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INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

PROGRAMMA DI RICERCA 2007

italiano - english

Reti societarie, capitale sociale e valorizzazione dei beni pubblici.

Università degli Studi di Bologna
Abstract
L'obiettivo centrale del presente progetto è quello di valutare quanto le diverse componenti del terzo Settore (reti e gruppi informali,singole organizzazioni che forniscono servizi alle persone ed organizzazioni ombrello o multi-level), siano capaci di produrre beni pubblici, intesi come esternalità positive per l'intera società. L’ipotesi di fondo è che il capitale sociale, nelle sue diverse forme, sia la variabile interveniente, estremamente significativa, che media la qualità e quantità di tali prodotti (beni pubblici).
Il criterio di divisione del lavoro tra le Unità che partecipano al progetto è lo schema di differenzianziazione del Terzo settore in tre livelli: le reti informali, le organizzazioni formalizzate, con particolare riferimento a quelle che producono servizi per le persone, le organizzazioni multilevel, altrimenti dette organizazioni ombrello. Ciascuna unità verificherà la capacità di uno di questi livelli di produrre beni pubblici o esternalità positive per tutta la società o la comunità.
In particolare:
- l'Unità di Verona si occuperà delle reti di prossimità, ossia delle relazioni amicali, di vicinato e legate all’ambiente di lavoro degli individui;
- l'Unità di Bologna studierà le diverse tipologie organizzative del Terzo settore: organizzazioni di volontariato ( L. 266/91), associazioni di promozione sociale (L.383/00), cooperative sociali (L.381/91), fondazioni civili (Libro I - Titolo II del CC);
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Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Pierpaolo Donati Università degli Studi di BOLOGNA
Obiettivo del Programma di Ricerca
Per molti aspetti il presente progetto di ricerca è finalizzato ad ampliare una precedente indagine che ha valutato la rilevanza delle reti societarie organizzate ed informali nel rafforzare la cultura civile attraverso le forme primarie e secondarie di capitale sociale (Donati, Colozzi (a cura di), 2006.
L'obiettivo centrale del presente progetto è di valutare quanto le diverse componenti del terzo Settore (reti e gruppi informali,singole organizzazioni che forniscono servizi alle persone ed organizzazioni ombrello o multi-level), siano capaci di produrre beni pubblici, intesi come esternalità positive per l'intera società. L’ipotesi di fondo è che il capitale sociale, nelle sue diverse forme, sia la variabile interveniente, estremamente significativa, che media la qualità e quantità di tali prodotti (beni pubblici).
L'unità di ricerca di Bologna concentrerà la sua analisi sulle Organizzazioni di Terzo Settore (OTS), intersecando il proprio ambito di ricerca con quello delle altre due unità di ricerca, che si occuperanno rispettivamente delle reti informali (Università di Verona) e delle organizzazioni ombrello presenti nel Terzo Settore (Cattolica di Milano), all'interno del medesimo disegno di ricerca. In questo modo riteniamo di ottenere un insieme di risultati convergente sullo stesso tema (la produzione di beni pubblici da parte delle reti societarie).
L’obiettivo generale e comune verrà conseguito dalle unità di ricerca che >>>

Risultati parziali attesi
I risultati che la ricerca dovrebbe produrre sono diversi.
Innanzitutto il progetto ha la pretesa di dare un contributo sostanziale alla teoria dei beni pubblici, in particolare attraverso l'approfondimento del concetto di bene relazionale e la sua operazionalizzazione. Inoltre, ci si aspetta di contribuire al dibattito aperto sulla capacità o meno delle reti societarie di non essere solo particolaristiche ma di produrre esternalità positive per l'intero contesto sociale. Per l'impostazione originale che si è scelta, dovremmo anche essere in grado di misurare se le diverse tipologie di reti societarie hanno una capacità differenziata di produrre beni pubblici utlizzando come medium per la produzione la creazione di capitale sociale.
I risultati della ricerca avranno anche importanti ricadute operative. L'elaborazione di un modello per la misurazione della qualità delle reti societarie, intesa come capacità di produrre beni relazionali, infatti, potrebbe essere utilizzata dalle Pubbliche Amministrazioni come strumento operativo per l'accreditamento delle organizzazioni non profit e per l'aggiudicazione degli appalti di servizio.

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Presenteremo di seguito lo stato dell'arte relativo ai tre temi che costituiscono il titolo del progetto di ricerca: capitale sociale,reti societarie, beni pubblici/beni relazionali.

-Capitale sociale e reti societarie
Studiando il capitale sociale, molti studiosi o implicitamente (Banfield 1958) o esplicitamente (Putnam 1993; 2000; Cartocci 2007) sono giunti a concludere che le reti societarie (informali o di prossimità e formali, cioè le associazioni) tendono a facilitare la chiusura degli individui, il loro particolarismo e l’attaccamento all’interesse personale o della comunità. Sarebbero invece gli atteggiamenti di apertura verso l’altro generalizzato (andare a votare, concedere fiducia interpersonale generalizzata, donare il sangue, etc.) a favorire la produzione, da parte della società civile, di esternalità positive per l’intero contesto sociale, a produrre cioè dei benefici pubblici. L’esito analitico più rilevante delle prospettive cui si è appena fatto riferimento è l’elusione delle relazioni sociali: è, cioè, l’esclusione dei reticoli d’interazione dallo studio sia del capitale sociale sia dei beni pubblici da esso prodotti.
Uno dei limiti più rilevanti di queste prospettive è, per dirla à la Portes (1998), la loro sostanziale circolarità. Esse danno vita, infatti, ad una circolarità logica tra variabili dipendenti (capitale sociale) e indipendenti (civismo, efficacia delle istituzioni, etc.): «come proprietà di comunità e >>>