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PROGRAMMA DI RICERCA 2007
italiano - english
Unità di Ricerca
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze giuridiche
Classificazione geografica
- Regione: Toscana
Parole Chiave
CIRCOLAZIONE DEI BENI, AUTONOMIA PRIVATA, ORDINE PUBBLICO, RIMEDI, DESTINAZIONE DI BENILibertà di circolazione dei beni: effettività del principio e rimedi in Italia e in Europa
Università degli Studi di FirenzeAbstract
La ricerca si propone di analizzare il principio della circolazione dei beni alla luce di recenti interventi che impongono un’analisi dell’effettività del principio in un rinnovato contesto normativo in Italia ed in Europa.Il complesso bilanciamento tra controllo finalizzato al principio generale di sicurezza della circolazione dei beni e autonomia privata merita di essere rivalutato alla luce delle istanze di realizzazione di un più equilibrato sviluppo delle dinamiche di mercato. La recente evoluzione legislativa in tema di destinazione e separazione di beni nel mutato sistema delle fonti, manifesta l’opportunità di un ripensamento di detti criteri.
L’analisi critica del principio si affianca all’indagine degli strumenti rimediali che consentono di dare protezione e conciliare gli interessi coinvolti nella circolazione di beni: dalle parti del contratto ai terzi e, quindi, al valore di sicurezza del sistema, specie in una dimensione di scambi transnazionali.
Il percorso di ricerca non si limita dunque ai confini nazionali ma abbraccia la prospettiva europea che ha fatto della libertà di circolazione dei beni (persone e servizi) un punto capitale. I principi del Titolo III del Trattato della Comunità e, segnatamente la circolazione dei capitali, da leggere in stretta connessione con il diritto di stabilimento, rappresentano un necessario riferimento di indagine.
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Giuseppe Vettori Università degli Studi di FIRENZEObiettivo del Programma di Ricerca
Il progetto si propone di analizzare la libertà e sicurezza della circolazione dei beni al fine di verificarne l’attuale valore.Il problema della circolazione dei beni in Europa richiede un’analisi finalizzata a rivedere il principio alla luce delle diverse esperienze nazionali ancora frammentate. L’incertezza che caratterizza l’attualità degli ordinamenti (si pensi, per tutti, alla vicenda europea del trust) richiede un ripensamento che non può non partire da un’analisi del problema nei settori in cui si articola, con riferimento, in particolare, alle esigenze di destinazione e separazione di beni, pur nella varietà delle scelte domestiche. La modernizzazione e la competizione dei sistemi hanno infatti indotto vari ordinamenti europei ad accogliere strumenti caratterizzati dalla centralità dell’autonomia privata (trust, contratto di fiducie, atto di destinazione): la diversità delle soluzioni proposte ed il rinnovato contesto normativo impongono una valutazione approfondita del profilo circolatorio.
Il rafforzamento dell’autonomia privata nella prospettiva di apposizione di vincoli di destinazione e la relativa incidenza sui beni e sulla responsabilità patrimoniale pongono problemi di composizione di interessi spesso contrastanti: effettività del vincolo, tutela dei beneficiari, sicurezza della circolazione e tutela dei terzi acquirenti. Un ripensamento del principio della circolazione giuridica non è dunque neutro rispetto agli interessi coinvolti e solleva >>>
Risultati parziali attesi
La sicurezza della circolazione giuridica, come è noto, corrisponde alle esigenze dei traffici del moderno sistema economico ed ai principi comunitari di libera circolazione dei beni. Tali esigenze devono essere tradotte in precisi meccanismi tecnico giuridici, che permettono di realizzare i trasferimenti di beni e servizi nel mercato unico europeo. In mancanza di omogeneità della disciplina legale, spetta all’interprete la revisione del tradizionale sistema della circolazione giuridica alla luce del mutato contesto economico e sociale, per cercare di prospettare le soluzioni più coerenti, moderne ed efficienti.Il problema della circolazione dei beni in Europa richiede dunque un’analisi finalizzata a rivedere il principio alla luce delle diverse esperienze nazionali verso un ripensamento che richiede una forte consapevolezza ed uno studio del rinnovato quadro normativo e delle esigenze rimediali che esso solleva.
L’importanza e l’utilità della ricerca sono evidenti.
Il ruolo della dottrina si contraddistingue in questo ambito per il carattere autorevole e verificabile del contributo ad un’effettiva realizzazione dei principi fondanti il Trattato della Comunità.
La varietà e la profondità degli apporti che confluiscono nello studio critico del principio di circolazione dei beni accentuano l’interesse e l’utilità della ricerca: accanto alle linee evolutive interne ed europee e ad una solida ed approfondita riflessione sulla prospettiva rimediale >>>
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
La recente evoluzione normativa nel contesto non solo italiano spinge ad una analisi critica del principio di liberà della circolazione dei beni e dei meccanismi rimediali predisposti nel bilanciamento dei diversi interessi coinvolti.Importante angolo di osservazione ai fini della ricerca è individuato nelle figure di destinazione e separazione di beni; da ultimo, il nuovo art. 2645 ter c.c. consente la trascrivibilità e l’opponibilità dell’atto di destinazione di beni immobili o mobili registrati per la realizzazione di interessi meritevoli di tutela, con effetti di separazione patrimoniale. La novella pone problematiche di contemperamento tra l’autonomia privata nella selezione dell’interesse destinatorio e la tutela del profilo circolatorio (oltre che dei creditori del conferente) con riferimento sia alla costituzione del vincolo che alla circolazione dei beni destinati. Tale aspetto apre interessanti prospettive di analisi nell’esigenza di combinare la realizzazione dell’interesse con la tutela degli aventi causa ed i relativi rimedi e la sicurezza del sistema in generale: a fronte della pluralità degli interessi coinvolti, l’apparato rimediale e la sua effettività svolgono invero un ruolo fondamentale.
Indici analoghi provengono da altri ordinamenti. La Francia ha recentemente introdotto nel Code il contratto di fiducie opponibile a terzi, preoccupandosi di fornire criteri in ordine alla circolazione dei beni facenti parte del patrimoine fiduciaire. La >>>



