Contenuto
Ti trovi in: HOME »Programmi, progetti e risultati »I progetti »PRIN - Programmi di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale»Programma di ricercaINIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE
PROGRAMMA DI RICERCA 2007
italiano - english
Unità di Ricerca
Programmi di ricerca simili:
- 1 - Cosmopolitismo costituzionale e dimensione giuridico-politica delle libertà nell'area euro-mediterranea.
- 2 - MODELLI DI ORGANIZZAZIONE DELL'IMPRESA NEL DIRITTO COMUNITARIO E COMPARATO
- 3 - Analisi e simulazione di modelli dinamici con aspettative eterogenee
- 4 - Diritto del “Principe”, diritto della Chiesa: il problema della secolarizzazione e della tolleranza nella prospettiva della storia giuridica
- 5 - Livelli di governo e integrazione multiculturale nell’esperienza europea: dalle istituzioni ai diritti
- 6 - Disuguaglianza: gerarchia, ingiustizia, pluralità. Con edizione di testi
- 7 - Permanenze e discontinuità nei processi di costruzione degli ordinamenti giuridici moderni (secc. XV-XVIII)
- 8 - Il federalismo come metodo di governo: le regole della democrazia deliberativa e partecipativa
- 9 - Libertà e autorità nei corpi e nello Stato in età moderna e contemporanea
- 10 - Modernizzazione delle culture giuridiche e processi di costituzionalizzazione nei paesi dell'est europeo: una analisi comparativa.
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze giuridiche
Classificazione geografica
- Regione: Sardegna
Parole Chiave
TRIBUNATO, REPUBBLICA, MUNICIPIO, RELIGIONEIl problema costituzionale della difesa dei diritti dei cittadini e il “modello” democratico-repubblicano e federativo-municipale romano(nel MMD anniversario della istituzione del Tribunato della plebe)
Università degli Studi di SassariAbstract
Il tema centrale della ricerca è lo studio della difesa costituzionale dei diritti dei cittadini nei confronti dei poteri di governo, in considerazione dei problemi (manifestatisi nella prassi e denunciati dalla dottrina) della inefficacia del principale “mezzo” odierno di quella difesa: l’“equilibrio dei [3] poteri” (legislativo, esecutivo, giudiziario).In presenza di tali problemi (ma [e questo è il primo limite] non in relazione esplicita con essi), alla esigenza della difesa dei diritti dei cittadini nei confronti dei poteri di governo (evidentemente essenziale e delicata) in queste ultime decadi, in tutti i Paesi della Unione Europea (come in tutto il mondo), a tutti i livelli delle organizzazioni pubbliche, si è diffuso l’orientamento di dare risposta per mezzo dell’istituto (relativamente) nuovo della Difesa civica: ‘Ombudsman’, ‘Defensor del pueblo’, ‘Médiateur’ etc.
In tempo abbastanza breve, però, sono sorti problemi nuovi: si è instaurata una contraddizione grave tra le grandi aspettative riposte nell’istituto e i risultati (relativamente) modesti da esso conseguiti.
Secondo i proponenti la ricerca, la debolezza dell’istituto della Difesa civica è connessa alla difficoltà del suo inserimento nel quadro di fondo (teorico e pratico) degli ordinamenti costituzionali odierni; una sorta di ‘incompatibilità’, che colpisce: il fondamento, il contenuto e la natura del suo ‘potere’.
