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INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

PROGRAMMA DI RICERCA 2007

italiano - english
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Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione brevettuale
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  • PHYSICS
    • MEASURING (counting G06M); TESTING
      • INVESTIGATING OR ANALYSING MATERIALS BY DETERMINING THEIR CHEMICAL OR PHYSICAL PROPERTIES (separating components of materials in general B01D, B01J, B03, B07; apparatus fully provided for in a single other subclass, see the relevant subclass e.g. B01L; measuring or testing processes other than immunoassay, involving enzymes or micro-organisms C12M, C12Q; investigation of foundation soil in situ E02D1/00; sensing humidity changes for compensating measurements of other variables or for compensating readings of instruments for variations in humidity, see G01D or the relevant subclass for the variable measured; testing or determining the properties of structures G01M; measuring or investigating electric or magnetic properties of materials G01R; systems or methods in general, using reception or emission of radiowaves or other waves and based on propagation effects, e.g. Doppler effect, propagation time, direction of propagation, G01S; determining sensivity, graininess, or density of photographic materials G03C5/02; testing component parts of nuclear reactors G21C17/00; [N: controlling or regulating non-electric variables G05D; measuring degree of ionisation of ionised gases, i.e. plasma H05H1/00A; testing electrographic developer properties G03G15/08H6])
Classificazione geografica
Parole Chiave
CAMBIAMENTO CLIMATICO, PINETE, PARASSITI DEI PINI, NEMICI NATURALI, ESPANSIONE DEGLI AREALI

Effetti del cambiamento climatico sui principali insetti parassiti delle pinete italiane.

Università degli Studi di Padova
Abstract
I cambiamenti climatici registrati negli ultimi anni si concretizzano in modo sempre più evidente con un innalzamento delle temperature, spesso accompagnato da un cambiamento dei ritmi delle precipitazioni che tendono a concentrarsi in pochi o pochissimi giorni, intervenendo, tra l’altro, in modo rilevante nei fenomeni di mortalità dei soprassuoli forestali. Tra le cenosi arboree italiane interessate da fenomeni di destabilizzazione, le pinete vengono da molti incluse tra le formazioni che mostrano i più evidenti sintomi di decadimento vegetativo. Tra le principali conseguenze dovute alle anomalie fisiologiche osservate a carico dei pini sono da annoverarsi i ricorrenti attacchi di vari insetti defogliatori, quali la processionaria del pino (Traumatocampa (=Thaumetopoea) pityocampa), e pullulazioni di coleotteri scolitidi appartenenti ai generi Tomicus (T. piniperda, T. minor e T. destruens) e Ips (I. acuminatus e I. sexdentatus). L’innalzamento dei valori minimi della temperatura permette inoltre a molte specie d’insetti di espandere il loro areale di distribuzione ad altitudini e latitudini prima non idonee alla loro sopravvivenza, incrementando i danni complessivi.
I principali obiettivi del presente progetto prevedono lo studio dell’influenza dei cambiamenti climatici su alcuni aspetti della biologia ed ecologia delle popolazioni di scolitidi e di processionaria presenti in varie pinete alpine e litoranee prese come modello. In particolare le ricerche verteranno >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Massimo Faccoli Università degli Studi di PADOVA
Obiettivo del Programma di Ricerca
GENERALITÀ
Dalla seconda metà del secolo scorso, in molte pinete italiane si sono registrati evidenti sintomi di deperimento vegetativo che si sono progressivamente estesi su ampie aree, con crescente intensità e frequenza. Tra le cause primarie delle anomalie fisiologiche osservate a carico dei pini sono da annoverarsi i ricorrenti attacchi di vari insetti defogliatori, la processionaria del pino (Traumatocampa (=Thaumetopoea) pityocampa) in primo luogo, e pullulazioni di alcuni fitomizi, con particolare riferimento alle cocciniglie. L’azione di questi fitofagi indebolisce le piante e le predispone all’attacco di svariati xilofagi, soprattutto coleotteri scolitidi appartenenti ai generi Tomicus (T. piniperda, T. minor e T. destruens) e Ips (I. acuminatus e I. sexdentatus) , la cui azione interviene in modo decisivo sulla sopravvivenza delle piante. Il quadro generale è inoltre spesso complicato dai cambiamenti climatici in atto negli ultimi anni che rendono progressivamente sfavorevoli ambienti in passato idonei alla vegetazione di molte specie di pino; questa è da ritenersi una delle cause che maggiormente incidono sullo stato vegetativo delle piante, le quali divengono così più vulnerabili agli attacchi di vari fitofagi, in primo luogo xilofagi. L’innalzamento dei valori minimi della temperatura permette inoltre a molte specie d’insetti di espandere il loro areale di distribuzione ad altitudini e latitudini prima non idonee alla loro sopravvivenza. Il susseguirsi >>>

