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INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

PROGRAMMA DI RICERCA 2007

italiano - english

Eredità del Rinascimento e genesi del moderno in filosofia. Edizione di testi e studi sulla storia della filosofia europea da Montaigne al primo Illuminismo

Abstract
Il programma di ricerca (guidato da Gianni Paganini) intende analizzare le fasi salienti del processo storico che ha portato alla genesi e all’affermazione della ragione ‘moderna’, in una prospettiva ampia dal punto di vista geografico (sono toccati i principali paesi europei) e storico (lungo l’arco temporale che va dal tardo Rinascimento sino al primo Illuminismo). In quell’epoca furono elaborati alcuni paradigmi fondamentali che nei loro intrecci e successioni definirono le basi per instaurare un originale rapporto tra filosofia, saperi scientifici, concezioni politiche e religiose, forme di organizzazione della cultura. Naturalmente, non si può parlare di un modello unico, bensì di una pluralità di modelli; tuttavia, è innegabile che, malgrado le profonde differenze di impianto e di orientamento questi diversi paradigmi furono fondati sulla centralità della “ratio” e sull’applicazione di suoi metodi a tutti gli ambiti del sapere, salvo definirne poi in contesti diversi e in forme molteplici i contenuti, le procedure, le finalità. Il presente programma guarda in modo particolare agli aspetti storico-filosofici di questo processo, ma ne insegue altresì le diramazioni (e i contraccolpi) in ambiti culturali che spaziano dalla metafisica alla teoria della conoscenza, dalle scienze fisiche alle scienze morali, dalla teologia alla politica, dalla storia alla fisica e alla medicina, con una specifica attenzione alle forme di organizzazione e diffusione del nuovo sapere. La >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Gianenrico Paganini Università degli Studi del PIEMONTE ORIENTALE "Amedeo Avogadro"-Vercelli
Obiettivo del Programma di Ricerca
Obiettivi finali

Il programma di ricerca intende analizzare la genesi, l’affermazione e il ruolo di una nuova concezione della natura che comportò la formazione di una nuova idea dell’uomo, nell’arco cronologico che va dal Rinascimento all’Illuminismo. Tra Rinascimento e rivoluzione scientifica del XVII e XVIII secolo si è senz’altro affermato un nuovo tipo di umanesimo, profondamente diverso da quello antropocentrico del Quattrocento, così come il Seicento e il Settecento non sono stati anti-umanistici, come pretende la vulgata imposta dagli studi di Foucault, bensì hanno declinato la concezione dell’uomo in termini scientifici, inserendola in una più vasta concezione delle leggi e della causalità naturali. Oltre all’evidente interesse analitico delle singole parti della ricerca, che verranno analizzate più sotto, si intende qui mettere in evidenza il contributo più generale che tali studi possono recare al rinnovamento delle prospettive storiografiche in un più ampio orizzonte. L’obiettivo comune del lavoro delle Unità è infatti quello di mostrare – in modo storico e documentato – come tra Cinquecento, Seicento e Settecento, in ambiti culturali diversi ma coevi, una nuova concezione della natura e della scienza ad essa connessa abbia prodotto un’antropologia filosofica altrettanto nuova, e come si sia creato un intreccio molto stretto tra rinnovamento scientifico e immagini dell’uomo. Un altro aspetto di novità consisterà nel vedere come questo processo non >>>

Risultati parziali attesi
I risultati che ci proponiamo di ottenere sono articolati in tre diverse categorie:



1) edizione critica di testi inediti, rari o comunque mai pubblicati in forma filologica, con annotazione, apparati e introduzioni storiche; 2) studi storici e interpretativi, intesi a ricostruire la sostanza filosofica, ma anche la genesi fattuale e la diffusione culturale dei temi indagati; 3) promozione di rivista, opere collettive e di incontri scientifici specializzati sui temi storici oggetto della ricerca.


Ecco i principali prodotti attesi, divisi per anni:

I° anno

Edizioni di testi:

N. Panichi : edizione francese (1580) della "Civil Conversazione " di Guazzo presso Vrin
G. Ernst: T. Campanella, “Ethica”
G. Ernst: T. Campanella, “Lettere”
E. Canone: G. Bruno, “De gli eroici furori”
D. Giovannozzi, E. Canone: Leone Ebreo, “Dialoghi d’amore”


G. Mori: Edizione critica de l’Avis aux réfugiés di Pierre Bayle (Champion, Vie des Huguenots)

Mori: Introduzione generale all’edizione elettronica di Pierre Bayle (Champion)
F. Tomasoni: Edizione italiana del Fedone di Mendelssohn

Studi storici e interpretativi

volumi

L. Spruit: “Catholic Church and Modern Science. Documents from the Roman Archives of the Holy Office and the Index”, vol. I
Giovanni Sante Felici, Studi >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Sono lontani i tempi in cui nella corrente storiografia la concezione filosofica della natura tipica della modernità si identificava tout court con il meccanicismo. Per quanto abbia dato frutti di grande rilievo (con gli studi classici di Koyré, Lenoble, Dijksterhuis, Jammer per citare solo i maggiori), questo tipo di storiografia è stata di fatto sostituita da una nuova ondata di studi più attenti a cogliere i legami e le continuità tra la nuova scienza e la nuova filosofia del Seicento e le sue radici storiche e culturali nelle epoche precedenti. Si possono in realtà distinguere due diversi orientamenti all’interno di questa nuova impostazione storiografica. Innanzitutto, in diretta continuità con alcune ricerche pionieristiche di Gilson, una nuova generazione di studiosi ha sottolineato il legame con le filosofie medievali, scolastiche e tardo-scolastiche, contribuendo così a evidenziare lo spessore metafisico della filosofia della natura dei moderni. Pur procedendo con presupposti e metodi differenti, studiosi come J.-L. Marion, J.-R. Armogathe, V. Carraud, A. Funkenstein, C. Leijenhorst hanno messo in luce quanta parte della filosofia medievale, scolastica e tardo-scolastica abbia contribuito alla formazione e all’impostazione delle filosofie di alcuni grandi moderni: Descartes per Marion e Armogathe, Pascal e più in generale la nozione moderna di causalità per Carraud, Hobbes per Leijenhorst, mentre Funkenstein si è impegnato in un originale tentativo di leggere la >>>