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PROGRAMMA DI RICERCA 2007
italiano - english
Unità di Ricerca
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Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze giuridiche
Classificazione geografica
- Regione: Lazio
Parole Chiave
CIRCOLAZIONE INVESTIGATIVA, INTERCETTAZIONI, EUROJUST, DIFESALA CIRCOLAZIONE INVESTIGATIVA NELLO SPAZIO GIUDIZIARIO EUROPEO: STRUMENTI, SOGGETTI, RISULTATI
Università degli Studi di Roma "Tor Vergata"Abstract
La globalizzazione dei mercati, insieme alla mobilità di individui e cose, agevolano la realizzazione di illeciti oltre le barriere nazionali, imponendo agli Stati un incremento dei rapporti tesi a favorire la “circolazione” degli strumenti d’indagine e dei congegni probatori; la tendenza, pertanto, è nell’accelerare l’assistenza giudiziaria in ambito europeo mediante una rete di norme che faciliti l’impiego, nel procedimento interno, dei dati acquisiti aliunde. Al riguardo, si registrano molteplici iniziative, sia in seno al Consiglio d’Europa, sia nel più coeso spazio dell’Ue, dirette a creare collegamenti investigativi sempre più avanzati ed efficienti. La parabola evolutiva muove dalla Convenzione del 1959, la quale rappresenta il primo tentativo del Consiglio d’Europa di conferire alla materia un assetto organico. Si registrano, poi, successivi strumenti, tra i quali spicca la Convenzione di mutua assistenza giudiziaria (2000), volta all’obiettivo di completare - per i Paesi dell’Ue - tanto il testo “madre” del 1959 (ed il correlato Protocollo del 1978) quanto la Convenzione attuativa dell’Accordo di Schengen del 1985: si tratta di accordo non ancora in vigore in Italia, pur essendo profondamente innovativo quanto a forme, procedure e tempi di espletamento delle richieste istruttorie, dove contano, in linea di fondo, il superamento del tradizionale canale ministeriale a vantaggio dei rapporti diretti tra autorità giudiziarie e l’abbandono del principio della lex loci >>>Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Adolfo Scalfati Università degli Studi di ROMA "Tor Vergata"Obiettivo del Programma di Ricerca
Solo di recente, le indagini più affinate hanno affrontato il tema della circolazione investigativa in territorio europeo in una prospettiva sovranazionale. Peraltro, l’intensificarsi degli studi in questa direzione trova una solida base nel carattere transfrontaliero assunto dalla moderna fenomenologia criminale e nel proliferare delle fonti convenzionali. In effetti, gli accordi pattizi costituiscono il fondamento giuridico di strumenti cooperativi come la captazione di informazioni, l’approvvigionamento di dati e proventi di reato, le nuove entità per l’attuazione ed il coordinamento delle indagini. Tuttavia, la ricerca in materia è condotta in maniera non sempre organica.L’obiettivo del progetto, allora, tenendo conto anche della varietà e della complessità delle norme convenzionali, è, in primis, di operare una ricognizione e ricomposizione sistematica della materia, con uno sguardo costante sia alle fonti sovranazionali che agli ordinamenti interni, sia ai rapporti tra le fonti. In secondo luogo, occorre uno studio analitico dei singoli impianti normativi evidenziandone i punti oscuri ed i vuoti di disciplina. Infine, tenuto conto della eccessiva frammentarietà del dato positivo, bisogna fornire un ausilio esegetico agli operatori chiamati a muoversi nell’ambito del complesso panorama di norme, avendo riguardo alla soluzione delle problematiche applicative.
Un interessante obiettivo intermedio, indefettibile rispetto al conseguimento di quello finale >>>
Risultati parziali attesi
Numerosi sono gli sviluppi attesi dallo svolgimento della presente ricerca; si tratta, peraltro, di risultati destinati a suscitare enorme interesse per l’avanzamento scientifico, oltre che tesi ad avere notevoli sbocchi sul piano pratico.Innanzitutto, ciascuna unità operativa nell’ambito della propria area tematica si aspetta:
- di valutare vuoti normativi attualmente esistenti, tentando l’elaborazione di proposte concrete e prospettando soluzioni esegetiche in grado di superare le lacune, ostacolo all’attività degli addetti ai lavori
- di individuare, all’occorrenza, la norma da applicare: l’eteregoneo panorama legislativo di diversa origine (comunitaria, internazionale, nazionale) astrattamente applicabile complica i compiti dell’operatore che è chiamato a districarsi tra la complessa trama di regole; inoltre, la non omogenità degli assetti interni, la diversità terminologica, la difformità di significati attributi ai vari istituti crea ulteriori questioni applicative che rappresentano un oggettivo fattore di debolezza della cooperazione investigativa
- di superare le difformità tra i vari ordinamenti, non sempre sovrapponibili, proponendo, per ognuno dei profili della assistenza giudiziaria oggetto della presente ricerca, un quadro armonico di norme su base europea, nel rispetto delle garanzie riconosciute dalle Carte costituzionali dei singoli Paesi membri e dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo
- informare gli operatori del >>>
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
Solo in tempi recenti, il tema della circolazione investigativa ha trovato maggiore interesse. Peraltro, l’intensificarsi degli studi in tale direzione trova una solida base nel proliferare delle fonti convenzionali – che esigono un coordinamento – e soprattutto nel carattere trasfrontaliero assunto dalla moderna fenomenologia criminale. Ma si tratta di ricerche ancora poco estese e, soprattutto, condotte in maniera non sempre organica sull’insieme delle problematiche sottese alla circolazione dei dati probatori oltre i confini nazionali. L’assistenza interstatuale è un terreno più fertile con riguardo all’esecuzione dei provvedimenti, alla consegna del condannato e al tema della c.d. prova dichiarativa; mentre il panorama scientifico è più avaro, specialmente in ambito UE, con riferimento a: 1) le modalità acquisitive, i limiti e l’impiego del materiale raccolto dall’autorità straniera sulla base di provvedimenti reali; 2) le intercettazioni di flussi comunicativi; 3) il ruolo del difensore e l’inchiesta privata nello spazio europeo; 4) le entità sovranazionali del coordinamento investigativo. Ecco, allora, che necessita una fattiva discussione sulle regole minime da adottare nello spazio giudiziario comune, tali da garantire l’effettività senza sacrificare le garanzie individuali.Quanto all’acquisizione di dati e all’approvvigionamento dei proventi del reato, va detto che la Convenzione del 1959 contiene un mero richiamo a perquisizioni e sequestri; e, riflettendo >>>



