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PROGRAMMA DI RICERCA 2006

italiano - english
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Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
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Parole Chiave
SVILUPPO, CRIMINALITÀ ORGANIZZATA, CONOSCENZA E DECISIONI PUBBLICHE, INNOVAZIONE TECNOLOGICA, POLITICHE SOCIALI, INTEGRAZIONE SOCIALE, LAVORO, LEGALITÀ, NEW MEDIA

Dimensioni dello sviluppo. Sicurezza, politiche sociali, innovazione.

Università degli Studi di Palermo
Abstract
Tra i fattori che incidono maggiormente sul "ritardo" dello sviluppo del Mezzogiorno, vengono individuate "dimensioni" che investono ambiti di intervento prioritari nell'agenda politica che l’Unione Europea propone per le regioni Obiettivo 1: la sicurezza sociale,intesa come condizione necessaria per lo sviluppo socioeconomico;l'integrazione sociale costruita attraverso politiche di welfare che si avvalgono di nuovi strumenti della programmazione partecipata;l'innovazione scientifica e tecnologica come obiettivo di politiche orientate alla costruzione di sistemi istituzionali di trasferimento delle conoscenze dai contesti della ricerca a quelli della sua valorizzazione economica.Tali dimensioni, per quanto distinte,si prestano all'analisi attraverso un percorso di ricerca sorretto da un intento analitico che coniuga due prospettive di integrazione:quella che individua condizioni di efficacia per le decisioni pubbliche nell'integrazione tra politiche che intervengono su un medesimo territorio;quella che individua come condizioni di efficacia per ciascuna politica di intervento l’integrazione,nella base conoscitiva in relazione alla quale sono assunte le decisioni,di conoscenze e saperi tra loro eterogenei.
Obiettivo del programma di ricerca è dunque quello di individuare dimensioni dello sviluppo su cui incidano: a)interventi volti a contrastare la presenza di forme di controllo illegale dell'economia; b)politiche >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Antonio La Spina Università degli Studi di PALERMO
Obiettivo del Programma di Ricerca
L'obiettivo è suddiviso in macro e micro obiettivi. Il macro obiettivo analizzerà le forme dello sviluppo nel Mezzogiorno in relazione alle politiche sociali, all'innovazione tecnologica e alla sicurezza sociale. Si intendono analizzare le dinamiche dello sviluppo del Mezzogiorno, le contemporanee difficoltà di crescita e sviluppo - attraverso modelli interpretativi differenti rispetto a quelli "dualistici" o di sviluppo endogeno ad economia aperta, privilegiando invece la teoria della crescita non equilibrata e l'istituzione di agenzie di sviluppo; e le modalità delle procedure di selezione e di gestione delle politiche pubbliche e il trasferimento della conoscenza.
È necessario sia "privilegiare" un controllo delle iniziative e delle politiche orientate allo sviluppo, che prevedere una possibilità di "gestione" realizzata anche attraverso il ricorso ad agenzie di sviluppo isolate dal circuito politico. Tali agenzie affrontano il tema dello sviluppo sia dal punto di vista dei fattori permissivi, sia di quelli ostativi, di tipo "legale" e di tipo illegale. Si intende analizzare come e quanto fattori permissivi e ostativi dello sviluppo incidano sulle possibilità di crescita, includendo tra questi fattori il ruolo dei processi decisionali delle politiche pubbliche e del capitale di conoscenza scientifica e tecnologica anche attraverso l'azione svolta da un'agenzia di natura affatto particolare quale pu >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Le problematiche dello sviluppo occupano buona parte dell’agenda politica di diverse nazioni. Più recentemente sia i paesi in via di sviluppo sia i paesi industrializzati tendono a produrre politiche pubbliche per lo sviluppo finalizzate, più che alla crescita del PIL complessivo, al riequilibrio socioeconomico di aree territoriali arretrate. Se fino alla metà degli anni Settanta il consolidamento dell’economia dello sviluppo - e dunque, da una parte, di tutti i progetti politici di sviluppo, le realizzazioni di questi progetti e la valutazione dei risultati, nonché, dall’altra, le riflessioni teoriche in ambiti disciplinari diversi, dall’economia alla sociologia - determinava un orientamento culturale volto a considerare lo sviluppo come un processo lineare ed omogeneo che, dunque, anche nelle sue declinazioni più decentrate, poteva essere innescato attraverso una serie “meccanismi” considerati come condizioni necessarie e sufficienti alla sua realizzazione, e il cui indicatore principale veniva considerato per l'appunto la crescita del PIL, dalla metà degli anni Settanta in poi, a causa soprattutto della diversa congiuntura economica, delle crisi dell’economia mondiale (prima fra tutte quella petrolifera) e del modello di produzione legato alla grande impresa - il modello fordista - cambia la stessa tipologia di sviluppo e i suoi paradigmi. Non si parla più dunque di un modello e di un percorso di sviluppo ma di più modelli e più percorsi, differenziati in base alle >>>