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PROGRAMMA DI RICERCA 2007

italiano - english
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Parole Chiave
CAVALLO, ESERCIZIO, STRESS, BENESSERE ANIMALE, MARKER PERIFERICI

Fisiologia dell’esercizio nel cavallo atleta: influenza della dieta, del tipo di allenamento e di prestazione sportiva sulle condizioni fisiologiche e cliniche. Identificazione di markers periferici di stress.

Università degli Studi di Torino
Abstract
In Medicina Sportiva Equestre, lo studio della modificazione dei parametri metabolici, neuroendocrini e funzionali dovuta all'esercizio riveste un interesse sempre maggiore al fine di valutare le capacità di adattamento fisico allo stress indotto dall'allenamento e dalle competizioni frequenti e di implementare le condizioni di benessere animale (Evans, 2007). Il tema del benessere animale rappresenta un obiettivo ampiamente perseguito anche a livello comunitario dove è recentemente emersa la necessità di dar vita ad una vera e propria disciplina che necessita di un adeguato supporto scientifico e di dati oggettivi e riproducibili. In diversi studi compiuti nell’uomo e negli animali domestici è stato dimostrato che sia l'esercizio di breve durata che prolungato inducono risposte quali alterazioni metaboliche, a carico del sistema immunitario ed attivazione di alcuni meccanismi neuroendocrini (Chrousos, 1995; Passantino et al., 2005). Più in particolare, l'esercizio può causare alterazioni a carico della composizione delle sottopopolazioni e della proliferazione linfocitarie, del rilascio di ormoni, di catecolamine e citochine e può avere ripercussioni importanti sullo stress ossidativo (Kurokawa et al., 1995; Pedersen e Hoffman-Goetz, 2000). Il cavallo sportivo rappresenta pertanto un modello interessante per valutare gli effetti dello stress indotto dall'esercizio. Occorre però sottolineare che le risposte neuroendocrine possono variare >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Rosangela Odore Università degli Studi di TORINO
Obiettivo del Programma di Ricerca
Obiettivo principale dell’intero studio è quello di garantire il benessere animale individuando markers attendibili in grado di mettere in evidenza eventuali stati di stress del cavallo atleta nelle fasi di allenamento e competizione. Quello del benessere animale è in realtà un obiettivo ampiamente perseguito anche dalla Comunità Europea che ha recentemente presentato l’”Animal Welfare Action Plan 2006-2010” sottolineando come il tema del benessere rappresenti una vera e propria disciplina che necessita di un adeguato supporto scientifico e di dati oggettivi e riproducibili. Ogni singola fase della ricerca sarà pertanto mirata all’identificazione di condizioni standard di management ed allenamento in grado di assicurare performance sportive di elevato profilo ed una qualità di vita dell’animale ottimale. Gli obiettivi ascrivibili alle determinazioni effettuate dalle singole Unità di Ricerca si basano sulle premesse scientifiche al lavoro.
1° Obiettivo – Molti studi testimoniano che l’esercizio può indurre modificazioni a carico della composizione delle sottopopolazioni e della proliferazione linfocitarie, del rilascio di ormoni e citochine (Pedersen e Hoffman-Goetz, 2000). Durante l’esercizio, viene stimolato il rilascio di adrenalina dalla midollare del surrene e di nordrenalina dalle sinapsi delle fibre del sistema simpatico, aumentano quindi generalmente i livelli ematici di catecolamine e, tale aumento, risulta correlato alla durata e all’intensità dell’esercizio >>>

Risultati parziali attesi
Lo studio dei parametri biochimici ed endocrini di stress consentirà di individuare markers periferici quantificabili e facilmente accessibili al fine di valutare oggettivamente gli effetti dell'esercizio intenso e i possibili meccanismi di adattamento dell'animale. In altre specie animali, in particolare nel bovino e nel cane, la fluttuazione dei livelli di ormoni circolanti e delle concentrazioni di recettori linfocitari in situazioni di stress è già stata oggetto di studio (Friedman et al., 1987; Re et al, 1999; Odore et al., 2004).
La conoscenza della fisiopatologia dello stress correlato all'esercizio trova un’interessante applicazione pratica dal momento che consente di modificare opportunamente gli schemi di allenamento tradizionali migliorando le prestazioni sportive e le condizioni di benessere dell'animale. Quello del benessere animale è in realtà un obiettivo ampiamente perseguito anche dalla Comunità Europea che ha recentemente presentato l’”Animal Welfare Action Plan 2006-2010” sottolineando come il tema del benessere rappresenti una vera e propria disciplina che necessita di un adeguato supporto scientifico e di dati oggettivi e riproducibili.
La ricerca permetterà inoltre di ottenere dati interessanti relativamente al tipo di dieta, ad una corretta formulazione delle razioni ed allo stress metabolico correlato all’esercizio.
Tutti i risultati relativi ad animali sani ed allenati in condizioni controllate potranno poi >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
L’attività sportiva richiede preparazione ed ottimizzazione delle prestazioni che contribuiscono al successo della performance fisica, di conseguenza, nella Medicina Sportiva del Cavallo, la formulazione di una dieta bilanciata, il corretto management e la valutazione dei parametri metabolici, neuroendocrini, funzionali e clinici riveste un interesse sempre maggiore anche al fine di valutare l’adattamento fisico allo stress indotto dall’esercizio (Evans, 2007). Risulta cioè fondamentale considerare quali siano le modificazioni che si verificano in risposta allo stress causato dall’esercizio. Lo stress è un insieme di eventi che si verificano in seguito ad uno stimolo che induce modificazioni specifiche a livello cerebrale cui seguono risposte fisiologiche peculiari (Hickman-Miller e Hildebrand, 2004). Secondo Seyle, si possono tuttavia distinguere diverse tipi di stress tra cui eustress, distress e “resilience” (Seyle, 1974). L’eustress è una condizione acuta, gestibile dal punto di vista fisiologico, che può addirittura portare alla stimolazione del sistema immunitario, mentre il distress è considerato una condizione cronica o uno stress che esaurisce le risposte fisiologiche conducendo pertanto ad immunosoppressione (McEwen, 1998). Infine, per “resilience” s’intende uno stato in cui i sistemi fisiologici permettono all’organismo di adattarsi e sopravvivere per lunghi periodi in condizioni di stress (Dhabhar et al., 1996). In numerosi studi è stato dimostrato che sia >>>