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PROGRAMMA DI RICERCA 2007
italiano - english
Unità di Ricerca
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Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze agrarie e veterinarie
- Area scientifico disciplinare: Scienze biologiche
Classificazione brevettuale
- HUMAN NECESSITIES
- AGRICULTURE; FORESTRY; ANIMAL HUSBANDRY; HUNTING; TRAPPING; FISHING
- HORTICULTURE; CULTIVATION OF VEGETABLES, FLOWERS, RICE, FRUIT, VINES, HOPS OR SEAWEED; FORESTRY; WATERING (picking of fruits, vegetables, hops, or the like A01D46/00; plant reproduction by tissue culture techniques A01H4/00; devices for topping or skinning onions or flower bulbs A23N15/08; propagating unicellular algae C12N1/12; plant cell culture C12N5/00)
- AGRICULTURE; FORESTRY; ANIMAL HUSBANDRY; HUNTING; TRAPPING; FISHING
- PHYSICS
- CONTROLLING; REGULATING (specially adapted to a particular field of use, see the relevant place for that field, e.g. A62C37/00, B03B13/00, B23Q)
- CONTROL OR REGULATING SYSTEMS IN GENERAL; FUNCTIONAL ELEMENTS OF SUCH SYSTEMS; MONITORING OR TESTING ARRANGEMENTS FOR SUCH SYSTEMS OR ELEMENTS (fluid-pressure actuators or systems acting by means of fluids in general F15B; valves per se F16K; characterised by mechanical features only G05G; sensitive elements, see the appropriate subclass, e.g. G12B, subclass of G01, H01; correcting units, see the appropriate subclass, e.g. H02K)
- MEASURING (counting G06M); TESTING
- INVESTIGATING OR ANALYSING MATERIALS BY DETERMINING THEIR CHEMICAL OR PHYSICAL PROPERTIES (separating components of materials in general B01D, B01J, B03, B07; apparatus fully provided for in a single other subclass, see the relevant subclass e.g. B01L; measuring or testing processes other than immunoassay, involving enzymes or micro-organisms C12M, C12Q; investigation of foundation soil in situ E02D1/00; sensing humidity changes for compensating measurements of other variables or for compensating readings of instruments for variations in humidity, see G01D or the relevant subclass for the variable measured; testing or determining the properties of structures G01M; measuring or investigating electric or magnetic properties of materials G01R; systems or methods in general, using reception or emission of radiowaves or other waves and based on propagation effects, e.g. Doppler effect, propagation time, direction of propagation, G01S; determining sensivity, graininess, or density of photographic materials G03C5/02; testing component parts of nuclear reactors G21C17/00; [N: controlling or regulating non-electric variables G05D; measuring degree of ionisation of ionised gases, i.e. plasma H05H1/00A; testing electrographic developer properties G03G15/08H6])
- CONTROLLING; REGULATING (specially adapted to a particular field of use, see the relevant place for that field, e.g. A62C37/00, B03B13/00, B23Q)
Classificazione geografica
- Regione: Lazio
Parole Chiave
FORESTE VETUSTE, CAMBIAMENTI CLIMATICI, DENDROECOLOGIA, BILANCIO DEL CARBONIO, ISOTOPI STABILICambiamenti climatici e foreste - Risposte dendroecologiche ed ecofisiologiche, produttività e bilancio del carbonio in una rete nazionale di foreste vetuste di faggio
Università degli Studi della TusciaAbstract
Questo Progetto di Ricerca si propone di descrivere e caratterizzare l’ecologia, la struttura, l’auxologia e l’ecofisiologia di popolamenti vetusti di faggio altomontani lungo un gradiente latitudinale che si estende alle Alpi all’Appennino meridionale. In questi habitat ad elevata naturalità, dove gli alberi possono raggiungere e superare i 500 anni di età, verranno studiati e definiti una serie di indicatori descrittivi degli attributi strutturali del popolamento (p.e. densità di biomassa e necromassa, struttura somatica), e saranno descritti i principali processi ecofisiologici su scala stagionale e giornaliera. I dati strutturali, auxologici ed ecofisiologici, integrati da specifiche