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PROGRAMMA DI RICERCA 2006

italiano - english
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Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
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Id., Le “epurazioni” della magistratura in Italia. Dal Regno di Sardegna alla repubblica: 1848-1951, in “Clio”, XXIX, 1993, pp. 519 ss.
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G. TOSATTI, Il Ministero dell'interno. Uomini e strutture (1861-1961), Roma, Effegierre, 2004
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Parole Chiave
MAGISTRATURE, CONFLITTO GIURISDIZIONE/POLITICA, COSTITUZIONALISMO, GIURISDIZIONE, AMMINISTRAZIONE, BIOGRAFIE, EPURAZIONE ANTIFASCISTA, CONSIGLIO DI STATO, CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA

Magistratura e politica nello Stato moderno e contemporaneo. Origini e sviluppi storici del conflitto tra potere politico e potere giurisdizionale

Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
Abstract
Il progetto concerne il rapporto magistrature/potere politico in varie epoche e in diversi contesti storici, in base alla loro emblematicità (in quanto significativi del diverso declinarsi di quel rapporto tra età moderna e età contemporanea) ma anche tenendo conto delle condizioni della ricerca (le fonti e l’attualità dei problemi storiografici).
La prima parte affronta la dialettica giurisdizione/politica (giurisdizione/amministrazione) nell’epoca in cui il tema emerge con evidenza (il XVIII sec.) e nel Paese europeo (la Francia) nel quale con maggior chiarezza se ne presentano le implicazioni teoriche e pratiche. Sullo sfondo campeggia il principio della separazione dei poteri. Per trattare questo delicato snodo teorico-pratico dello Stato occidentale sono proposte varie chiavi. La prima riguarda il costituzionalismo dei robins (l’ipotesi di un “costituzionalismo giurisdizionale”). La seconda concerne l’ideologia e l’esperienza del giurista-tipo di Antico Regime nel suo porsi di fronte al potere politico incarnato dal re, e si riassume in alcune figure emblematiche di giuristi-magistrati. Emerge specialmente il conflitto tra i due maggiori poteri pubblici: la giurisdizione, il cui vertice era in Francia la «corte sovrana» del Parlement, e la funzione d’indirizzo politico, divisa nei due lemmi istituzionali del legislativo e dell’esecutivo, che nell’Antico Regime erano formalmente fusi nella figura del re e nei suoi conseils privés.
Completano il quadro di >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Guido Salvatore Melis Università degli Studi di ROMA "La Sapienza"
Obiettivo del Programma di Ricerca
Gli obiettivi del programma di ricerca sono:

a) Per la prima fase:

1. pubblicazione (in prosecuzione di precedenti ricerche, in particolare di quelle del prof. Francesco Di Donato) di uno studio sull’ideologia dei Robins nella Francia dei Lumi incentrato proprio sul periodo della riforma attuata dal cancelliere e guardasigilli Maupeou;
2. estensione di quell’impianto metodologico ad una ulteriore ricerca sull’evento cruciale (allo stato dell’arte ancora privo di una convincente spiegazione razionale) del «richiamo» dei parlamenti nel 1774, dopo la loro soppressione ad opera di Turgot, tecnocrate fisiocratico imbevuto della scuola dei philosophes e quindi attestato su posizioni politiche e ideologiche alternative alla visione del mondo e all’assetto sociale propri della magistratura parlamentare;
3. realizzazione e pubblicazione, sulla base della copiosa documentazione archivistica tuttora largamente inesplorata e della letteratura a stampa del tempo, di un quadro prosopografico dei magistrati attivi nel Regno di Sardegna dal 1551 al 1770 basato sulla redazione di una scheda per ogni singolo magistrato contenente i principali dati professionali, biografici, culturali e di carriera e le indicazioni relative alle fonti;
4. ricostruzione della struttura giudiziaria della Reale Udienza del Regno di Sardegna e Reale Governazione del Capo di Sassari e di Logudoro e analisi delle decisiones dei tribunali per cogliere la formazione >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Il tema del rapporto tra magistrature e potere politico è da tempo oggetto, sotto vari punti di vista, di un partecipato dibattito storiografico a carattere internazionale. Per quanto riguarda la prima parte del progetto, inerente all’età moderna e più specificamente all’Ancien régime, ci si limita ad accennare al patrimonio rappresentato dagli studi storico-giuridici sui tribunali supremi e sulle magistrature nell’Italia moderna (a partire dai pionieristici studi di Gino Gorla). Rientrano in questo filone – per quanto concerne il caso italiano – i lavori di Cozzi, Ascheri, Petronio, Birocchi, Massetto e – come sintesi di un intero filone – il volume del 1993 su “Grandi tribunali e Rote nell’Italia di Antico Regime” curato da Sbriccoli e Bettoni. Più in ombra sono forse rimasti i temi della struttura burocratica dei grandi tribunali e quelli del reclutamento e della formazione dei magistrati (sebbene anche qui si debbano citare, per i vari casi regionali, i vecchi lavori di Visconti, Petronio, Chabod, Giarrizzo e quelli più recenti (li si cita alla rinfusa) di Massetto, Zorzoli, Genta, Ajello, Galasso, Cernigliaro, Rovito, Di Donato, Miletti, Romano, Sciuti Russi, Novarese, Anatra, Mattone). La recente storiografia ha guardato con particolare interesse all’opera degli storici spagnoli delle ultime generazioni sulle Audiencias e sui letrados, ed è specificamente in questa direzione (con particolare attenzione dunque alla dimensione prosopografica) che il progetto vuole >>>