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PROGRAMMA DI RICERCA 2007
italiano - english
Unità di Ricerca
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Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche
Classificazione geografica
- Regione: Emilia Romagna
Parole Chiave
DEPRIVAZIONE DI SONNO, RITMI CIRCADIANI, FUNZIONI COGNITIVE COMPLESSE, APPRENDIMENTO PROCEDURALE, MEDICI SPECIALIZZANDIGli effetti della deprivazione di sonno sull'apprendimento di abilità procedurali e sulle performance cliniche e cognitive nei medici specializzandi: la funzione protettiva di brevi periodi di sonno
Università degli Studi di BolognaAbstract
Il progetto prenderà in esame due dei più cruciali e diffusi problemi dei nuovi programmi di formazione medica post lauream, ossia le conseguenze del lavoro notturno sulle attività cliniche e i processi di apprendimento e la valutazione dell’efficacia delle strategie di napping negli specializzandi in medicina, la cui popolazione corrisponde in Italia a circa 5000 studenti per anno.Il decremento della vigilanza durante un lungo periodo di veglia è un rilevante problema per le attività lavorative. Studi sul campo e in laboratorio hanno evidenziato come le alterazioni del ciclo sonno-veglia portino quasi inevitabilmente a un deterioramento delle performance cognitive e professionali e a un incremento del cosiddetto “errore-umano”.
Il lavoro notturno è una caratteristica centrale della formazione medica specialistica in quanto gli specializzandi esercitano assistenza ai pazienti per 24 ore continuative e sono nel contempo inseriti in programmi di apprendimento intensivo.
Numerosi studi hanno enfatizzato come la sonnolenza causi un elevato numero di errori in ambito medico e, in misura minore, omissioni delle opportune procedure. E’ stato dimostrato che tali errori sono dovuti a decrementi nella vigilanza, nelle abilità psicomotorie, nelle funzioni esecutive e nella flessibilità cognitiva (necessaria per correggere errori e modificare la pianificazione degli interventi), dipendenti dall’integrità funzionale della corteccia prefrontale, il cui funzionamento >>>
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Carlo Cipolli Università degli Studi di BOLOGNAObiettivo del Programma di Ricerca
Il progetto di ricerca esaminerà due dei più rilevanti problemi nel panorama internazionale dei programmi di formazione medica post lauream, ovvero i) la stima delle conseguenze sulle attività cliniche e sui processi di apprendimento della riduzione di sonno dovuta al lavoro notturno e ii) la valutazione dell’efficacia di differenti strategie di napping nel ridurre gli effetti della deprivazione di sonno e dell’affaticamento.Il numero dei medici specializzandi in Italia può essere stimato in circa 5000 studenti per anno.
L’applicazione nel presente anno accademico del D.P.C. M. 6/7/2007, che prevede che gli studenti delle diverse scuole di specialità mediche siano inseriti nella pratica clinica delle diverse aree sanitarie, provocherà negli specializzandi un aumento dei rischi connessi all’esposizione prolungata al lavoro notturno; risulta dunque evidente la necessità di pianificare accuratamente i turni di lavoro notturno all’interno delle divisioni cliniche e di suggerire strategie per contrastare al meglio gli effetti negativi della riduzione di sonno.
Il presente progetto di ricerca si propone di indagare sistematicamente queste tematiche, attraverso un’indagine condotta su un ampio campione (più di 1200) di medici specializzandi. Le cinque Unità di Ricerca utilizzeranno lo stesso disegno sperimentale al fine di valutare la performance degli specializzandi in compiti diversi, svolti negli stessi orari e con la medesima procedura.
L’obiettivo >>>
Risultati parziali attesi
Il presente progetto porterà a raccogliere una grande quantità di dati di potenziale interesse per approfondire la conoscenza degli effetti negativi temporanei e duraturi (forse permanenti) della deprivazione di sonno sull’apprendimento di nuove abilità da parte degli specializzandi (e quindi, da un punto di vista applicativo, sulle conseguenze che ciò può determinare nel raggiungimento di alcuni degli obiettivi della formazione medica post-lauream). Inoltre, i dati raccolti permetteranno per la prima volta di valutare in modo sistematico l’efficacia di tre strategie di napping nel contrastare gli effetti negativi della riduzione di sonno, fornendo così informazioni utili rispetto alla funzione dei nap, alla loro durata e collocazione temporale ottimale.Indicazioni importanti saranno fornite dai dati raccolti singolarmente da ciascuna Unità, ma anche dall’analisi congiunta di tutti i dati raccolti nell’intero progetto. In termini generali, le analisi dei dati soggettivi e oggettivi sulla sonnolenza, l’affaticamento e lo stress, raccolti da tutte le Unità del progetto, forniranno utili suggerimenti per comprendere meglio la relazione tra deprivazione di sonno (in condizioni controllate dal punto di vista sperimentale) e performance in ambito clinico. In particolare, i dati raccolti saranno utili per valutare il potere predittivo delle misure soggettive di sonnolenza e deprivazione di sonno e l’affaticamento legato allo stress rispetto al deterioramento delle >>>
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
E’ stato valutato che nei paesi occidentali circa un sesto della forza lavoro opera al di fuori della giornata lavorativa standard, in particolare durante le ore notturne (Boivin et al., 2007). Gli effetti sociali ed economici del lavoro a turni atipici e con riduzione del periodo di sonno sono stati più volte sottolineati, in particolare l’aumento del rischio di incidenti, la riduzione della performance, gli effetti negativi sulla salute, sul benessere e sulla qualità della vita (Rosekind, 2005).E' stato dimostrato che il lavoro a turni è associato con un aumento dell’affaticamento fisico e mentale percepito e, spesso, con disturbi del sonno quali eccessiva sonnolenza diurna e/o frammentazione del sonno (Am Acad Sleep Medicine, 2005, 2nd Ed, 2005).
In particolare, il decremento della vigilanza durante la veglia prolungata rappresenta un problema rilevante in ambiti lavorativi quali sanità pubblica e assistenza medica. Infatti, il lavoro notturno è una caratteristica centrale per la formazione medica specialistica, che prevede attività di assistenza ai pazienti lungo l’intero arco delle 24 ore e lo svolgimento di programmi di formazione da parte dei giovani medici specializzandi. Questa formazione comprende inoltre un progressivo coinvolgimento degli studenti nella reperibilità e nel trattamento delle emergenze nella struttura ospedaliera di formazione.
Nei medici specializzandi, l’aumento del rischio di errori (sia di esecuzione che di omissione >>>



