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PROGRAMMA DI RICERCA 2006

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
A. Busà, Bonifica e ripristino dei siti inquinati dai rifiuti, in Ambiente n. 3/97, 263
P. Pagliara, Bonifica dei siti inquinati: dibattito ancora aperto, in Ambiente, n.8/98, 663
F. Trailo, Bonifica e ripristino dei siti inquinati: rilievi civilistici, in Ambiente n.12/97, 967.
A.Pagliara, Bonifica dei siti contaminati: dibattito ancora aperto(II), in Ambiente n.9/1998, 743
F. Giampietro, Bonifica dei siti inquinati:dal dlgs Ronchi al Ronchi bis, in Ambiente n. 1/98, 67
E. Aliotta, Bonifica e ripristino dei siti inquinati: rilievi penalistici, in Ambiente n.12/97, n.974.
E. Aliotta, Bonifica dei siti: tutto da rifare!, in Ambiente n. 1/98, 75.
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L. Prati, La responsabilità del proprietario per la bonifica dei siti inquinati nell’art.17 del Dlgs 22/97 e nel dm 471/99, in Riv. Giur.amb. 2000, 5, 667.
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Parole Chiave
AMBIENTE, PRINCIPIO DI PRECAUZIONE, DANNO, BONIFICA

Illecito ambientale e modelli di tutela nel Codice dell'Ambiente (d.lgs. n. 152/06): precauzione, riparazione e sanzioni.

Università degli Studi di Catania
Abstract
Il programma di ricerca si propone di studiare con approccio interdisciplinare, il tema dei modelli e delle tecniche di tutela volte a contrastare l'illecito ambientale, con particolare riguardo alle discipline poste dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (c.d. codice dell'ambiente).
Particolare attenzione verrà dedicata all'esame del principio di precauzione, sancito solennemente nel Trattato dell'unione europea e accolto nella recente legislazione ambientale nazionale, in forza del quale si accosta alla disciplina dell'inibitoria, risalente alla tradizione, la previsione di obblighi per gli operatori economici volti ad informare le autorità e ad adottare le misure preventive idonee ad evitare il verificarsi dei danni e a circoscriverne la portata. Con riferimento a tale principio, prendendo spunto da alcune Risoluzioni della Commissione europea sono stati definiti in maniera puntuale i presupposti, le modalità di applicazione, gli strumenti idonei per il suo soddisfacimento. In particolare, la disposizione contenuta nell’art. 301, nella parte dedicata alla tutela risarcitoria contro i danni all’ambiente, prevede una dettagliata regolamentazione del principio di precauzione. Successivamente si intende valutare se ed in quali categorie della dogmatica penale il principio di precauzione – quale criterio generale che informa, unitamente ad altri principi, il nuovo codice – possa trovare legittimo ingresso. Ed invero, preso atto che il >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Ida Angela Nicotra Università degli Studi di CATANIA
Obiettivo del Programma di Ricerca
L’obiettivo centrale del programma di ricerca si prefigge di verificare la tenuta complessiva del nuovo codice ambientale, concentrando l’attenzione sulla coerenza delle tecniche di tutela. In dettaglio, l’indagine verterà sul principio precauzionale, sul tema dell’illecito ambientale e sulla conseguente responsabilità sia civile che penale, nonché sulla materia delle bonifiche dei siti contaminati.
Si ritiene, infatti, che l’approccio precauzionale costituisce una regola comportamentale capace di orientare il decisore pubblico dinanzi alla necessità di scongiurare taluni rischi potenziali che potrebbero influire negativamente su beni ritenuti fondamentali dalla società. Sicché, anche laddove il sapere scientifico non è in grado di approdare a risultati certi ed obiettivi, gli Stati sono chiamati ad intervenire con misure di tutela della salute umana, dell’ambiente e dell’ecosistema.
Sul versante delle bonifiche, la normativa è stata oggetto di differenti interventi nazionali e regionali con cui, a partire dagli anni 80 (cfr. ad es. artt. 5 e 17 l. 29 ottobre 1987, n. 441 sulla redazione dei piani regionali di bonifica; art. 9 ter, l. n 475/1988 sull’ampliamento della dotazione finanziaria a favore dell’effettuazione di bonifiche in aree suscettibili di provocare danni ambientali), si è tentato di fornire soluzioni alle molteplici emergenze ambientali che il legislatore era chiamato a dover fronteggiare. Peraltro, il carattere disorganico e frammentario di >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
La base di partenza scientifica del programma di ricerca è costituita dall’analisi delle principali tematiche che caratterizzano talune partiture fondamentali del diritto ambientale italiano. In particolare verranno presi in considerazione i temi riguardanti il principio di precauzione, la responsabilità civile e penale derivante da illiceto ambientale, nonché la disciplina delle bonifiche dei siti contaminati, anche nella consapevolezza di un differente scenario di riferimento fattuale che esige, oggi, una precisa scelta di politica ambientale.
Le tematiche richiamate verranno analizzate alla luce del nuovo Codice Ambientale (dlgs 152 del 2006), approvato in attuazione della legge delega n. 308 del 2004.
In primo luogo, la regola precauzionale, sancita solennemente nel Trattato dell’Unione Europa, ha trovato pieno accoglimento nel diritto ambientale italiano, che prendendo spunto da alcune Risoluzioni della Commissione Europea, ha in maniera puntuale disciplinato i presupposti, le modalità di applicazione, gli strumenti idonei per un suo pieno soddisfacimento. In particolare, la disposizione contenuta nell’art. 301, nella parte dedicata alla tutela risarcitoria contro i danni all’ambiente, prevede una dettagliata regolamentazione del principio di precauzione.
La norma assume particolare rilievo anche alla luce delle ultime ricostruzioni giuridiche fondate sulla necessità di adottare misure preventive al verificarsi di un danno probabile, anche qualora >>>