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PROGRAMMA DI RICERCA 2007

italiano - english

LA TUTELA DEL PATRIMONIO CULTURALE NEL DIRITTO INTERNAZIONALE: PROBLEMI IRRISOLTI E NUOVE SFIDE

Università degli Studi di Siena
Abstract
Gli ultimi quindici anni sono stati caratterizzati da un intenso e notevole sviluppo degli standards giuridici internazionali concernenti la salvaguardia del patrimonio culturale. La Convenzione del 1972 sulla protezione del patrimonio mondiale culturale e naturale ha conseguito un ambito applicativo pressoché universale e si è trovata a dover affrontare alcune rilevanti sfide - non immaginabili al momento della sua adozione - con riguardo in particolare alla rappresentatività della Lista del patrimonio Mondiale, alla gestione di un numero costantemente crescente dei siti iscritti in tale Lista, al monitoraggio del loro stato di conservazione e alle strategie di gestione della nuova categoria dei "paesaggi culturali". Ancora oggi l'Italia conserva il primato - insieme alla Spagna - del numero dei siti iscritti nella Lista, ma alcune problematiche sono sorte sia in relazione alla pianificazione di un limite sul numero delle iscrizioni che potranno essere fatte in futuro, sia con riguardo alla garanzia di un livello di conservazione adeguato dei beni iscritti nella Lista a livello nazionale.
Un altro settore relativo alla disciplina internazionale della gestione del patrimonio culturale che è attualmente oggetto di un'evoluzione assai rilevante è quello della restituzione dei beni culturali mobili rubati o illecitamente esportati. In tale ambito si stanno infatti aprendo nuove incoraggianti prospettive per rafforzare l'efficacia dell'azione >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Francesco Francioni Università degli Studi di SIENA
Obiettivo del Programma di Ricerca
Lo scopo della presente ricerca è quello di investigare ed analizzare la prassi internazionale concernente la tutela del patrimonio culturale al fine di contribuire alla comprensione dello stato del diritto internazionale contemporaneo in materia nonché - allo stesso tempo - di enucleare idee originali per lo sviluppo di iniziative di "policy" finalizzate al rafforzamento del complesso delle norme giuridiche attualmente in vigore per la protezione del patrimonio culturale e, in particolare, favorire l'attuazione a livello interno delle norme e dei principi internazionali pertinenti. In tal senso si intende in modo particolare contribuire alla definizione delle modalità e strategie di azione degli organismi nazionali e internazionali competenti in materia, in modo da favorire la razionalizzazione e l'efficienza della loro azione coordinando in modo armonico gli obiettivi perseguiti dai vari strumenti internazionali pertinenti.
In primo luogo, uno degli obiettivi finali del progetto consiste nella valutazione delle strategie idonee a consolidare le potenzialità della Convenzione sul patrimonio mondiale culturale e naturale quale strumento fondamentale per la salvaguardia del patrimonio culturale a beneficio delle future generazioni. Da un lato sarà necessario prospettare specifiche azioni e norme per rafforzare il quadro istituzionale da cui dipende il sistema di cooperazione internazionale (in particolare, dovrebbero essere individuate delle >>>

Risultati parziali attesi
Negli ultimi decenni la materia della protezione internazionale del patrimonio culturale è stata caratterizzata da un’evoluzione connotata da un’ampia produzione normativa, nell’ambito della quale non è stato però sufficientemente curato l’aspetto fondamentale del coordinamento tra gli strumenti pertinenti e della razionalizzazione dell’azione globale in materia. Ciò ha condotto allo sviluppo di un regime che – globalmente considerato – difetta della necessaria omogeneità per garantire l’efficienza dell’azione internazionale in materia, in cui vi sono sovrapposizioni di competenze inutili e dannose nonché, addirittura, elementi di conflitto tra i diversi strumenti, i quali conducono in ultima analisi ad un’interferenza reciproca tra gli stessi nel conseguire gli obiettivi da essi perseguiti. Ciò avviene, ad esempio, in relazione alla Convenzione del 1972 sul Patrimonio Mondiale, il cui approccio statocentrico e fondato su criteri di valutazione statici e artificiosamente universalizzati collide apertamente con il criterio olistico e “soggettivistico” abbracciato dalle recenti convenzioni sul patrimonio culturale intangibile e sulla diversità delle espressioni culturali.
In considerazione di tale realtà, la ricerca cercherà di perseguire i seguenti risultati, strettamente connessi gli uni con gli altri:

1) AVANZAMENTO DELLE CONOSCENZE. I proponenti della presente ricerca si attendono un ampliamento della conoscenza sui seguenti aspetti della materia: a >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Quando, all’inizio del XX secolo, furono introdotte nel sistema giuridico internazionale le prime regole concernenti la protezione del patrimonio culturale la comunità internazionale non attribuiva a tale patrimonio la connotazione olistica che è oggi riconosciuta all'alba del nuovo millennio. I beni di rilevanza culturale erano infatti considerati come “proprietà”, ovvero come oggetto di esclusiva pertinenza dello Stato territoriale in cui erano situati. Questo approccio fu adottato dalle Convenzioni dell’Aja del 1907 sulle leggi e consuetudini di guerra, in cui era stabilito che dovevano essere presi i provvedimenti necessari per risparmiare dagli effetti pregiudizievoli di assedi e bombardamenti, per quanto possibile, gli edifici consacrati al culto, alle arti, alle scienze, alla beneficenza, nonché i monumenti storici, a condizione non fossero utilizzati per scopi militari. Nel 1954 fu adottata la Convenzione dell’Aja concernente la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato, la quale contemplava un doppio livello di salvaguardia per i beni in oggetto (“ordinaria” e “speciale”) ed estendeva l’ambito applicativo di alcune delle sue norme ai conflitti armati non internazionali. Sebbene tale strumento fosse ancora incentrato sull’interesse sovrano degli Stati per il patrimonio culturale nazionale, il valore del patrimonio in questione come trascendente i limitati confini dello Stato territoriale fu ben compreso dai redattori della Convenzione, la quale >>>