modalità attraverso cui si procede all’adattamento, realizzandosi esso infatti nel secondo pilastro per lo più attraverso interventi di tipo “operativo” e, invece, nel terzo pilastro anche con il ricorso ai più classici strumenti normativi;
c) sulle dissertazioni dottrinali di cui si è dato conto nei riferimenti bibliografici del modello A e dei modelli B delle singole Unità operative partecipanti al progetto di ricerca;
d) sugli esiti della giurisprudenza della Corte di Giustizia delle Comunità europee e della giurisprudenza >>>



