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PROGRAMMA DI RICERCA 2007

italiano - english
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Parole Chiave
SINDROME DA ANTICORPI ANTIFOSFOLIPIDI, ANTICORPI ANTI-DOMINIO I DELLA BETA2-GLICOPROTEINA I, TROMBINOGENESI, FIBRINOLISI, ENDOTELIO

Trattamento dei pazienti con Sindrome da Anticorpi Antifosfolipidi a rischio di vita mediante adsorbimento degli anticorpi patogeni anti-dominio I della beta2glicoproteina I su colonne di affinità. Valutazione dell’effetto in vitro degli anticorpi adsorbiti sulla trombinogenesi, sulla resistenza all'annessina V e sulla fibrinolisi, nonche’ sulla funzione piastrinica ed endoteliale.

Università degli Studi di Padova
Abstract
La sindrome da anticorpi antifosfolipidi (APS) è una patologia autoimmune caratterizzata da manifestazioni trombotiche (arteriose, venose, del microcircolo) e/o complicanze ostetriche (aborti precoci ripetuti, perdite in età gestazionale >10 settimane gestazionali, nascite premature) associate alla presenza nel sangue di autoanticorpi antifosfolipidi (aPL), tra i quali un ruolo preminente sembra essere svolto dagli anticorpi diretti contro la proteina plasmatica beta2glicoproteina I (beta2GPI) ed in particolare verso il suo dominio I. Il trattamento tradizionale, basato sull’anticoagulazione, non è sempre sufficiente a contrastare le complicanze più gravi dei pazienti con APS sia vascolare che ostetrica. In particolare le maggiori difficoltà terapeutiche si ritrovano nella gestione dei pazienti con APS catastrofica, una sindrome clinica caratterizzata da un coinvolgimento trombotico multidistrettuale che risulta letale nel 50% dei casi. Inoltre può risultare di difficile gestione terapeutica anche la donna con APS in corso di gravidanza, specie quando presenta positività anticorpali multiple e una storia di trombosi vascolare. In questi casi ad altissimo rischio per la vita si rendono necessarie terapie aggiuntive, in particolare la rimozione dal circolo degli autoanticorpi patogeni. A tal riguardo la terapia attualmente in uso è la plasmaferesi, da noi già applicata in questi ultimi anni a 14 casi di sindrome ostetrica e a 5 pazienti con sindrome catastrofica. Questa >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Amelia Ruffatti Università degli Studi di PADOVA
Obiettivo del Programma di Ricerca
La Sindrome da Anticorpi Antifosfolipidi (APS) è una patologia rara che talora può esporre a pericolo di vita. Il suo trattamento convenzionale, basato sulla terapia anticoagulante e/o antiaggregante, non è sempre sufficiente a contrastarne le complicanze, soprattutto nei casi di Sindrome “catastrofica” e nelle donne in corso di gravidanza ad alto rischio di complicanze materno-fetali. Inoltre non sono ancora noti i meccanismi patogenetici responsabili delle sue manifestazioni sia vascolari che ostetriche. Il Progetto si pone due obiettivi principali, ovvero la messa a punto di un trattamento mirato alla rimozione selettiva degli anticorpi patogeni diretti contro il dominio I della proteina plasmatica beta2glicoproteina I (beta2GPI I) e lo studio di alcuni meccanismi patogenetici alla base dell’APS.
1. Allestimento di una metodica per l’adsorbimento selettivo degli anticorpi patogeni diretti contro il dominio I della beta2GPI.
Questo trattamento risulterà particolarmente utile nei pazienti ad elevato rischio non responsivi alla terapia tradizionale basata sull’anticoagulazione. La rimozione degli aPL patogeni viene già effettuata mediante plasmaferesi in situazioni cliniche critiche quali la sindrome catastrofica o le gravidanze ad alto rischio; tuttavia questa metodica non permette una rimozione specifica e efficiente degli aPL patogeni, privando anzi il plasma del paziente di altre componenti essenziali quali fattori pro- e anti-coagulanti, immunoglobuline >>>

Risultati parziali attesi
Il programma dell’Unità di Ricerca I riguarda la messa a punto di una terapia aferetica mirata alla rimozione selettiva degli anticorpi anti-dominio I della beta2Glicoproteina I (beta2GPI), che risultano coinvolti nella patogenesi delle manifestazioni vascolari e ostetriche delle forme più gravi di Sindrome da anticorpi antifosfolipidi (APS). Dapprima di procederà all’allestimento di un modello in vitro e successivamente si passerà alla fase in vivo attraverso le tappe di seguito illustrate:
1. purificazione antigene beta2GPI
2. purificazione degli anticorpi anti-beta2GPI
3. sequenziamento del dominio I mediante tecnica di sintesi in fase solida:
4. purificazione degli anticorpi anti-dominio I
5. allestimento di una colonna ad uso umano per l’adsorbimento degli anticorpi anti-dominio I
6. reclutamento e trattamento dei pazienti affetti dalle forme più gravi di APS, vale a dire da variante catastrofica o da variante ostetrica ad alto rischio di complicanze materno fetali.
I risultati attesi riguardano innanzitutto il miglioramento della prognosi dei pazienti e più precisamente la sopravvivenza dei malati con sindrome catastrofica e il buon esito della gravidanza in assenza di complicanze materno/fetali nelle pazienti con APS ostetrica. Inoltre nel corso della procedura per l’allestimento delle colonne verranno ottenuti anticorpi purificati anti-beta2GPI e anti-dominio I, che saranno utilizzati dalle altre Unità di ricerca per >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
La Sindrome da Anticorpi Antifosfolipidi (APS) è una patologia autoimmune caratterizzata da manifestazioni trombotiche e/o complicanze ostetriche (aborti precoci ripetuti, perdita fetale in età gestazionale >10 sg, nascita pretermine) associate alla presenza nel sangue di autoanticorpi antifosfolipidi (aPL), quali anticardiolipina (aCL), anti-beta2glicoproteina I (anti-beta2GPI) e lupus anticoagulant (LA). A tali autoanticorpi viene riconosciuto un ruolo attivo nella patogenesi dell’APS con meccanismi ancora sconosciuti. Gli antigeni-bersaglio principali degli aPL sono complessi costituiti da fosfolipidi e proteine plasmatiche quali protrombina, annessina V e soprattutto la plasmaproteina beta2GPI ad attività anticoagulante, la cui porzione terminale (dominio I), appare essere il vero bersaglio antigenico degli anticorpi patogeni. La beta2GPI è una singola catena proteica di 50 kDa suddivisa in cinque domini, quattro composti da 60 amminoacidi con 2 ponti disolfuro, il terminale formato da 82 amminoacidi, 4 amminoacidi idrofobici, 3 ponti disolfuro e un cluster di amminoacidi cationici responsabili del legame con i fosfolipidi anionici delle membrane cellulari. Si è dimostrato che la beta2GPI è il maggior cofattore proteico degli aPL, anche se è stata evidenziata la presenza di anticorpi diretti contro la sola beta2GPI in assenza di fosfolipidi. Gli anticorpi anti-beta2GPI si sono rivelati un fattore di rischio indipendente per trombosi e complicazioni ostetriche. Il >>>