Risultati parziali attesi
Con il presente progetto ci si propone di chiarire le relazioni tra il cambiamento climatico e alcuni dei principali fitofagi dei pini in Italia. Se per la processionaria è stata dimostrata una chiara relazione tra l’aumento della temperatura e l’espansione dell’areale in altitudine e latitudine nelle Alpi (Battisti et al. 2005), non è ancora noto quanto si sta verificando in altri ambiti territoriali. Inoltre tali relazioni sono pressoché del tutto sconosciute presso i coleotteri scolitidi, la cui importanza economica sta diventando sempre più importante. Solo alcune indagini preliminari hanno mostrato la possibilità per alcuni scolitidi mediterranei a colonizzare anche specie continentali di pini (Faccoli, 2007), come già sta accadendo in alcune aree del bacino del Mediterraneo, e che l’unica limitazione all’espansione di tali specie è rappresentata da limiti climatici. La conoscenza dei meccanismi di risposta delle specie alla temperatura consentirà di interpretare le variazioni dell’areale osservate e di prevedere gli sviluppi futuri, sulla base delle proiezioni più aggiornate messe a disposizione dagli enti che svolgono il monitoraggio climatico. Le recenti introduzioni dei fitofagi in oggetto in Sardegna offrirà una base di riferimento per conoscere la velocità di colonizzazione delle specie nel nuovo ambiente, che potrà essere utilizzata per verificare i modelli di espansione rilevati ai margini dell’areale.

Una volta chiariti gli aspetti meccanicistici >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
CLIMA
I cambiamenti climatici registrati negli ultimi anni si concretizzano in modo sempre più evidente con un innalzamento delle temperature, soprattutto invernali, spesso accompagnato da un cambiamento dei ritmi delle precipitazioni che tendono a concentrarsi in pochi o pochissimi giorni, comportando, tra l’altro, rilevanti modifiche nell’assetto degli ecosistemi forestali (Solomon et al., 2007). Tali cambiamenti sembrano intervenire in modo rilevante nei fenomeni di mortalità dei soprassuoli, agendo sia come fattore di indebolimento degli alberi, sia accelerando lo sviluppo e favorendo la sopravvivenza di quelle specie di insetti, con attività prettamente invernale. Il cambiamento dei fattori climatici rende inoltre progressivamente sfavorevoli stazioni forestali un tempo pienamente idonee alla vegetazione di determinate specie forestali. Questo provoca gravi alterazioni nello stato vegetativo degli alberi che divengono in tal modo vulnerabili ad attacchi di vari organismi. I forti stress idrici estivi determinano infatti un progressivo indebolimento degli alberi predisponendoli ad infestazioni parassitarie. Gli inverni miti riducono inoltre la mortalità invernale di molte specie d’insetti che in questo modo possono incrementare il contingente numerico delle loro popolazioni. Cicli di sviluppo più brevi, accelerati da temperature più favorevoli, riducono poi l’esposizione del fitofago all’azione dei predatori s.l., e intervengono sul voltinismo della specie. In >>>