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PROGRAMMA DI RICERCA 2007
italiano - english
Unità di Ricerca
- Università degli Studi di ROMA "La Sapienza"
SCIENZE ODONTOSTOMATOLOGICHE
- Università degli Studi del PIEMONTE ORIENTALE "Amedeo Avogadro"-Vercelli
MEDICINA CLINICA E SPERIMENTALE
- Università degli Studi di NAPOLI "Federico II"
SCIENZE ODONTOSTOMATOLOGICHE E MAXILLO-FACCIALE
- Università degli Studi di ROMA "La Sapienza"
SCIENZE RADIOLOGICHE
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Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze mediche
Classificazione brevettuale
- HUMAN NECESSITIES
- MEDICAL OR VETERINARY SCIENCE; HYGIENE
- DIAGNOSIS; SURGERY; IDENTIFICATION (analysing biological material G01N, e.g. G01N33/48; obtaining records using waves other than optical waves, in general G03B42/00)
- MEDICAL OR VETERINARY SCIENCE; HYGIENE
Classificazione geografica
- Regione: Lazio
Parole Chiave
FRATTURE DI CONDILO, CHIRURGIA ENDOSCOPICA, CHIRURGIA A CIELO APERTO, FISSAZIONE RIGIDA, DISFUNZIONE ARTICOLAZIONE TEMPOROMANDIBOLAREChirurgia aperta versus chirurgia endoscopica nel trattamento delle fratture di condilo
Università degli Studi di Roma "La Sapienza"Abstract
Le fratture di condilo rappresentano circa il 25-36 % delle fratture mandibolari ed il loro trattamento è, da sempre, al centro di un acceso dibattito nell'ambito della traumatologia maxillo-facciale. In letteratura non vi è ancora un consenso unanime nel timing e nella scelta della terapia chirurgica rispetto al trattamentoconservativo. Numerose sono state le tecniche chirurgiche proposte grazie anche all'evoluzione dei mezzi di fissazione rigida avvenuta negli ultimi venti anni.
Tuttavia gli accessi proposti sono stati principalmente cutanei e tutti con possibili reliquati estetici e/o lesioni a carico di strutture nobili quali, il nervo faciale e la ghiandola parotide con la conseguente insorgenza di fistole salivari. La chirurgia aperta con accessi cutanei per il trattamento delle fratture condilari è sempre stata poco accettata dai pazienti.
Il continuo miglioramento delle tecniche endoscopiche e dello strumentario a disposizione ha aperto nuovi orizzonti nel trattamento delle fratture di condilo. Alcuni autori hanno proposto, in alcuni casi selezionati, la riduzione e la contenzione della frattura con l'utilizzo delle metodiche endoscopiche e mediante minime incisioni endorali.
Nel presente studio, ci proponiamo di arruolare una serie consecutiva di pazienti affetti da fratture di condilo di interesse chirurgico e di trattarli mediante chirurgia endoscopica. Contestualmente, verranno richiamati tutti i pazienti trattati negli >>>
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Piero Cascone Università degli Studi di ROMA "La Sapienza"Obiettivo del Programma di Ricerca
Gli obiettivi che il progetto si propone di raggiungere possono essere così riassunti:· valutare l'applicabilità della metodica endoscopica nel trattamento delle fratture di condilo;
· valutare l'utilizzo dei diversi mezzi di sintesi utilizzati nell'ambito della tecnica endoscopica anche in modo comparativo con i medesimi mezzi di sintesi utilizzati nelle metodiche open;
· valutare l'eventuale risparmio sulla spesa sanitaria nazionale con l'utilizzo della metodica endoscopica;
· valutare il possibile ampliamento delle indicazioni all'utilizzo della metodica endoscopica per il trattamento chirurgico delle fratture condilari;
· migliorare lo strumentario dedicato all'utilizzo di tale tecnica;
· condividere le scelte diagnostiche e terapeutiche con le altre Unità;
· diffondere i risultati ottenuti dalla ricerca in ambito nazionale ed internazionale.
Risultati parziali attesi
I risultati che ci aspettiamo di ottenere possono essere così riassunti:· comprendere le basi anatomopatologiche e gnatologiche dei complessi adattamenti anatomici, dentali e muscolari che si realizzano nelle fratture di condilo trattate chirurgicamente;
· ampliare le indicazioni all’utilizzo della tecnica endoscopica;
· definire il trattamento chirurgico maggiormente indicato per tipologia di frattura ed, in particolare, standardizzare il trattamento chirurgico endoscopico in termini di approccio, riduzione e contenzione;
· individuare gli esami radiodiagnostici più appropriati da utilizzare nello screening e nel follow-up;
· individuare i mezzi di sintesi più idonei nella contenzione per via endoscopica delle fratture di condilo;
· ridurre i tempi operatori e la durata dei ricoveri;
· ridurre il periodo di degenza media, di invalidità transitoria e la gravità dell'invalidità permanente nei pazienti affetti da frattura di condilo;
· ridurre le spese del SSN anche in modo comparativo con le tecniche chirurgiche tradizionali.
Ci aspettiamo un adeguamento della strumentazione chirurgica per l'utilizzo della metodica endoscopica in numerosi centri di Chirurgia Maxillo-Facciale italiani. Inoltre, riteniamo che le aziende produttrici di materiale dedicato possano trarre molteplici benefici dai risultati della ricerca sia in termini di miglioramento della strumentazione che nell'ampliamento e nella >>>



