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PROGRAMMA DI RICERCA 2007

italiano - english
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Parole Chiave
ORTODONZIA, CEFALOMETRIA, CRANIO, TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA, VALORI DI NORMA

Dalla cefalometria a 2 dimensioni (2D) alle scansioni con Tomografia Computerizzata (3D) a basso dosaggio. Uno studio multicentrico delle norme cefalometriche nei soggetti in età evolutiva con occlusione normale.

Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
Abstract
La cefalometria in ortodonzia è ampiamente impiegata per studiare la tipologia facciale e per pianificare Il trattamento. È anche usata per valutare i miglioramenti durante il trattamento ortodontico, per prevedere la crescita individuale di ciascun paziente e a scopo di ricerca.
A causa della variabilità etnica della forma cranica è importante confrontare i dati e le misurazioni cefalometriche di ciascun paziente con i valori norma del gruppo etnico cui appartiene in modo da ottenere un’accurata diagnosi.
Contrariamente ad altri gruppi etnici i dati per gli Europei-italiani sono decisamente limitati o quasi inesistenti.
Un altro problema con l’analisi cefalometrica è la necessità di ottenere un’immagine globale del cranio per poter formulare un’accurata diagnosi nelle 3 dimensioni, ciò è possibile grazie all’uso di cefalometrie tridimensionali (3D).
Recentemente è stato proposto l’uso di CT (computerized tomography) scans a basso dosaggio per la diagnosi ortodontica, grazie al fatto che i nuovi apparecchi per le CT possono effettuare una scansione totale del cranio in pochi secondi con una bassa dose di radiazioni per il paziente. Tuttavia ad oggi, attualmente, non c’è un modo specifico o un’analisi cefalometrica o morfometrica per analizzare queste immagini 3D ed esistono ancora limitazioni d’interpretazione. Così, sono richiesti nuovi standard ed i clinici hanno bisogno di una speciale formazione per occuparsi di tali immagini.

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Ersilia Barbato Università degli Studi di ROMA "La Sapienza"
Obiettivo del Programma di Ricerca
Gli obiettivi di questa ricerca sono:
(1) stabilire degli standard cefalometrici sia per le radiografie in latero-laterale che in postero-anteriore di bambini e adolescenti italiani da utilizzare come dati di riferimento per la diagnosi e la pianificazione del trattamento ortodontico;
(2) identificare le differenze fra pazienti di sesso maschile e femminile;
(3) confrontare i risultati ottenuti con gli standard pubblicati e studi simili;
(4) valutare la riproducibilità dell’identificazione dei punti cefalometrici e l’affidabilità delle misurazioni effettuiate su immagini 3D ottenute con CT a basso dosaggio;
(5) suggerire punti o linee di riferimento per le analisi cefalometriche 3D, e quindi sviluppare una nuova analisi cefalometrica 3D per proporla in letteratura.

Risultati parziali attesi
Per la prima volta si svilupperanno degli standards cefalometrici di radiografie laterali e frontali di bambine e bambini italiani in una proiezione 1:1 (senza distorsioni e ingrandimenti).
I risultati ottenuti in 2D avranno importanza, sia per la ricerca, che per la clinica in quanto consentiranno la pianificazione del trattamento di pazienti italiani.
Per quanto riguarda le immagini 3D, questo studio è una grande opportunità di rinnovare l’analisi cefalometrica e migliorarla anche alla luce delle recenti acquisizioni morfo-geometriche.
Infatti, da quando è stata introdotta la TC a basso dosaggio nel Nord America nel 2000, la sfida attuale dei clinici è capire e interpretare le immagini 3D e anche decidere su una particolare modalità di acquisizione dell’immagine.
Attualmente non c’è una modalità specifica di analizzare queste immagini 3D ed esistono ancora limitazioni di interpretazione dei dati. Ne consegue che sono richiesti nuovi standard cefalometrici.
Lo scopo di questa ricerca è quindi quello di proporre dei punti cefalometrici di riferimento da utilizzare nell’analisi cefalometica 3D, per colmare il divario esistente tra il modo tradizionale di analizzare le immagini cefalometriche 2D e quelle volumetriche 3D.

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
La cefalometria in ortodonzia viene utilizzata per studiare la tipologia facciale ed è indispensabile per la pianificazione del trattamento. Viene anche impiegata per valutare i miglioramenti durante il trattamento ortodontico e per valutare la crescita craniofacciale, ed infine a scopo di ricerca in ortodontodonzia.
Un trattamento ortodontico ottimale dovrebbe considerare le caratteristiche facciali e cefalometriche del paziente in rapporto ai valori della sua popolazione perché risultati considerati normali per un gruppo etnico non lo sono necessariamente per un altro. Infatti, è importante confrontare i risultati cefalometrici di ciascun paziente con i valori norma del gruppo etnico a cui appartiene in modo da ottenere un’ accurata diagnosi, in funzione delle necessità e degli obiettivi del trattamento.
A tal proposito sono stati pubblicati studi riguardanti gli standards cefalometrici dei tessuti duri e molli nelle popolazioni Americane, Afro-Americane, Giapponesi, e Cinesi, ma poco è stato prodotto riguardante la popolazione italiana o le etnie correlate (1-11).
Tuttavia, una delle principali limitazioni del cercare degli standard cefalometrici riguarda il fatto che gli studi trasversali o multicentrici devono sempre tenere in considerazione dei diversi fattori di ingrandimento che si apprezzano nelle x-grafie del cranio effettuate con apparecchiature radiografiche spesso diverse in quanto provenienti da ciascun centro di ricerca. Per minimizzare >>>