Pertanto, se non si vuole abbandonare l’istituto al rischio >>>
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Giovanni Lobrano Università degli Studi di SASSARIObiettivo del Programma di Ricerca
a. Obiettivo generale del progetto di ricerca è fornire uno schema interpretativo storico-sistematico sia del problema specifico della difesa civica sia del problema generale del quadro costituzionale di riferimento; schema interpretativo che consenta, quindi, di effettuare scelte riformatrici coscienti ed efficaci.b. Tale obiettivo si consegue attraverso la verifica scientifica (in vista della applicazione alla problematica costituzionale odierna) di una ipotesi di lavoro precisa. Si tratta della ipotesi della continuità e della attualità dello schema interpretativo costituito dalla dialettica/contrapposizione tra due modelli costituzionali alternativi, uno dei quali proviene dalle esperienza e riflessione giusromanistiche e l’altro dalle esperienza e riflessione giuridiche anglosassoni. Come è stato riconosciuto (ad esempio) da Francesco De Martino (“Le idee costituzionali dell’antichità classica e la nostra Costituzione” in AA.VV., Dalla Costituente alla Costituzione. Convegno in occasione del cinquantenario della Costituzione repubblicana [= Atti dei convegni lincei, 146] Roma 1998), il pensiero scientifico che produce e guida la formazione e la definizione dello Stato costituzionale contemporaneo postula e definisce due “modelli” diversi di Stato: uno collocato nel contesto della esperienza e della riflessione “costituzionali” inglesi (e poi, con il contributo delle colonie inglesi del nord-America, anglo-americani); l’altro collocato nel contesto della >>>
Risultati parziali attesi
Gli esiti negativi o, in ogni caso, insoddisfacenti dei tentativi di riforma dipendono dal fatto che (nonostante la presenza di una serie nutrita di studi settoriali) mancano studi che considerino la serie di fenomeni positivi e negativi del panorama costituzionale attuale (ad iniziare dai fenomeni concernenti la difesa dei diritti) come parti di una fenomenologia unica e ne forniscano, quindi, sia una ipotesi di interpretazione unitaria (storico-sistematica) sia una ipotesi corrispondente di soluzione organica, la quale possa costituire il sostrato scientifico di riforme vitali.Tale lettura d’insieme (e, pertanto, innovativa sul piano conoscitivo e propositivo) è il risultato generale che ci si attende dalla ricerca.
I ‘fenomeni’ che è risulteranno considerati, secondo un quadro unitario di ricerca che pone al centro il tema della difesa dei diritti dei cittadini, sono:
a. attualità e rilevanza della dottrina della “crisi dello Stato”; ma anche limiti di tale dottrina: limiti sincronici (circoscrizione alla parte ‘di superficie’ [delle quantità ed estensione dei poteri dello Stato] e mancata percezione della parte ‘di struttura’ [natura dello Stato e dei suoi poteri]) e limiti diacronici (circoscrizione alla fase odierna e mancata interpretazione storico-sistematica);
b. attualità e rilevanza delle dottrine della inconsistenza degli istituti: della rappresentanza politica per la formazione della volontà pubblica e della divisione-equilibrio dei >>>
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
Secondo la ipotesi di lavoro della ricerca, la attenzione scientifica per la questione della Difesa civica, si inserisce e va letta in una serie di questioni costituzionali (soltanto apparentemente ‘altre’ rispetto alla questione della Difesa civica), affrontate, in questi ultimi anni, dalla scienza giuridica e dalla scienza politica, con risultati importanti (ma frammentari e prevalentemente di natura destruens) i quali attendono: una considerazione scientifica d’insieme e traduzione in proposte puntuali sul piano istituzionale.Ci riferiamo, in particolare, alle questioni seguenti: “crisi dello Stato”, crisi dell’istituto della rappresentanza politica, crisi dell’istituto della divisione ed equilibrio dei 3 poteri, nuovo ruolo delle Città.
Nell’affrontare tali questioni, l’orientamento dottrinale più recente di ‘rilettura’ costituzionale (storico-dogmatica) ha, infine, ri-scoperto la ‘lezione’ istituzionale proveniente dalla esperienza “antica”. Tale riscoperta (con il movimento di studi connesso) ha assunto varie denominazioni. Tra queste, la più significativa appare essere quella di “repubblicanesimo”.
E’, però, proprio del nostro progetto di ricerca (così come lo è stato della nostra ricerca pregressa) il metodo del ricorso allo schema interpretativo: «dialettica e conflitto dei due “modelli” costituzionali, liberale e democratico, che (attraverso la Rivoluzione Francese) sono all’origine delle Costituzioni contemporanee».
Considerando che a >>>



