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PROGRAMMA DI RICERCA 2006

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
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Zoppoli (1991) La corrispettività nel rapporto di lavoro, ESI, Napoli
Parole Chiave
LAVORO, TEMPO, POTERI DATORIALI, LIBERTÀ, COSTITUZIONE, UNIONE EUROPEA, DIRITTO COMPARATO, CONTRATTO, ORARIO

LE DIMENSIONI GIURIDICHE DEI TEMPI DI LAVORO E LE TRASFORMAZIONI DELL'ORGANIZZAZIONE PRODUTTIVA. UN PROFILO DI DIRITTO NAZIONALE E COMPARATO NELL'UNIONE EUROPEA

Università degli Studi di Bari
Abstract
La ricerca si propone l’obiettivo di analizzare la dimensione giuridica del profilo «temporale» dell’organizzazione del lavoro, esaminata in particolare nella prospettiva degli interessi che risultano in essa coinvolti, con una metodologia d’indagine per molti versi inedita ed aggiornata rispetto alla base scientifica di conoscenza (v. infra).
Al riguardo l’elemento peculiare dell’obiettivo della ricerca è l’unitarietà dell’approccio analitico alla disciplina giuridica dei tempi del lavoro – espressione da intendere “al plurale” nel senso sopra prospettato – nel contesto delle forme nuove di organizzazione flessibile dei processi produttivi. La ricerca si propone di analizzare il sistema giuridico del tempo del lavoro in una prospettiva trasversale – perciò unificante - revocando in dubbio la tradizionale propensione scientifica a considerare (e quindi concettualizzare) separatamente istituti che, benché strutturalmente diversi – in quanto riguardanti la dimensione del rapporto (tipologie contrattuali flessibili) ovvero la dimensione della prestazione (tempo di lavoro e di non-lavoro) – sono strettamente collegati dal punto di vista funzionale - in quanto tutti incidenti sulla regolazione giuridica dei tempi di lavoro.
Un secondo profilo che connota l’obiettivo della ricerca è costituito dalla assunzione della prospettiva comunitaria e comparata, dal momento che il suo campo di indagine non si arresta ai confini dell’ordinamento giuridico nazionale, ma include >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Bruno Veneziani Università degli Studi di BARI
Obiettivo del Programma di Ricerca
Sono rare le pubblicazioni nella letteratura sociale che, nel descrivere le trasformazioni dei processi produttivi, non facciano riferimento alla organizzazione dei tempi della produzione, nonché, conseguenzialmente, del lavoro. Ciò è facilmente spiegabile ove si tenga presente che, nell’ambito di queste trasformazioni, risulta determinante la questione della «flessibilità», la quale riguarda sostanzialmente la variabilità della qualità e della quantità della produzione; e che rispetto a quest’ultima assume, a sua volta, rilievo centrale il fattore temporale sul piano tanto della disponibilità della forza lavoro (con specifico riferimento agli strumenti contrattuali di utilizzo della forza lavoro), quanto della produttività del lavoro.

Queste trasformazioni dei processi produttivi non sono naturalmente indifferenti per l’ordinamento giuridico, almeno nei sistemi – quali quelli dell’Europa comunitaria – che rifiutano di lasciare solo al mercato la funzione di determinare gli assetti organizzativi della produzione capitalistica. In essi, pertanto, il diritto positivo interviene a regolamentarne gli aspetti più significativi, tra cui, in special modo, quelli che attengono ai tempi del lavoro (espressione con la quale ci si intende riferire agli istituti intrinsecamente connotati dal fattore temporale, riguardanti tanto il rapporto contrattuale in sé considerato, quanto la prestazione di lavoro quale elemento oggettivo del contratto).

La ricerca si >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
La base scientifica di conoscenza della materia oggetto della ricerca dimostra che, sia al livello del dibattito scientifico nazionale, sia al livello europeo, i tempi di lavoro sono stati sempre concepiti, regolati ed analizzati nella prevalente prospettiva della disciplina specifica dell’orario di lavoro, collocando ogni altro profilo che s’intende qui analizzare (cioè le diverse tipologie dei contratti temporalmente flessibili, gli istituti dogmatici della concezione giuridica del lavoro, gli istituti a tutela della libertà dal lavoro) come compartimenti separati ed analizzabili separatamente. La chiave di lettura proposta, come elemento peculiare della ricerca, muove la riflessione dalla messa in evidenza di elementi comuni a questi diversi campi d’indagine.

Il primo elemento da cui partire è quello del potere di organizzazione della produzione, e quindi del tempo di lavoro. Il potere datoriale sul tempo di lavoro si configura, anzitutto, come potere di distribuzione (della durata) della prestazione lavorativa (cioè di distribuzione dell’orario “normale”) in un arco predeterminato di tempo, assoggettato al solo limite della durata massima della prestazione medesima. La giurisprudenza e la dottrina non concordano sull’esistenza di un potere di unilaterale modificazione dell’orario, come diretta espressione del potere direttivo e organizzativo del datore di lavoro. Come segnalato dalle più recenti ricerche in materia di potere datoriale (Perulli 1992 >>>