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PROGRAMMA DI RICERCA 2007

italiano - english
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Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione brevettuale
  • CHEMISTRY; METALLURGY
    • BIOCHEMISTRY; BEER; SPIRITS; WINE; VINEGAR; MICROBIOLOGY; ENZYMOLOGY; MUTATION OR GENETIC ENGINEERING
      • FERMENTATION OR ENZYME-USING PROCESSES TO SYNTHESIZE A DESIRED CHEMICAL COMPOUND OR COMPOSITION OR TO SEPARATE OPTICAL ISOMERS FROM A RACEMIC MIXTURE (fermentation processes to form a food composition A21, A23; compounds in general, see the relevant compound class, e.g. C01, C07; brewing of beer C12C; producing vinegar C12J; processes for producing enzymes C12N9/00; DNA or RNA concerning genetic engineering, vectors, e.g. plasmids, or their isolation, preparation or purification C12N15/00)
Classificazione geografica
Parole Chiave
TANNINI, RUMINANTI, LATTE, CARNE, ACIDO LINOLEICO CONIUGATO

Effetti dei tannini di alcuni alimenti per ruminanti sulla degradabilità ruminale delle frazioni proteica e fibrosa, sulle bioidrogenazioni della frazione lipidica e sulla qualità del latte e della carne.

Università degli Studi di Firenze
Abstract
L’obiettivo del progetto, nel suo complesso, è quello di verificare gli effetti dei tannini presenti in alcuni alimenti per ruminanti sulla degradabilità delle frazioni proteica e fibrosa, sulle bioidrogenazioni ruminali della frazione lipidica e, come naturale conseguenza, sulla qualità del latte e della carne.
In base alle esperienze pregresse, ampiamente documentabili dalle pubblicazioni riportate nelle apposite sezioni, sono stati ripartiti i compiti fra i gruppi di ricerca.
L’unità operativa di Firenze si occuperà essenzialmente degli studi in vitro al fine di approfondire gli aspetti inerenti le degradazioni delle componenti proteica, fibrosa e lipidica di diete integrate con estratti di tannini o contenenti foraggi e concentrati caratterizzati dalla presenza di tannini così come sono offerti dalla pianta che li produce.
Le altre due unità operative, invece, svolgeranno prove sperimentali in vivo: l’unità operativa di Catania si occuperà degli effetti che i tannini hanno sulla qualità della carne mentre quella di Sassari sarà interessata a studiare gli effetti che questa famiglia di composti ha sulla qualità delle produzioni lattiero casearie.
Per la realizzazione del progetto sono state scelte 5 differenti tipologie di tannini. Tre di questi sono presenti in alimenti comunemente usate nell’alimentazione dei ruminanti e due sono estratti da piante legnose. Gli alimenti scelti sono la polpa di carruba (Ceratonia siliqua), le foglie di acacia >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Mauro Antongiovanni Università degli Studi di FIRENZE
Obiettivo del Programma di Ricerca
Da alcuni anni la comunità scientifica ha puntato l’attenzione sull’alimentazione umana come mezzo di prevenzione di alcune patologie quali quelle cardiovascolari ed oncogene. Come conseguenza a questo nuovo interesse del consumatore, il mondo della ricerca zootecnica ha rivolto la sua attenzione allo studio di nuove tecniche di alimentazione animale finalizzate al miglioramento della qualità dei prodotti di origine animale. In particolare, nell’allevamento dei ruminanti appare molto interessante la prospettiva di poter modulare le sintesi microbiche della componente proteica e le bioidrogenazioni della componente lipidica della dieta al fine di ottimizzare l’utilizzo delle proteine per venire incontro ai fabbisogni dell’animale ospite e contemporaneamente arricchire i prodotti, destinati all’alimentazione umana, in acidi grassi benefici. L’impiego dei tannini nelle diete destinate ai ruminanti, offre la possibilità di modulare le fermentazioni ruminali in favore della produzione di acidi grassi nutraceutici, come il CLA, o di suoi precursori tissutali come l’acido vaccenico (VA).
Inoltre, molte essenze foraggiere dei nostri pascoli contenenti tannini, potrebbero offrire, se dosate in maniera opportuna, un mezzo naturale per ottimizzare la quota proteica offerta all’animale attraverso l’aumento della frazione azotata indegradabile. La messa a punto di strategie alimentari di questa tipologia può avere un notevole risvolto pratico nell’ambito del trasferimento dei >>>

Risultati parziali attesi
I risultati attesi dal progetto riguarderanno essenzialmente il conseguimento degli obiettivi descritti nel paragrafo “obiettivi finali che il progetto si propone di raggiungere” (punto 11). In particolare, nell’allevamento dei ruminanti appare molto interessante la prospettiva di poter modulare le sintesi microbiche della componente proteica e le bioidrogenazioni della componente lipidica della dieta al fine di ottimizzare l’utilizzo delle proteine per venire incontro ai fabbisogni dell’animale ospite e contemporaneamente arricchire i prodotti, destinati all’alimentazione umana, in acidi grassi benefici. L’impiego di alimenti tannici e/o estratti tannici da essenze arboree nelle diete destinate ai ruminanti offre la possibilità di modulare le fermentazioni ruminali in favore della produzione di acidi grassi dalle proprietà nutraceutiche, come il CLA, o di suoi precursori tissutali come l’acido vaccenico (VA).
Inoltre, i tannini, naturalmente presenti in molte essenze foraggere dei nostri pascoli, potrebbero offrire un mezzo naturale per ottimizzare la quota proteica offerta all’animale attraverso la razione. La messa a punto di strategie alimentari di questa tipologia può avere un notevole risvolto pratico nell’ambito del trasferimento dei risultati della ricerca non solo presso le piccole medie imprese del settore mangimistico ma anche presso gli allevatori poiché un’ottimizzazione della componente proteica delle diete per i ruminanti è fortemente legata ad una >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Gli alimenti di origine animale quali le carni delle varie specie, il latte, i formaggi, sono stati spesso considerati alimenti da evitare perché il grasso in essi contenuto è relativamente ricco di acidi grassi saturi, ritenuti responsabili della predisposizione o dell’aggravamento di malattie cardio-vascolari.
Abbastanza recentemente, anche grazie a nuove e più sofisticate tecniche analitiche, l’attenzione dei ricercatori si è focalizzata sul profilo in acidi grassi del grasso degli alimenti prodotti dai ruminanti, in particolare del latte, per le riconosciute proprietà benefiche sulla salute dei consumatori di alcuni di essi.
Appaiono interessanti, a questo proposito, gli acidi che provengono dalle tappe intermedie del metabolismo bioidrogenativo che alcuni ceppi batterici portano avanti nel rumine, o che risultano dalla attività deidrogenasica della ?9 desaturasi nei tessuti dell’animale. In particolare ci si riferisce ad alcuni isomeri dell’acido linoleico coniugato (CLA), fra cui l’acido rumenico (C18:2 cis 9 trans 11) e dell’acido octadecenoico, fra cui l’acido vaccenico (C18:1 trans 11). Al CLA sono state riconosciute proprietà di prevenzione nei riguardi di alcuni tipi di tumori, del diabete, di malattie cardiovascolari, ipertensione e dell’obesità (Ip et al., 1991; Nicolosi et al., 1997; Pariza et al., 1999).
Giocando sulla qualità della dieta è possibile modulare il metabolismo microbico ruminale e, di conseguenza, il metabolismo aerobio >>>