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PROGRAMMA DI RICERCA 2007

italiano - english
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Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione brevettuale
  • HUMAN NECESSITIES
    • MEDICAL OR VETERINARY SCIENCE; HYGIENE
      • PREPARATIONS FOR MEDICAL, DENTAL, OR TOILET PURPOSES (bringing into special physical form A61J [N: mechanical aspects]; chemical aspects of, or use of materials for deodorisation of air, for disinfection or sterilisation, or for bandages, dressings, absorbent pads or surgical articles A61L; compounds per se C01, C07, C08, C12N; soap compositions C11D; micro-organisms per se C12N) [C0203]
Classificazione geografica
Parole Chiave
FITOESTROGENI, GENISTEINA, MENOPAUSA, SINDROME METABOLICA, RESISTENZA INSULINICA

RUOLO DELLA GENISTEINA NELLA SINDROME METABOLICA IN POST-MENOPAUSA: MECCANISMI D'AZIONE SU MODELLO ANIMALE E DIMOSTRAZIONE DI EFFICACIA E SICUREZZA IN UN TRIAL CLINICO CONTROLLATO RANDOMIZZATO IN DOPPIO CIECO.

Università degli Studi di Palermo
Abstract
Tra i diversi fitoestrogeni la genisteina sembra essere la più efficace in modelli animali e in studi sperimentali. La genisteina in vitro rilascia le arterie di ratto attraverso un meccanismo endotelio-dipendente ed incrementa la risposta vasodilatatoria all’ acetilcolina nella arterie aterosclerotiche. La somministrazione di genisteina migliora la disfunzione endoteliale indotta dall’ ovariectomia nel ratto e riduce l’ estensione dell’infarto in un modello sperimentale di danno miocardico indotto da ischemia-riperfusione. Inoltre il fitoestrogeno nelle donne in post-menopausa incrementa i prodotti di degradazione dell’ossido nitrico, riduce i livelli plasmatici di endotelina-1 e migliora la vasodilatazione endotelio-dipendente. Queste scoperte suggeriscono che la genisteina potrebbe rappresentare una valida alternativa per la protezione cardiovascolare. Uno studio a 2 anni, in doppio cieco,randomizzato, controllato vs placebo, ha dimostrato che la genisteina può avere un effetto favorevole su alcuni marcatori del rischio cardiovascolare; in particolare, la terapia con la genisteina ha ridotto i livelli di glucosio a digiuno, insulina e HOMA-IR nelle donne sane in post-menopausa. Inoltre i livelli di SHBG erano più elevati nel gruppo trattato con la genisteina rispetto al placebo. Questi dati, complessivamente, suggerirebbero che la genisteina migliora la risposta all’insulina nelle donne in post-menopausa, modificando positivamente alcuni parametri tipici delle malattie >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Giuseppe Licata Università degli Studi di PALERMO
Obiettivo del Programma di Ricerca
Lo scopo di questo progetto di ricerca è studiare se il fitoestrogeno genisteina può rappresentare una alternativa efficace e sicura per ridurre il rischio vascolare nelle donne in post-menopausa con sindrome metabolica. La sindrome metabolica è caratterizzata da elevati livelli dei trigliceridi plasmatici, del glucosio e dell’insulina, da bassi livelli plasmatici del colesterolo HDL e da alti livelli della pressione sanguigna; inoltre è associata con un maggiore rischio di sviluppare il diabete di tipo 2, l’infarto del miocardio e l’ictus.
La fisiopatologia della sindrome metabolica rimane oggetto di continue controversie. E’ stato suggerito che fattori ambientali, come l’ aumentata incidenza di obesità e la ridotta attività fisica sono responsabili dell’epidemia della sindrome metabolica.
Per questo, il trattamento della sindrome metabolica dovrebbe focalizzarsi sulla riduzione del peso e su una maggiore attività fisica.
Nella definizione dell’organizzazione mondiale della salute (WHO) del 1998/1999, l’insulino-resistenza è di importanza centrale nella sindrome metabolica, e, pertanto, il trattamento dovrebbe anche prevedere l'uso di farmaci che diminuiscono la resistenza all’insulina anche in assenza di diabete.
Un’altra possibile causa di sindrome metabolica è l’infiammazione. A supporto di questa teoria, lo studio multicentrico per l’aterosclerosi e per l’ insulino-resistenza (IRAS) ha dimostrato un’associazione tra i livelli della >>>

Risultati parziali attesi
Le donne in postmenopausa che sviluppano le manifestazioni della MS dovrebbero essere trattate in modo aggressivo per ridurre il rischio CVD. Le linee-guida suggeriscono un’associazione tra modifiche dello stile di vita e terapia farmacologica. Fino ad oggi la terapia con HRT era una potenziale opzione terapeutica nel trattamento della MS nelle donne in menopausa, visto che si era dimostrata in grado di migliorare alcune delle alterazioni associate alla MS. Tuttavia, alla luce dei recenti risultati degli studi HERS ed ERA, la HRT non può più essere raccomandata come terapia preventiva sulla CVD.
Dal momento che la genisteina potrebbe rappresentare un’efficace e sicura alternativa alla HRT nella terapia delle donne in menopausa con MS, abbiamo deciso di intraprendere uno studio clinico con lo scopo di valutare i suoi effetti sui fattori di rischio convenzionali ed emergenti associati alla MS ed alla CVD in queste donne.

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Studi osservazionali hanno indicato che l’incidenza di eventi cardiovascolari nelle donne in post-menopausa è ridotta dalla terapia ormonale sostitutiva, fornendo supporto per un possibile beneficio da parte degli estrogeni [1,2,3,4,5,6,7].
Tuttavia, lo studio HERS, un trial randomizzato controllato vs placebo per lo studio della prevenzione secondaria degli estrogeni in associazione con i progestinici, non ha dimostrato una riduzione significativa negli eventi coronarici nelle donne cui era stata somministrata la terapia ormonale [8] e in un recente studio angiografico, il trial ERA, non è stato osservato alcun beneficio della terapia estrogenica [9].
Inoltre, la terapia ormonale sostitutiva causa diversi effetti avversi che includono una maggior incidenza di cancro mammario, sanguinamento uterino ed iperplasia endometriale [10].
Questi rischi derivati dall’uso degli estrogeni hanno portato alla ricerca di possibili alternative terapeutiche [11].
I fitoestrogeni sono sostanze chimiche vegetali divise in tre classi prinicipali: gli isoflavoni, i cumestani ed i lignani che mostrano attività simil-estrogenica secondaria alla loro abilità di legarsi al recettore estrogenico [12]. Essi sono stati ritrovati nei vegetali a foglia verde, nella frutta e nelle noccioline. Gli isoflavoni sono inoltre riscontrati in abbondanza nei germogli di soia e nei cibi a base di soia [13].
Si ritiene che i fitoestrogeni agiscano come modulatori selettivi del >>>