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PROGRAMMA DI RICERCA 2006
italiano - english
Unità di Ricerca
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- 1 - LA TUTELA DEL PATRIMONIO CULTURALE NEL DIRITTO INTERNAZIONALE: PROBLEMI IRRISOLTI E NUOVE SFIDE
- 2 - Attività di monitoraggio dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro e tutela del lavoro minorile
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze giuridiche
Classificazione geografica
- Regione: Campania
Bibliografia
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Parole Chiave
AMBIENTE, MEDITERRANEO, PROTEZIONE ECOLOGICA, STATI COSTIERI, DIRITTO DEL MARE, ZONE PESCA, ZONA ARCHEOLOGICAOltre Montego Bay: nuove tendenze verso il controllo degli spazi marini adiacenti.
Università degli Studi di Napoli "Federico II"Abstract
Le tre unità di ricerca coinvolte si prefiggono di analizzare le manifestazioni della tendenza degli Stati costieri ad estendere il loro controllo sulle acque adiacenti mediante l'istituzione di zone di esercizio di potestà funzionali innovative per il bacino del Mediterraneo.L’analisi, che in primo luogo mirerà a ricostruire i tratti salienti degli istituti nei quali tale tendenza si concretizza, muovendo dallo studio della normativa internazionale in materia di diritto del mare e di protezione del patrimonio culturale subacqueo,si volgerà poi ad una attenta valutazione dell’impatto sul Mediterraneo delle nuove e crescenti correnti di traffico commerciale verso il continente asiatico e turistico al proprio interno.Inoltre sarà studiato il regime giuridico delle diverse aree di pesca proclamate in tale bacino. I grandi progressi della tecnica, caratterizzati dalla diffusione di attrezzature di pesca e di ricerca marina e sottomarina sempre più complesse, hanno reso possibili nuove forme di sfruttamento degli spazi marini, con gravi pericoli per il patrimonio archeologico sommerso. Di qui la necessità di una disciplina internazionale uniforme che anzitutto preservi nell’area mediterranea i beni culturali sommersi dalle attività illecite dei ricercatori marini.
In tale prospettiva sarà in primo luogo definito un quadro completo della normativa applicabile al ritrovamento di beni di interesse archeologico e storico nelle acque soggette alla giurisdizione >>>
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Luigi Sico Università degli Studi di NAPOLI "Federico II"Obiettivo del Programma di Ricerca
Le tre unità di ricwerca intendono analizzare la tendenza degli stati costieri ad estendere il loro controllo su acque adiacenti mediante l'instituzione di zone che li abilitano ad esercitare poteri funzionali insoliti nel bacino mediterraneo. Il progetto di ricerca intende fornire un esame ad ampio spettro delle nuove tendenze emerse in tema di controllo da parte degli Stati costieri degli spazi marini adiacenti, evidenziando un superamento della disciplina prevista dalla Convenzione di Montego Bay del 1982.Lo studio si palesa rilevante in quanto la pretesa avanzata dagli Stati costieri ad un più esteso controllo delle acque adiacenti implica, oltre all’insorgenza di nuove zone (ecologica, di pesca e archeologica) accanto a quelle tradizionali, conseguenze su importanti istituti ormai consolidati, come l’erosione del cosiddetto “passaggio inoffensivo” nel mare territoriale, mediante previsione di meccanismi autorizzativi, nonché sul regime giuridico di zone già esistenti, come la zona economica esclusiva, che appare talvolta scomposta nei suoi elementi costitutivi, ai quali si tende a conferire autonoma rilevanza.
La circostanza che le novità sopra evidenziate non siano ancora state fatte oggetto di uno studio sistematico da parte della dottrina attribuisce alla presente ricerca un evidente carattere di innovatività
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
E’ in una fase relativamente recente che il problema della protezione internazionale dell’ambiente marino ha cominciato a presentarsi in maniera sempre più pressante all’attenzione degli operatori giuridici, sia di diritto interno che di diritto internazionale.Infatti l’esigenza di affrontare la questione della tutela del mare si é posta di pari passo con il processo di industrializzazione ed ha spinto gli Stati ad adottare una serie di convenzioni internazionali, stipulate a partire dagli anni cinquanta, sia nella forma di convenzioni a carattere settoriale, che in quella di convenzioni di carattere regionale.Entro tali ambiti queste convenzioni internazionali non si occupano del profilo della responsabilità internazionale dello Stato, ma si limitano a fissare una serie di obblighi reciproci e bilaterali per gli Stati contraenti sulla base della contrapposizione tra interessi dello Stato della bandiera ed interessi dello Stato costiero. Negli anni settanta, si assiste però ad un profondo mutamento causato, da una parte, dal verificarsi dei gravi incidenti della Torrey Canyon nel 1967 e dell’Amoco Cadiz nel 1978 e, dall’altra, da una sensibilizzazione a livello giuridico sul problema dell’ambiente. Questo mutamento di tendenza influisce sulle successive convenzioni internazionali. Esse, infatti, attribuiscono maggior rilievo alla questione della responsabilità internazionale degli Stati, anche se in taluni casi, si limitano soltanto a ripetere le formule contenute >>>



