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INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

PROGRAMMA DI RICERCA 2007

italiano - english
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Classificazione brevettuale
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Classificazione geografica
Parole Chiave
OBESITÀ, GRAVIDANZA, DIABETE GESTAZIONALE, IPERTENSIONE, ADIPOCITOCHINE

Obesità come fattore di rischio materno-fetale in gravidanza

Università Cattolica del Sacro Cuore
Abstract
L’obesità è un noto fattore di rischio metabolico e cardiovascolare ed considerata un significativo problema di salute pubblica a livello mondiale; la sua incidenza è in aumento tra le donne dei Paesi Occidentali.
Nel corso della gravidanza le donne obese sono predisposte a sviluppare una serie di complicanze: disordini ipertensivi, quali ipertensione gestazionale e preeclampsia, alterazioni del metabolismo glicemico quali ridotta tolleranza al glucosio e diabete gestazionale con alterazioni della crescita fetale. E’ altresì noto che in queste pazienti è presente con maggiore frequenza l’aborto spontaneo sporadico (AS), ripetuto (ASR) e ricorrente (ASRR). Per tale motivo queste pazienti sono considerate ad alto rischio in gravidanza e vengono monitorizzate in modo intensivo.
Tuttavia, non tutte le donne obese presenteranno tali patologie; pertanto l’identificazione precoce dei soggetti realmente a rischio potrebbe permettere un’ottimizzazione della sorveglianza.
Il tessuto adiposo si comporta come un organo endocrino producendo una serie di citochine che agiscono a livello di vari compartimenti corporei. Recentemente è stato dimostrato che una serie di molecole come le adipocitochine ed i fattori solubili angiogenici e anti-angiogenici rivestono un ruolo importante rispettivamente nella regolazione dell’omeostasi glucidica e della pressione arteriosa in gravidanza. Un’altra citochina (leukemia inhibitory factor—LIF), essenziale nel corretto dialogo tra >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Alessandro Caruso Università Cattolica del Sacro Cuore
Obiettivo del Programma di Ricerca
1. Valutare l’incidenza di diabete gestazionale e le complicanze della gravidanza nella popolazione di donne in sovrappeso (BMI tra 25-29) e di donne obese (BMI> 29)
2. Verificare se lo sviluppo di diabete gestazionale nelle donne obese rispetto alle non obese può essere predetta da alcuni fattori all’inizio di gravidanza quali: glicemia a digiuno, HOMA, insulinemia, leptina, adiponectina, TNF-alpha
3. Verificare l’incidenza di gradi minori di dismetabolismo glicidico in donne in sovrappeso e obese che non abbiano sviluppato diabete gestazionale (diagnosticato mediante glucose challenge test-- GCT, e oral glucose tolerance test--OGTT) e paragonare i profili glicemici con quelli di donne normopeso con gravidanze fisiologiche, non diabetiche precedentemente valutate dallo stesso gruppo di studio
4. Verificare la relazione tra diabete gestazionale e percentuale di incremento di peso in gravidanza
5. Verificare la relazione tra diabete gestazionale, holter pressorio e altri altri parametri metabolici materni
6. Verificare l’esistenza di una relazione tra crescita della massa magra e massa grassa fetale con i profili glicemici giornalieri di gestanti normopeso con diabete gestazionale e in gestanti obese con e senza diabete gestazionale.
7. Studiare il neonato nato da madre obesa, mediante lo studio dell’assetto metabolico e l’accrescimento in relazione all’allattamento e ai profili glicemici della madre
8. Valutare, in >>>

Risultati parziali attesi
I risultati attesi dal presente studio saranno:
1. Identificazione dell’incidenza di diabete gestazionale e le complicanze della gravidanza nella popolazione di donne in sovrappeso (BMI tra 25-29.9) e di donne obese (BMI> 29.9)
2. Individuazione, tra le variabili studiate, di markers che identifichino lo sviluppo di diabete gestazionale nelle donne obese
3. Identificazione dell’incidenza di gradi minori di dismetabolismo glicidico in donne in sovrappeso e obese che non abbiano sviluppato diabete gestazionale
4. Individuare la relazione tra diabete gestazionale e percentuale di incremento di peso in gravidanza
5. Identificare la relazione tra diabete gestazionale, holter pressorio e altri altri parametri metabolici materni
6. Identificare la relazione tra crescita della massa magra e massa grassa fetale con i profili glicemici giornalieri di gestanti normopeso con diabete gestazionale e in gestanti obese con e senza diabete gestazionale.
7. Identificare, nel neonato nato da madre obesa, le relazioni esistenti tra assetto metabolico materno e accrescimento fetale
8. Identificare, in donne obese/sovrappeso e i pazienti di controllo normopeso, le modificazioni longitudinali, durante il corso della gravidanza, dei parametri antropometrici, dei profili lipidico, le adipocitochine, la funzione endoteliale e le endogline solubili
9. Identificare se alcuno tra parametri antropometrici, profilo lipidico >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
L’obesità è una patologia cronica multifattoriale che rappresenta un crescente problema di salute pubblica mondiale. In Europa l’incidenza del soprappeso/obesità (body mass index (BMI) di 25-29.9 Kg/m², BMI > 30 Kg/m², rispettivamente) negli ultimi 10 anni è oscillata fra il 10% ed il 40%. In Italia dati ISTAT recenti riportano un’incidenza di tali patologie, rispettivamente nel 33.4% e 9.1% della popolazione. Studi epidemiologici indicano che l’obesità in gravidanza, che in Europa è del 16% (1), aumenta il rischio di abortività precoce, difetti del tubo neurale, malformazioni cardiache ed onfalocele, morte intrauterina (2). Tuttavia l’impatto più significativo è dato dalla sua associazione con le complicanze della “sindrome metabolica”: ipertensione gestazionale, preeclampsia e diabete gestazionale (GDM) (3). Infatti, l’incidenza del GDM in donne obese varia da 7.1 a 44.8% rispetto allo 0-2.7% nella popolazione sana (4). Per tali motivi le donne obese sono considerate ad alto rischio in gravidanza e vengono di conseguenza monitorizzate intensivamente. Tuttavia solo il 60% di esse incorrerà realmente in tali complicanze (5, 6, 7): quindi una loro identificazione precoce potrebbe consentire un’ottimizzazione delle risorse. Recenti studi hanno dimostrato il ruolo del tessuto adiposo come organo endocrino che regola attivamente i circuiti responsabili del bilancio energetico dell’organismo mediante una complessa rete di segnali neuro-ormonali. L’adipocita secerne >>>