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PROGRAMMA DI RICERCA 2007

italiano - english

Tra vecchio e nuovo regime. Il ruolo delle eredità nei processi di democratizzazione europei

Università degli Studi Roma Tre
Abstract
L’obiettivo di questo progetto di ricerca è studiare l’influenza che le eredità del precedente regime non democratico hanno esercitato nella costruzione delle nuove democrazie europee in seguito alla Seconda Guerra Mondiale. Più in particolare, si vuole qui analizzare, parametrizzando tutte le altre variabili, il ruolo che le eredità hanno avuto sugli esiti della democratizzazione (il suo successo o meno; la sua durata; i suoi caratteri; la fisionomia politico-istituzionale del nuovo sistema politico). L’arco temporale considerato si riferisce all’insieme dei processi di transizione democratica della seconda e della terza ondata. La scelta dei casi presuppone una comparazione d’area suddivisa in tre macro-regioni che affrontano processi di democratizzazione in tre fasi diverse: Europa occidentale dopo la fine della Seconda guerra mondiale (Austria, Francia, Germania, Italia); Europa meridionale negli anni settanta (Spagna, Portogallo, Grecia); Europa centro-orientale negli anni novanta (Polonia, Ungheria, Cecoslovacchia, Romania, Bulgaria, stati eredi dell’ex Urss e dell’ex-Jugoslavia).
Negli ultimi decenni i processi di democratizzazione sono stati studiati a fondo nelle cause che li hanno prodotti, nelle modalità e nei percorsi che li hanno caratterizzati, nelle élites interne che li hanno promossi e sostenuti. Molto meno sono stati studiati guardando alle differenze negli esiti e al ruolo che le eredità svolgono nello spiegare queste differenze: quest’ultimo è lo >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Pietro Grilli Di Cortona Scribani Rossi Università degli Studi ROMA TRE
Obiettivo del Programma di Ricerca
L’obiettivo di questo progetto di ricerca è studiare l’influenza che le eredità del precedente regime non democratico hanno esercitato nella costruzione delle nuove democrazie europee in seguito alla Seconda Guerra Mondiale. L’arco temporale considerato si riferisce all’insieme dei processi di transizione democratica della seconda e della terza ondata (Huntington 1995) che hanno attraversato il continente europeo. La scelta dei casi presuppone una comparazione d’area suddivisa in tre macro-regioni che affrontano processi di democratizzazione in tre fasi diverse: Europa occidentale dopo la fine della Seconda guerra mondiale (Austria, Francia, Germania, Italia); Europa meridionale negli anni settanta (Grecia, Portogallo, Spagna); Europa centro-orientale negli anni novanta (Polonia, Ungheria, Cecoslovacchia, Romania, Bulgaria, stati eredi dell’ex Urss e dell’ex-Jugoslavia).
Pur nelle differenze temporali e regionali, è possibile constatare come la dinamica delle democratizzazioni ci ponga in Europa di fronte a tre tipi di esiti:
1) democrazie che si consolidano o si avvicinano realisticamente al conseguimento del consolidamento (nel senso che ci sono concrete aspettative in questa direzione) nell’arco di un decennio al massimo: tra queste le democrazie risorte dalla Seconda guerra mondiale, quelle del Sud Europa e quelle comprese in quella fascia di territorio che va dalla Slovenia verso Nord fino ai paesi baltici, includendo Bulgaria e Romania;
2 >>>

Risultati parziali attesi
Tenendo ben presenti gli ostacoli che si sono finora frapposti alla costruzione di una teoria universale, questo progetto si propone di sviluppare una teoria a medio raggio delle democratizzazioni in grado di spiegare il ruolo che hanno svolto le eredità del precedente regime nel favorire e/o nel rallentare lo sviluppo della democrazia. L’ambito della ricerca è l’Europa dopo la Seconda Guerra Mondiale. Tale opzione muove da due considerazioni di ordine metodologico. Anzitutto, le eredità del passato ci permettono di individuare, al di là delle apparenze di “rottura” che qualsiasi transizione di regime enfatizza, gli elementi reali di continuità e discontinuità con il passato. In secondo luogo, l’analisi di queste eredità aiuta ad elaborare spiegazioni più complete degli esiti del processo di democratizzazione e delle sue caratteristiche specifiche all’interno dei singoli contesti nazionali.
Le eredità vengono “filtrate” in modo diverso nelle singole esperienze. Gli ambiti dai quali si trasmettono le eredità più significative sono quelli relativi alle istituzioni, alle élites e alla società. All’interno di questi ambiti, il progetto di ricerca vuole elaborare una “mappa” generale delle democratizzazioni europee soffermandosi su quattro eredità che hanno influenzato l’evoluzione della democrazia in ciascun paese considerato: sistema partitico ed élites politiche; mobilitazione politica; statualità; statalismo e ruolo dello Stato nella società.
Gli obiettivi >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Allo stato attuale una teoria delle democratizzazioni non esiste, soprattutto per la difficoltà di riportare ad uno stesso corpo di generalizzazioni processi lontani nel tempo e nello spazio: infatti, democrazie sono nate in una quantità di regioni diverse (dall’Europa alle Americhe, dall’Oceania all’Asia e all’Africa), spesso in condizioni difficili, lungo un arco di tempo che va dagli inizi del XIX secolo alla fine del XX (tra l’inizio della prima ondata e la presumibile fine della terza corrono quasi due secoli). Ciò significa che cambiano i contesti culturali, sociali e internazionali delle democratizzazioni e con essi anche le condizioni favorevoli allo sviluppo della democrazia: ciò che “serve” ad un contesto culturale per raggiungere un assetto democratico e ne determina il successo non necessariamente opera in contesti collocati in spazi e tempi diversi - si pensi al ruolo della religione e delle strutture religiose (Huntington 1995)-. Ugualmente, il sistema internazionale ha operato in modo vario e differenziato, qualche volta ostacolando e qualche volta favorendo gli sviluppi interni verso la democrazia. Fattori socio-strutturali, storici, politici, economici e culturali possono essere tutti rilevanti nello spiegare il successo delle transizioni democratiche. E l'esistenza di democrazie anche nelle aree meno sviluppate del mondo rappresenta comunque una "forte sfida per le teorie esistenti sull'argomento nelle scienze sociali" (Diamond 2003). >>>