campagne di rilievo sulla chioma e sul suolo, verranno utilizzati anche per la descrizione del bilancio del carbonio, stimando la quantità massima di carbonio stoccabile nei 4 compartimenti fondamentali di una foresta (biomassa epigea e ipogea; necromassa legnosa in piedi e a terra; lettiera; suolo), nonché i principali flussi (p.e. produzione legnosa e di lettiera; tempi di degrado della necromassa). Ciò permetterà di comprendere la quantità di carbonio massima accumulabile per unità di superficie e se le faggete vetuste danno un contributo neutro al ciclo del carbonio globale, o se sono interessate da processi/trend ambientali che ne esaltano (p.e. effetto fertilizzante della CO2 o delle deposizione azotate) o ne deprimono (p.e. aumento della siccità) la capacità di sink del carbonio.>>>
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Gianluca Piovesan Università degli Studi della TUSCIAObiettivo del Programma di Ricerca
Un primo obiettivo sarà quello di descrivere e caratterizzare l’ecologia, la struttura, l’auxologia e l’ecofisiologia isotopica dei popolamenti vetusti di faggio altomontani lungo un gradiente latitudinale che si estende dalle Alpi all’Appennino meridionale. In questi habitat ad elevata naturalità, dove gli alberi possono raggiungere e superare i 500 anni di età, saranno studiati e definiti una serie di indicatori descrittivi degli attributi strutturali del popolamento (p.e. densità di biomassa e necromassa, struttura somatica). Tramite l’approccio dendroclimatico e dendroecologico, integrato dalle analisi sugli isotopi, verranno, inoltre, descritti i processi di crescita su scala annuale, decennale e secolare individuando i principali fattori ambientali responsabili delle variazioni alle diverse scale. Le informazioni racchiuse negli anelli legnosi dei faggi più longevi (400-500 anni) saranno analizzate tramite l’approccio dendroclimatico-isotopico nel tentativo di produrre una ricostruzione climatica per l’Italia peninsulare (in particolare l’Italia Centrale) durante la Piccola Era Glaciale.Gli studi ecofisiologici serviranno, invece, ad approfondire il comportamento delle faggete studiate rispetto alla disponibilità idrica e la risposta agli stress su scala temporale stagionale. L’analisi dei dati raccolti su gradienti latitudinali ed altitudinali consentirà di valutare le risposte di ecosistemi sottoposti a storie climatiche differenti, sia dal punto di vista del >>>
Risultati parziali attesi
Un primo risultato sarà quello di approfondire le attuali conoscenze sulla struttura, funzionalità e dinamismo delle faggete vetuste in un settore geografico dell’areale del faggio che presenta i popolamenti più antichi (con alberi di 400-500 anni), ma fino ad oggi poco studiati. In particolare, si tratta dei popolamenti di latifoglie decidue più vecchi dell’emisfero nord e il progetto proposto avrà come primo fine quello di descrivere e analizzare gli attributi strutturali propri di questi popolamenti, considerando anche le variazioni spaziali a livello di mosaico forestale. Queste informazioni risultano particolarmente preziose non solo nella gestione delle aree protette, ma anche nella selvicoltura poiché vanno a costituire il termine di confronto per valutare l’impatto dei trattamenti sull’ecosistema faggeta con l’obiettivo di sviluppare interventi sempre meno invasivi. E proprio in questa tematica si inserisce lo studio dei popolamenti utilizzati nella fascia alto-montana, che ha la finalità di fornire dati per un primo confronto tra foreste vetuste e foreste interessate in passato da interventi selvicolturali.Allo stesso tempo gli approfondimenti a livello dendroclimatico, dendroecologico ed ecofisiologico permetteranno la comprensione dei fattori ambientali che governano i processi di crescita e di strutturazione dei popolamenti alle diverse scale di analisi: dall’orizzonte secolare a quello stagionale. In particolare, dagli studi di dendroclimatologia in >>>



