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PROGRAMMA DI RICERCA 2007

italiano - english

Il riconoscimento e la validazione delle competenze professionali ed esperienziali degli adulti che (ri)entrano all’Università, nella prospettiva dell’apprendimento permanente.

Università degli Studi Roma Tre
Abstract
Il progetto trova i suoi presupposti nelle strategie di cambiamento proposte dal modello del lifelong learning, in prospettiva sistemica, condiviso dalla UE. L’apprendimento e la valorizzazione delle competenze diventano centrali in un sistema educativo orientato al lifelong learning e che coinvolge anche le agenzie formative del ciclo secondario superiore quale è l’Università. Il nuovo scenario economico e sociale enfatizza infatti gli apprendimenti individuali e le diverse forme e sedi dove questi avvengono. Nel dibattito nazionale ed internazionale è quindi crescente l’attenzione alle competenze acquisite non solo nei canali formali dell’educazione, ma anche nelle imprese, o nei luoghi di lavoro in generale, nel volontariato o comunque nelle esperienze di vita. È noto infatti come a livello europeo il cosiddetto processo di Bologna stia ridisegnando i cicli secondari superiori secondo principi ispirati tra l’altro al riconoscimento e alla validazione degli apprendimenti non formali e informali nel sistema detto ECTS, ovvero dei crediti formativi universitari. Inoltre sin dal maggio 2004 sono stati presentati nelle conclusioni del Consiglio i “Principi comuni europei per la validazione dell’apprendimento non formale e informale.
Anche a livello nazionale si sta sviluppando un dibattito sulla legge per la formazione permanente che dà grande risalto a “il riconoscimento di crediti formativi e la certificazione degli apprendimenti comunque acquisiti”, nella prospettiva >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Aureliana Alberici Università degli Studi ROMA TRE
Obiettivo del Programma di Ricerca
Nell’attuale dibattito a livello nazionale ed europeo sulla riforma dei sistemi di istruzione e formazione, alla luce del cosiddetto processo di Bologna, viene posto come obiettivo prioritario lo sviluppo di “passerelle” tra i sistemi formali dell’istruzione e i contesti non formali e informali all’apprendimento per costruire sistemi di riconoscimento e accumulazione degli apprendimenti conseguiti, al fine di garantire la mobilità geografica e professionale nei sistemi europei. Inoltre, per quanto riguarda in particolar modo gli adulti, la possibilità di usufruire di tali “passerelle” tra i sistemi dell’educazione ha un importante effetto positivo sulla motivazione e la crescita della partecipazione nelle azioni di formazione permanente.

È noto come nel sistema accademico europeo tali obiettivi siano stati vantaggiosamente conseguiti grazie all’adozione del sistema ECTS – European Credit Transfer System. Tale sistema di valutazione e cumulo dei crediti garantisce infatti la flessibilità dei percorsi, la mobilità tra le istituzioni accademiche e tra l’università e le altre agenzie educative. Ma ciò deve essere implementato e garantito dalla previsione di sistemi di riconoscimento e validazione delle competenze acquisite in contesti non formali ed informali.

A questo va aggiunto che già nel D.M. 22 ottobre 2004, n. 270, all’art. 5 c. 7 è consentito per l’università prevedere il riconoscimento di 60 crediti formativi universitari (CFU) per le >>>

Risultati parziali attesi
I risultati attesi riguardano lo sviluppo di una maggiore attenzione ai temi del riconoscimento e validazione dell’esperienza e competenze professionali degli adulti che rientrano all’università. Questo ai fini dell’innovazione nell’approccio, nelle procedure e negli strumenti per regolare l’accesso all’università di studenti adulti, con la possibilità di allargare tali canali di accesso al pubblico maggiormente svantaggiato rispetto alla popolazione studentesca tradizionale.

Nello specifico, i risultati attesi della prima fase riguardano:
•acquisizione di approfonditi elementi conoscitivi della letteratura italiana ed internazionale sui temi: adulti, università, esperienza, apprendere/imparare ad apprendere, definizione quindi del quadro concettuale che informa la sperimentazione;
•predisposizione di un glossario del lessico di base relativo al quadro concettuale della ricerca;
•realizzazione di un percorso formativo per i ricercatori delle 3 Unità di Ricerca - con la partecipazione e la supervisione degli studiosi esperti, francesi e spagnoli, presenti nel team di ricerca del progetto - volto all'acquisizione e allo sviluppo di capacità di utilizzo degli strumenti già operativi a livello europeo in tema di riconoscimento e validazione dell’esperienza e delle competenze professionali di adulti che (ri)entrano all’università;
•sviluppo e consolidamento della dimensione internazionale delle attività di ricerca relative al campo >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Il progetto trova i suoi presupposti nelle strategie di cambiamento proposte dal modello del lifelong learning, in prospettiva sistemica, condiviso dalla UE. Tale interesse di ricerca si inserisce in un quadro di aumento della popolazione adulta che partecipa ad attività accademiche, così come documentato dal rapporto di ricerca PRIN 2004: “Alberici A., Adulti e Università. Accogliere e orientare nei nuovi Corsi di Laurea, Anicia, Roma, 2007”, riguardante quattro atenei italiani. Tale tendenza è inoltre confermata dai dati dell’indagine Almalaurea 2006, che rilevano un 22% di immatricolati nel 2005 con età superiore ai 21 anni, mentre i dati MIUR – DG Studi e programmazione – Istat nel 2006 presentano un 21% di immatricolati dopo il ventiduesimo anno di età. L’ apprendimento e la valorizzazione delle competenze diventano centrali in un sistema educativo orientato al lifelong learning, che coinvolge anche le agenzie formative del ciclo secondario superiore quale è l’Università. Il nuovo scenario economico e sociale , enfatizza infatti gli apprendimenti individuali e le diverse forme e sedi dove questi avvengono. Da qui un’attenzione crescente nel mondo dell’educazione e del lavoro ai luoghi non formali e informali di apprendimento. Nel dibattito nazionale ed internazionale è quindi crescente l’attenzione alle competenze acquisite non solo nei canali formali dell’educazione, ma anche nelle imprese, o nei luoghi di lavoro in generale, nel volontariato o comunque nelle >>>