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INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

PROGRAMMA DI RICERCA 2007

italiano - english

La riforma della legge fallimentare: bilanci e prospettive alla luce delle esperienze maturate in Europa e negli U.S.A.

Università degli Studi Roma Tre
Abstract
Tra il 2005 e il 2006 la legge fallimentare ha conosciuto la riforma più radicale mai subìta dal 1942 ad oggi (d.l. 14 marzo 2005, n. 35, convertito con la legge 14 maggio 2005, n. 80, che contiene anche una delega al Governo per ulteriori modifiche poi realizzate dal d.lgs. 9 gennaio 2006, n. 5). Il legislatore non si è limitato ad accogliere orientamenti giurisprudenziali ormai consolidati, ma ha anche apportato innovazioni rispetto agli istituti più rilevanti nella pratica. Avvalendosi dell’opera di numerose commissioni di studio, la riforma ha in qualche modo tenuto conto delle esperienze degli ordinamenti stranieri, dalle quali è stata secondo molti largamente influenzata.
Il primo anno di applicazione della nuova legge ne ha evidenziato le normali e comprensibili imperfezioni, soprattutto dal punto di vista delle incertezze ingenerate dalle norme sui presupposti soggettivi delle procedure concorsuali (ossia su “chi” vi è soggetto), sull’applicazione di tali procedure alle imprese societarie, sulle modalità di liquidazione dell’attivo, nonché sulle soluzioni concordatarie. Si spiega così la scelta del Governo di avvalersi dei poteri concessi dalla legge delega per intervenire di nuovo, con il decreto legislativo 12 settembre 2007, n. 169, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2008. Per quanto apprezzabile, il decreto correttivo ha risentito della necessità di rispettare tempi di emanazione piuttosto ristretti e si è pertanto limitato ad incidere sui difetti >>>

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Giuseppe Terranova Università degli Studi ROMA TRE
Obiettivo del Programma di Ricerca
Il progetto si propone di mettere in evidenza i punti del diritto concorsuale che richiedono un ripensamento da parte del legislatore e di suggerire le linee lungo le quali i nuovi interventi legislativi potrebbero muoversi, per conciliare la ratio e la conformazione degli istituti vecchi e nuovi alle moderne esigenze dell’economia. L’obiettivo finale richiede di raggiungere preliminarmente due obiettivi intermedi. Sul primo versante, si tratta di portare alla luce la storia più o meno recente dei singoli istituti del diritto fallimentare, che traggono origine dal nostro ordinamento o imitano modelli stranieri, per verificare quale sia il loro grado di elasticità in merito alle esigenze da soddisfare e quali siano i limiti esterni che derivano dalla necessità di tenere conto degli interessi tutelati da altre norme. Sul secondo versante, si tratta invece di vagliare – con l’ausilio dell’analisi comparatistica e giuseconomica – una serie di ipotesi in ordine agli effetti che determinati tipi di regolamentazione sono capaci o rischiano di produrre sul mercato e l’economia nazionale. E’ noto infatti che il livello di sviluppo economico di un Paese è fortemente influenzato non solo dal diritto tributario e dalla legislazione lavoristica, ma anche dal trattamento che lo Stato riserva alle imprese in crisi, con particolare riferimento, da una parte, alla capacità di prevedere criteri di selezione idonei a distinguere le realtà imprenditoriali da tutelare mediante programmi di >>>

Risultati parziali attesi
I risultati attesi dalla ricerca consistono nella realizzazione degli obiettivi indicati al punto 11 del presente progetto di interesse nazionale. Il loro interesse per l’avanzamento della conoscenza tecnica nella materia di riferimento può essere di notevole impatto, in quanto in grado di riflettersi sul modo di concepire le regole concorsuali non solo da parte degli operatori del settore, ma anche da parte dello stesso legislatore. Come anticipato al punto 11 del progetto, l’obiettivo della ricerca è infatti quello della redazione di una sorta di Libro bianco per sollecitare un processo che porti ad una riforma davvero “organica” della materia.
Le eventuali potenzialità applicative sono di tutta evidenza, in quanto una diversa concezione delle ragioni poste alla base degli istituti finisce per riflettersi inevitabilmente sull’iter argomentativo seguito nelle motivazioni delle sentenze, mutando il modo di applicare le norme esistenti e di integrare le lacune dalle quali notoriamente nessun testo normativo può essere scevro.

Durata
12 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Nella legislazione attuale, il diritto concorsuale sembra diviso tra la volontà di tutelare i creditori finanziari assicurando loro il funzionamento completo ed incondizionato delle garanzie acquisite prima dell’apertura del concorso, il tentativo di tutelare le imprese di media dimensione esentandole dal fallimento e l’aspirazione a salvaguardare i livelli occupazionali indipendentemente dalla meritevolezza di credito dell’iniziativa imprenditoriale, ossia della capacità dell’attività di generare flussi di reddito sufficienti a coprire i costi che vi sono connessi. Tali tendenze vanno chiaramente a scapito dei piccoli creditori e, in definitiva, degli interessi di quelle stesse imprese di media dimensione (segnatamente le imprese dei fornitori) e di quegli stessi lavoratori che si tenta di tutelare in modo a dire il vero confuso, senza avvalersi di un approccio sistematico.
La questione non è stata finora risolta né in sede di decreto correttivo del 12 settembre 2007, né in sede giurisprudenziale o dottrinale:
- il decreto legislativo n. 169 del 2007 si è dovuto limitare a norme tutto sommato di dettaglio, spesso di carattere procedurale. Sul versante sostanziale, gli interventi di maggiore rilievo sono costituiti dalla modifica dei presupposti soggettivi del fallimento (i criteri previsti dal nuovo testo dell’art. 1 legge fallim. restringono ulteriormente la nozione di piccolo imprenditore prevista ai fini del fallimento ed estende quindi l’ambito dei >>>