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INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

PROGRAMMA DI RICERCA 2007

italiano - english

La difficile scelta: i militari italiani in Grecia e in Albania tra resistenza e collaborazionismo (1943-1945)

Università degli Studi de L'Aquila
Abstract
Il progetto è parte di una più ampia ricerca iniziata nel 2005 sulla sorte dei militari italiani nei Balcani dall’armistizio dell’8 settembre 1943 alla fine della seconda guerra mondiale. La precedente ricerca - ha trattato le vicende delle divisioni di stanza in Jugoslavia; ora ci si propone di studiare la situazione delle truppe italiane di stanza in Grecia e Albania. Queste unità, come anche le forze di stanza in Jugoslavia, furono colte di sorpresa dall’annuncio dell’armistizio, di cui per lo più vennero a conoscenza dalla radio. Esse ebbero vicende molto diverse, a seconda delle circostanze e dei singoli comandanti. Di fronte alla richiesta di arrendersi o di continuare a combattere al loro fianco fatta subito dai comandi tedeschi, molti comandanti d’armata, lasciati senza ordini, preferirono accettare la resa piuttosto che rischiare spargimenti di sangue opponendo resistenza. La maggior parte delle unità, quindi, si arrese quasi subito e fu internata sul posto o inviata in campi in Germania o in Polonia; altre cercarono di trattare la consegna delle armi con la speranza di ottenere il rimpatrio. Una minoranza cercò di reagire scontrandosi con le forze tedesche; in alcune aree molti militari, per sfuggire alla cattura, si unirono alle forze combattenti locali o si nascosero tra la popolazione; infine alcune unità accettarono di continuare la guerra a fianco dei tedeschi.
Delle divisioni di stanza in Grecia la vicenda più nota è quella della divisione Acqui, che a >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Elena Aga Rossi Università degli Studi de L'AQUILA
Obiettivo del Programma di Ricerca
Obiettivo della ricerca è la ricostruzione delle vicende dei militari italiani di stanza nei Balcani dopo l’annuncio dell'armistizio fino alla conclusione della guerra, aggiungendo alla parte già ultimata sulla Jugoslavia, la storia complessa e poco nota delle divisioni stanziate in Grecia e in Albania.
La ricerca è una prosecuzione e approfondimento del libro Una nazione allo sbando (Bologna, Il Mulino, III ed. 2003) scritto da Elena Aga-Rossi. In quel libro, dove le conseguenze dell'armistizio nei Balcani erano sintetizzate in una trentina di pagine, si accennava soltanto agli episodi più noti, come l'eccidio della divisione Acqui a Cefalonia e a Corfù, e alle vicende di alcune altre divisioni in Jugoslavia.
Questo progetto intende offrire un quadro sistematico di ciò che avvenne in Grecia e Albania, partendo dal regime di occupazione italiano in quei paesi, che aveva dato luogo anche a feroci repressioni sulla popolazione e sui movimenti di resistenza, e ricostruendo poi le scelte e i comportamenti dai comandanti e degli ufficiali inferiori al momento dell’armistizio di fronte alla richiesta di resa da parte dei tedeschi. Come è noto la maggioranza delle divisioni cedettero le armi e furono internate sul posto o inviate in campi in Germania o in Polonia. Poco note sono invece le vicende di quella piccola parte che accettò di continuare la guerra a fianco dei tedeschi, e dell'altra minoranza che cercò di reagire scontrandosi immediatamente >>>

Risultati parziali attesi
Con questa ricerca si intende colmare almeno in parte una grave lacuna nella storiografia riguardante la prosecuzione della guerra da parte di truppe italiane in Grecia e in Albania dopo l’armistizio, sia a fianco dei tedeschi, sia nella resistenza.
La ricerca negli archivi italiani e stranieri contribuirà a dare una visione organica e completa delle vicende e delle scelte dei militari italiani dopo l’8 settembre in Grecia e in Albania, che si aggiunge a quella già effettuata per la Jugoslavia.
Per quanto riguarda la Grecia si vuole chiarire la questione ancora molto dibattuta della divisione Acqui a Cefalonia e Corfù, compreso il problema del numero dei morti e dei dispersi, visto che le cifre fornite finora non coincidono con quelle proposte da altre fonti (come la documentazione tedesca). Su questo tema si è parlato e scritto molto senza però iscrivere la vicenda nel quadro più complesso che interessò altre divisioni in situazioni analoghe. Il caso della Acqui invece deve essere inserito nel contesto della situazione di allora, nell’ambiguità dei rapporti tra i Comandi italiani e tedeschi, nella difficoltà di una scelta individuale, prima che collettiva e nei contrasti all’interno dell’unità. La vicenda di Cefalonia deve essere confrontata con quella di altre divisioni, per evidenziarme analogie e differenze.
Uno studio organico della resistenza dei militari in Grecia e quindi l’inserimento della questione della Acqui in un ambito più complesso >>>

Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Le vicende dei militari italiani in Grecia e in Albania tra l’armistizio del settembre 1943 fino alla fine della guerra così come quelle dei militari in Jugoslavia sono ancora poco studiate.
L’oblio sulle vicende dei militari in Grecia e Albania è parte della persistente disattenzione per la storia della partecipazione italiana alla seconda guerra mondiale vista soltanto come il tragico epilogo del regime fascista: una storia staccata dalla vera storia d’Italia, quella che tendeva a sminuire il peso del fascismo nella società italiana e ad esaltare la continuità tra antifascismo e resistenza. Si è tramandata così una memoria selettiva sul quel periodo ed è stato possibile raccontare la storia d'Italia passando direttamente dalla storia dell'opposizione al fascismo nel ventennio alla storia della resistenza, trascurando le vicende belliche, l'armistizio, la parabola della RSI e perfino i governi che si erano succeduti dopo la caduta di Mussolini. In particolare, armistizio e crollo dell'esercito erano visti come la conclusione della guerra fascista, come la fine di un'epoca su cui si preferiva non indagare. A lungo la storiografia italiana ha semplificato la ricostruzione del periodo successivo all’8 settembre utilizzando la contrapposizione fascismo-antifascismo come unica chiave interpretativa di quegli avvenimenti, sostituendo alla complessità dei casi una visione unilaterale e inadeguata a capire cosa fosse realmente successo. È stato cos >>>