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PROGRAMMA DI RICERCA 2006

italiano - english
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Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
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Parole Chiave
DISUGUAGLIANZE, COESIONE SOCIALE, SISTEMA VALORIALE, NORME SOCIALI, RAPPORTI INTERPERSONALI, ASSOCIAZIONISMO, APPARTENENZA

Disuguaglianza e coesione sociale

Università degli Studi di Trento
Abstract
Il progetto di ricerca qui presentato intende esaminare le relazioni che intercorrono tra la configurazione delle disuguaglianze esistenti nella società italiana e il livello di coesione sociale in essa presente.
Il punto di partenza dell'analisi è costituito dal tentativo di indagare la fondatezza di una convinzione oggi largamente condivisa da molti studiosi e policy makers europei, secondo la quale tra disuguaglianza e coesione sociale esisterebbe una relazione inversa. In altri termini, essi sostengono che elevati livelli di disuguaglianza si accompagnano a forti tensioni e conflitti sociali, mentre contenuti livelli di disparità assicurerebbero il pacifico e ordinato funzionamento dei sistemi sociali.
In prima istanza le affermazioni che precedono paiono del tutto ragionevoli. In realtà, esistono considerazioni di carattere teorico ed osservazioni di carattere empirico che le rendono meno solide di quanto appaia a prima vista. In effetti, autori come Durkheim, Weber, Simmel, Parsons, Runciman e Daharendorf hanno convincentemente sottolineato il ruolo dei processi di legittimazione dell'ineguaglianza nel mediare gli effetti sociali di quest'ultima. In particolare, essi hanno sostenuto che anche società con profonde disparità sociali possono essere caratterizzate da elevati livelli di coesione sociale e da contenuti fenomeni di conflitto. E' sufficiente che queste disuguaglianze siano percepite come giuste ed accettabili. Del resto >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Antonio Schizzerotto Università degli Studi di TRENTO
Obiettivo del Programma di Ricerca
Il progetto di ricerca si propone di studiare quali siano le relazioni che intercorrono tra le disuguaglianze sociali, di ordine materiale e simbolico, esistenti nella società italiana e il suo grado di coesione sociale. Con quest’ultima espressione intendiamo, provvisoriamente, fare riferimento alla presenza, tra i componenti di una società, di intense relazioni interpersonali, di sistemi di valore e di schemi di riferimento ampiamente condivisi, di un diffuso senso di appartenenza a questa stessa società.
Per l’esattezza la ricerca qui proposta intende sottoporre a verifica empirica la validità di due ipotesi in materia di rapporti tra disparità sociali e livelli di coesione sociale che sono oggetto di intensi dibattiti teorici, ma di limitati riscontri osservativi.
La prima ipotesi è riassumibile dicendo che tra disuguaglianza e coesione sociale esisterebbe un legame inverso cosicché una riduzione dell'intensità di quella produrrebbe un innalzamento della consistenza di questa. La seconda sostiene, invece, che il nesso tra disparità sociali e coesione sociale è indiretto, ossia mediato: a) dalla posizione occupata dai singoli nella stratificazione sociale; b) dalla loro percezione, in funzione di questa posizione, dell'intensità delle disuguaglianze oggettivamente esistenti; e c) dal grado di condivisione collettiva dei criteri di valore e normativi in base ai quali le disuguaglianze sono legittimate (o cercano di esserlo). Secondo >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
La questione dei legami che intercorrono tra disuguaglianza e coesione sociale è poco dibattuto nel nostro paese ed è, invece, oggetto di frequenti discussioni in Europa e in sede Oecd. Anche in tal caso, tuttavia, esso permane un tema insufficientemente indagato sotto il profilo teorico e, ancor più, sotto quello empirico.
Iniziando dagli aspetti concettuali e dalla nozione di disuguaglianza, si può dire che i sociologi concordino nell’utilizzare il termine in questione per riferirsi a disparità oggettive e sistematiche, intercorrenti tra gruppi sociali, nella capacità di influenzare il comportamento altrui e di ottenere ricompensi e privilegi. Dissensi ancora consistenti esistono, però, in merito ai fattori che innescano la disuguaglianza e alla sua consistenza. Così accanto a quanti ritengono che oggi le disuguaglianze siano frammentate entro singoli ambiti istituzionali al cui interno operano criteri difformi di discriminazione (Dahrendorf, 1959; Luhman, 1984; Beck, 1986), stanno coloro che, invece, pensano che le principali disparità sociali si cristallizzino attorno a uno o a pochi fattori principali. Tra questi ultimi, poi, alcuni ritengono che il fattore in questione sia ancora costituito dalle classi occupazionali (Erikson e Goldthorpe, 1996; Schizzerotto 2002; Breen 2005) e altri pensano che questo ruolo sia, invece, svolto dalle appartenenze di genere o, più di rado, di generazione (Crompton 1998; Murphy 1986). Più di recente, inoltre, si è affermata la >>>