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INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

PROGRAMMA DI RICERCA 2007

italiano - english

IL PROCESSO DI INTEGRAZIONE EUROPEA IN UNA FASE DI STALLO ISTITUZIONALE: MUTAMENTI NELLE SFERE DELLA RAPPRESENTANZA POLITICA, DEI PROCESSI DECISIONALI E DELLA CITTADINANZA SOCIALE

Università degli Studi di Siena
Abstract
Il progetto si propone di esplorare da diversi punti di vista le trasformazioni in corso in Europa in una fase che, vista nell’ottica del big change costituzionale che la Unione Europea aveva intrapreso, sembra di crisi o addirittura di fallimento. Poiché però, come ha mostrato anche l’esperienza passata dello sviluppo della polity sopranazionale europea, i cambiamenti meno visibili, incrementali e interstiziali sono spesso altrettanto significativi di quelli più visibili e drammatici, le tre unità di ricerca collegate in questa proposta ritengono che, per meglio capire lo stato attuale del processo di integrazione europea e la sua evoluzione, l’attenzione dei ricercatori si possa utilmente dirigere verso aspetti meno direttamente investiti dalla grande questione costituzionale, ma che nondimeno sono parte importante di un processo continuo di adattamento e trasformazione del sistema politico europeo.
Le direzioni di ricerca che saranno perseguite dalle tre unità che collaborano a questo progetto e che vantano ormai una solida e fruttuosa tradizione di cooperazione nella ricerca sull’Europa (PRIN 2005) sono:
1. l’analisi dei più recenti sviluppi nel sistema complesso della rappresentanza europea;
2. l’esame dei processi decisionali europei in una situazione di crescente perdita di nettezza della tradizionale articolazione comunitaria in “pilastri”;
3. lo studio del processo di riconfigurazione della cittadinanza sociale/delle politiche sociali >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Maurizio Cotta Università degli Studi di SIENA
Obiettivo del Programma di Ricerca
L’obiettivo complessivo del progetto è quello di documentare come i processi di cambiamento in alcuni settori strategici del sistema politico europeo si siano sviluppati nella fase storica nella quale il progetto di dare una “vera costituzione” all’Unione europea si è invece arenato sugli scogli delle opposizioni degli elettorati nazionali di alcuni paesi. L’ipotesi sottostante è che ad altri livelli il processo di integrazione, spinto dalle necessità ordinarie della comunità continentale, abbia proseguito il suo corso in maniera più diffusa e incrementale senza troppo risentire di quella vicenda.
Trattandosi di processi non guidati e governati da una volontà unica e coerente non dobbiamo naturalmente aspettarci uno sviluppo organico e coordinato, ma piuttosto trasformazioni relativamente indipendenti tra di loro. Per questa ragione gli obiettivi della ricerca si riferiscono a settori diversi che però sembrano particolarmente strategici per comprendere lo stato attuale dell’Unione europea e del suo sistema politico.

Il primo settore preso in considerazione è quello della rappresentanza. Qui l’obiettivo di insieme è quello di comporre in maniera più completa le tessere di un mosaico che, sia sotto il profilo istituzionale che sotto quello degli attori, è complesso e tale è destinato a rimanere nel medio periodo, ma non per questo deve essere considerato immobile. Gli aspetti che richiedono una attenzione, maggiore di quella che sino ad oggi hanno >>>

Risultati parziali attesi
Il risultato complessivo atteso dalla ricerca è quello di una più sistematica e approfondita conoscenza di alcuni meno visibili e tuttavia importanti processi di trasformazione avvenuti nell’Unione Europea in parallelo alla (e nonostante la) fase di “stallo costituzionale” degli ultimi anni. La ricerca produrrà significative acquisizioni di conoscenze empiriche nei settori studiati e permetterà una migliore messa a punto degli schemi teorico-interpretativi con i quali studiamo il sistema politico europeo. Le conoscenze acquisite oltre alla loro rilevanza in sede strettamente scientifica saranno utilizzabili dai policy-makers sub-nazionali, nazionali e sopranazionali che operano negli ambiti studiati.

In maniera più specifica i risultati che si propone l’Unità di Siena sono sia di natura teorica che empirica. Sul piano teorico verrà sviluppata nella forma di uno o più papers/articoli una riflessione sulle problematiche della rappresentanza in un contesto di “polity complessa” all’interno della quale continuano e continueranno a coesistere circuiti rappresentativi multipli e si intrecciano processi, attori e istituzioni rappresentative sia nazionali e sub-nazionali che sopranazionali.
Sul piano più strettamente empirico i risultati conoscitivi saranno: 1. una sistematica esplorazione e illustrazione dei nessi organizzativi tra organizzazione partitica a livello europeo e organizzazioni partitiche nazionali che si tradurrà in schede >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Lo sviluppo delle conoscenze sul sistema politico dell’Unione europea è stato in questi ultimi anni impetuoso. Dopo i contributi pionieristici diretti a cogliere e definire la natura dell’Unione Europea (Schmitter 1996, Kohler Koch e Eising 1999, Hooghe e Marks 2001, ecc.) e a interpretarne le dinamiche (Majone 1996, Pierson 1996, Moravcsik 1998), gli studi europei hanno fatto progressi notevoli nell’approfondimento di una pluralità di aspetti del sistema politico europeo (dalle elezioni del PE, agli atteggiamenti dell’opinione pubblica sulle questioni comunitarie, ai molteplici processi decisionali).
Di recente molta dell’attenzione si è inoltre concentrata sul problema della democrazia nell’UE (Abromeit 1998, Dehousse 2003, Fabbrini 2007), sul processo che ha portato alla definizione del Trattato costituzionale, sui suoi contenuti e infine sulle vicende che ne hanno determinato il rigetto da parte di un voto popolare (Weiler e Wind 2003, Eriksen et. al 2004, ecc.). C’è tuttavia qualche rischio che questa attenzione porti a sottovalutare i fenomeni che si svolgono ad un livello che potremmo definire “sub-costituzionale”, spesso più sul piano di fatto che su quello di diritto, incrementali piuttosto che discontinui. E tuttavia questi aspetti, come insegna la storia dell’integrazione europea, non dovrebbero essere sottovalutati nella loro importanza cumulativa (Pierson 1996). In questa prospettiva la presente ricerca ritiene importante concentrarsi su alcune dimensioni >>>